"Caro nonno ti scrivo": così i bambini interagiscono con gli ospiti di “Cremona Solidale” e del Centro Diurno Barbieri

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La consegna della lettera per gli ospiti di "Cremona Solidale" e del Centro Barbieri

Nell’ambito del progetto Caro nonno ti scrivo, i bambini della scuola infanzia Gallina hanno consegnato la prima lettera che inaugura l’inizio di una corrispondenza epistolare con gli ospiti di “Cremona Solidale” e del Centro Barbieri di via 11 Febbraio.

Presenti l’Assessore all’Istruzione Maura Ruggeri, la responsabile del Servizio Politiche Educative ed Istruzione Silvia Bardelli e la pedagogista Stefania Reali del Comune, la lettera è stata consegnata alla direttrice generale di “Cremona Solidale” Alessandra Bruschi, affiancata da Silvia Frosi, coordinatrice RSA, da Alessio Cavagnoli, educatore del Centro Diurno Integrato (CDI) Barbieri, e da Stefano Moscarella educatore RSA.

Ed è grazie alla realizzazione di una grande lettera, che viaggerà a cadenza mensile, che sarà intrapreso un percorso di conoscenza tra bambini e nonni. Con l’aiuto delle insegnanti, i giovanissimi allievi hanno raccontato la loro quotidianità attraverso parole, disegni e fotografie e hanno chiesto agli ospiti di “Cremona Solidale” di fare altrettanto per approfondire la conoscenza reciproca, iniziando così ad instaurare un legame che sarà poi rafforzato attraverso incontri diretti in presenza o a distanza.

Il progetto Caro nonno ti scrivo è stato pensato per creare una sorta di ponte generazionale tra i bambini della scuola infanzia Gallina e gli anziani della vicina struttura di “Cremona Solidale” e del Centro Diurno Barbieri: due mondi apparentemente lontani, ma che in realtà possono condividere emozioni ed esperienze traendone reciproco beneficio.

I piccoli impareranno a riconoscere le differenze dovute al salto generazionale, ma anche gli aspetti in comune, mentre i nonni si sentiranno importanti come testimoni, depositari di esperienze uniche e originali che stimoleranno la naturale curiosità dei bambini.

È questa un'occasione per consentire ai bambini di interagire con altri adulti al di fuori del contesto scolastico e famigliare, e aiutare i nonni a combattere il senso di solitudine e di malinconia che spesso nelle RSA possono provare. L'idea di attivare questo progetto è nata durante il periodo della pandemia, quando la relazione tra bambini e anziani è stata troppo virtuale e astratta. Ora è il momento di rendere la proposta di vicinanza più concreta creando ed alimentando questa interazione intergenerazionale che permette l’apprendimento reciproco, migliorando le capacità comunicative, la comprensione, le competenze sociali, ma soprattutto l’altruismo e la condivisione, qualità indispensabili nel vivere quotidiano”, è il commento dell’assessore Maura Ruggeri.

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