Parco di Porta Mosa

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fontanellapanchinearea pic-nicarea cani - accesso dall'esterno del parco (via Mosa)l'accesso al parco è diurno

Il parco, di circa 6.500 mq, è situato nel Quartiere 13 (Porta Romana – Largo Pagliari), tra via Gaspare Pedone, via Genala e via del Giordano.

Orari di apertura del parco
mesi estivi: tutti i giorni, festività incluse, dalle 9 alle 19
mesi invernali: tutti i giorni, festività incluse, dalle 9 alle 17

>ATTREZZATURE E SERVIZI

  • Giochi inclusivi per bambini
  • Fontanella
  • Panchine
  • Area pic-nic
  • Area cani (3.211,4 mq) - accesso dall'esterno del parco (via Mosa)

SPECIE ARBOREE

  • Robinia Pseudoacacia "Bessoniana"
  • Thuja Occidentalis
  • Pyrus Calleriana "Chanticleer"
  • Tilia Europaea
  • Aesculus Hyppocastanum
  • Celtis Australis
  • Prunus Spinosa
  • Cedrus Libani
  • Chamaecyparis "Lawsoniana"
  • Pinus Cembra
  • Cedrus Atlantica "Glauca"

STORIA e CARATTERISTICHE TECNICHE
Porta Mosa, che deve il suo nome alla zona bassa e acquitrinosa in cui si trova, è l’ultima porta esistente in Cremona. Sorge nella zona detta del Prato del Vescovo a sud-est del centro storico.
Già ricordata a partire dal 1270, la sua costruzione si deve mettere in relazione col sorgere di un quartiere cittadino nell’area posta a sud-est del Duomo, nelle zone delle mose e dei bodri.
Nel corso dei secoli, la Porta è stata più volte chiusa e riaperta, a seconda delle necessità cittadine e dello spostamento del letto del fiume Po.
Porta Mosa nel XIX secolo cadde in oblio, chiusa e abbandonata riuscì a sopravvivere agli abbattimenti novecenteschi, rimanendo allo stato di rudere.
Attualmente l’edificio costituente la porta consta di due ambienti contigui, in cui sono chiaramente riconoscibili le tracce della porta-torre medioevale e dell’amplieranno cinquecentesco. Della torre medioevale rimangono imponenti strutture e il resto dell’arco d’accesso verso la città; all’esterno verso il giardino pubblico di via Giordano abbiamo il fornice cinquecentesco. Accanto alla porta vi è un magazzino comunale, forse i resti del mulino abbattuto nel XVIII secolo.