Piano industriale di A2A su Cremona e il suo territorio: l’investimento è soprattutto in energia

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Ieri, nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale, riunito con funzioni di Commissione consiliare, l’ing. Claudio Sanna, Presidente del Comitato di Territorio di Cremona di A2A, ha illustrato il piano industriale di A2A su Cremona e il suo territorio, costruito dentro un cammino di collaborazione con l’Amministrazione comunale. Si tratta, come già esposto nel Consiglio Comunale del 14 marzo scorso dall’Amministrazione, di un investimento di 330 milioni di euro entro il 2030, superiore al piano precedente.

L’investimento è innanzitutto in energia. In un periodo in cui è evidente l’esigenza assoluta di produrre energia in loco e rompere la dipendenza dell’estero, A2A investe in energia pulita e in particolare nelle bioenergie. Il biometano è un’energia rinnovabile, che nasce dal recupero, in una logica di economia circolare, di scarti e sottoprodotti agricoli e delle produzioni locali. Produrlo significa non bruciare metano fossile, emettere meno CO2, aiutare il territorio a rendersi maggiormente indipendente da un punto di vista energetico.

A2A prevede anche investimenti in fotovoltaico e, in attesa di normative nazionali definitive, si prepara a sostenere le comunità energetiche, in particolare per produrre energia da pannelli fotovoltaici e migliorare l’ambiente.

Poiché il tema del riscaldamento ha impatti ambientali forti (caldaie e stufe possono produrre particolato), anche gli investimenti sul teleriscaldamento sono importanti, per il miglioramento e l’ampliamento della rete.

Il rafforzamento della rete elettrica porta a un aumento della capacità di assorbire potenze medie elevate, e consente di sostenere una mobilità elettrica meno inquinante, sviluppare tipologie di riscaldamento più efficienti e aiutare l’incremento del fotovoltaico, tutte azioni a favore dell’ambiente e contro l’inquinamento.

Altri investimenti a favore dell’ambiente sono quelli sull’igiene pubblica e la raccolta rifiuti, soprattutto in termini di nuovi mezzi e attrezzature.

Anche sul progetto Cremona 20/30, parte del piano industriale, c’è un aumento dei milioni investiti, (105 milioni sui progetti non sperimentali). Dei 9 progetti previsti nella parte non sperimentale, 5 sono attuati o in stato di attuazione, in anticipo rispetto al cronoprogramma iniziale.

In particolare, un importante progetto di economia circolare produrrà energia rinnovabile, si svilupperà in un’area della città individuata per la rigenerazione territoriale e sarà pubblicamente presentato entro il prossimo luglio. Un impianto utilizzerà scarti e sottoprodotti agricoli, zootecnici o agroalimentari, genererà 4,5 milioni di m3 di biometano e prodotti utili all’agricoltura e contemporaneamente alimenterà una coltivazione di alghe in serre, per creare, in loco, fertilizzanti. Un ulteriore impianto, alimentato dai processi sopra descritti, produrrà in loco altro fertilizzante sempre da fonti non fossili. Sugli impianti saranno installati pannelli fotovoltaici, per l’autonomia energetica e la messa in rete di altra energia pulita.

Complessivamente, considerando tutti gli impianti su cui A2A ha investito o investirà, il totale di biometano prodotto sul territorio cremonese sarà di circa 20 milioni m3 all’anno. Questa quantità, prodotta in loco e rinnovabile, equivale a tutto il metano fossile oggi bruciato per il teleriscaldamento di Cremona.

Così Cremona diventa un centro di competenza nazionale per la valorizzazione e produzione della molecola green del biometano.

Tutti gli investimenti descritti sono pensati con un’attenzione al verde, alle piante, alla biodiversità, al paesaggio naturale, in un bilancio ambientale innovativo e positivo, con alta riduzione di emissioni di CO2 e CH4.

Per realizzare questi progetti A2A coltiva interazioni molto forti con le Università, in particolare con il Politecnico e la Cattolica, consolidando così il progetto perseguito da tempo a Cremona di un’interazione tra imprese e enti di ricerca. Questa interazione si estende anche a altri Istituti di grande valore come lo Spallanzani.

Vengono così raggiunti gli obiettivi di diminuire le emissioni inquinanti e migliorare l’ambiente; generare più energia pulita e in maggior autonomia; avere sul territorio, diminuendo la dipendenza dall’estero, prodotti utili all’agricoltura in modo circolare e pulito; usare scarti e sottoprodotti invece che pagare per smaltirli. A favore di cittadini, imprese, aziende agricole e zootecniche. Sono ancora più unite la ricerca e le imprese e Cremona in molti ambiti innovativi diventa riferimento nazionale e internazionale. Ecco gli investimenti di A2A, dentro un cammino di condivisione progettuale con l’Amministrazione comunale, per un ambiente sano, un’economia circolare applicata, un’energia pulita e per creare occupazione, lavoro, ricerca e innovazione. Il sistema Cremona continua a crescere.

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