Taglio di alberi in alcune zone della città, nota dell'Amministrazione

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In merito alle recenti dichiarazioni, spesso non sottoposte ad opportuna verifica, relative al taglio di alberi in via Adda e in altre zone della città, sono opportune alcune doverose precisazioni.

Poco più di due mesi fa, il 15 giugno scorso, è stato inviato agli organi di informazione un comunicato nel quale si dava conto della necessità di procedere al taglio di alcune piante, decisione presa a seguito dell’indagine, commissionata dall’Amministrazione comunale nell'ottobre del 2020, a uno studio di agronomi, per l'esecuzione di analisi strumentali e visive (metodo VTA - Visual Tree Assessment) sul patrimonio arboreo comunale.

Questo tipo di indagine ha interessato in particolare gli alberi presenti nelle vie Aglio, Cimitero, Cipressi, Serio, Adda, Fulcheria, Ippocastani, Marmolada, in viale Po e ai bastioni di Porta Mosa, ed è stato integrato, laddove necessario, con un esame strumentale attraverso un apposito strumento denominato penetrometro Resistograph serie 6.

Gli esiti dell'indagine sono stati corredati anche da un parere sintetico che si configura attraverso la Classe di Propensione al Cedimento (CPC). L’intera documentazione è stata trasmessa ad AEM Cremona S.p.A., società in house alla quale il Comune ha affidato il compito della gestione del verde pubblico, in modo che si potesse procedere alla programmazione del taglio delle alberature pericolose nelle zone in cui la classe CPC (Classe di Propensione al Cedimento) richiedesse tale intervento e alla successiva messa a dimora di nuove essenze (per consultare la relazione delle analisi condotte sul patrimonio arboreo comunale clicca qui).

Gli alberi individuati in classe “D”, classe che obbliga all'abbattimento per rischio di crollo o caduta, a tutela della salvaguardia dell’incolumità pubblica e privata, sono 133. Mentre il pericolo, valutato con l'analisi visuale o strumentale della stabilità, corrisponde alla propensione al cedimento dell'albero o di sue parti oppure, in termini statistici, alla probabilità che si verifichi un cedimento, il rischio è formato dal prodotto tra la pericolosità insita nella pianta (la propensione al cedimento appunto) e la vulnerabilità del luogo di potenziale caduta, quindi dalla relazione che lega la probabilità del verificarsi di un evento pericoloso ai danni che questo può provocare alle persone e alle cose.

Semplificando, l'albero può essere più o meno pericoloso mentre l'uomo (o i suoi beni) sono i soggetti a rischio poiché, quando il pericolo si concretizza, possono subire danni anche gravi. In questi casi la responsabilità della sicurezza e dell’incolumità delle persone o di danni a cose ricade sull’Ente e sul Sindaco, quale suo legale rappresentante, e non su cittadini o associazioni di varia natura.

E' pertanto necessario mettere in atto tutto quanto tecnicamente e umanamente possibile per la salvaguardia della pubblica e privata incolumità, non solo sotto il profilo giuridico, ma anche sotto quello etico, proprio perché è in gioco la sicurezza delle persone e dei loro beni. Si pensi ad esempio a quanto accaduto lo scorso anno, quando si sono verificati diversi casi di crolli di alberi o di parte di essi, come in via Adda, via Novati, via Riglio, via Fulcheria, al Parco al Po, solo per citarne alcuni. Per questo è dunque fondamentale che la Pubblica Amministrazione prosegua nelle indagini di staticità del patrimonio arboreo, nell’ottica di una corretta programmazione degli interventi e di una loro pianificazione.

A tale proposito si ricorda che nel Comune di Cremona vi sono complessivamente circa 26000 piante mature ad alto fusto e l’Amministrazione continua e continuerà nella verifica periodica delle essenze censite e nell’implementazione del censimento con l’analisi di quelle restanti. Il lavoro di verifica, che prosegue già da diversi anni, ha lo scopo di certificare lo stato di salute della pianta arrivando ad una classificazione in ragione delle condizioni della pianta stessa.

La valutazione di stabilità degli alberi deve seguire la procedura stabilita dal metodo VTA, sopra citato, che prevede i seguenti passaggi: ispezione visiva per l’individuazione e la valutazione di eventuali sintomi e danni e verifica dello stato vegetativo e fitosanitario dell’albero; accurato esame dei sintomi e danni riscontrati nel corso della prima fase; misurazioni e analisi strumentali dei sintomi e danni che risultano essere critici, compresa la valutazione della resistenza meccanica residua dell’albero; attribuzione della classe di rischio secondo la classificazione delle Classi di Propensione al Cedimento (CPC); indicazione del tipo d’intervento necessario e della frequenza di ulteriori controlli. Tale analisi può essere eseguita e firmata esclusivamente da agronomo abilitato, come è appunto avvenuto in questo caso.

Ovviamente le priorità d’analisi sono state individuate, proprio nell’ottica della valutazione dei fattori di rischio, per quelle essenze presenti in viali pubblici, parchi gioco, giardini pubblici e scolastici, dal momento che queste sono le aree più frequentate. I risultati dell'analisi condotta, consegnata agli inizi dell’anno, hanno evidenziato criticità in 133 piante, collocate in varie zone della città, che sono risultate appartenenti alla classe D, classe estrema delle quattro previste.

In particolare, è previsto che gli alberi appartenenti alla classe D, al momento dell’indagine, manifestino segni, sintomi o gravi difetti, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. Oltre a questo, le anomalie riscontrate devono essere tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai esaurito. Per queste piante, le cui prospettive di sopravvivenza sono gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. In tale situazione, le piante appartenenti alla classe D devono pertanto essere abbattute. Al riguardo va sottolineato che il mancato intervento configura il profilo di colpa grave, con responsabilità civili e penali soggettive.

Il taglio non comporta l'eliminazione di viali alberati (nel caso di via Adda, ad esempio, sono state tagliate quattro piante) o il rifacimento strutturale di aree a verde, bensì la sostituzione con piante sane al posto di quelle la cui salute non può più essere garantita dalla cura e dalla tecnica e che rappresentano un pericolo dal punto di vista della sicurezza. Si tratta dunque di un intervento di manutenzione normalmente previsto nell’ambito di una corretta programmazione.

Nella prossima stagione silvana tutte le piante tagliate verranno sostituite sul posto. Nel caso in cui le caratteristiche di modifica dell'ambiente cittadino non consigliassero la previsione di nuove alberature, le essenze verranno messe a dimora in altri luoghi opportunamente individuati. Anche questi interventi di sostituzione rientrano nel rilancio del patrimonio verde cittadino, nella consapevolezza della sua straordinaria importanza, nonché nel programma di aumento del patrimonio complessivo del verde urbano, che deve essere sano, ricco di nuove aree alberate e manutenuto nel modo più competente possibile.

Spiace in questo contesto che si confondano gli obiettivi di sicurezza e di salvaguardia della pubblica e privata incolumità con norme sulla pianificazione ambientale o con problematiche che, in generale, nulla hanno a che fare con tale tipologia di interventi. Si precisa inoltre che la scelta del periodo nel quale effettuare l’intervento, legata anche alla disponibilità della ditta specializzata, deve essere effettuata e conclusa prima dell’inizio delle attività scolastiche e della ripresa delle attività in generale, proprio per generare meno disagi possibili e, soprattutto, prima che si verifichino fenomeni metereologici estremi che, con la stagione autunnale, si manifestano con sempre maggior frequenza, causando gravi danni alle alberature e dei quali le cronache danno ampio riscontro, anche nel nostro territorio.

Da ultimo, va detto che il personale dell’impresa specializzata incaricata è formato e abilitato (con patentino specifico) anche per attività in quota, nel rispetto di tutte le norme vigenti in materia di sicurezza.

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