Al Museo Civico “Ala Ponzone” la mostra “Orazio Gentileschi. La fuga in Egitto”

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Riposo durante la fuga d'Egitto di Orazio Gentileschi proveniente dal Kunsthistorisches Museum

Sino al 31 gennaio 2021, per la prima volta, alla Pinacoteca del Museo Civico “Ala Ponzone” si possono ammirare, l’una di fianco all’altra, due versioni del Riposo durante la fuga in Egitto, capolavori di Orazio Gentileschi. In una straordinaria mostra, curata da Mario Marubbi, Conservatore della Pinacoteca, e promossa dal Comune attraverso il Settore Cultura e Musei. Accanto alle due magnifiche tele, la prima del Kunsthistorisches Museum di Vienna e la seconda di collezione privata, la mostra propone una selezione di altri dipinti, sculture, avori, incisioni sulla popolare “Fuga” tramandata dal solo Vangelo di Matteo ma protagonista dei Vangeli apocrifi.

Due tele eguali, di mano di Orazio Gentileschi, realizzate l’una dopo l’altra, dedicate al racconto del “Riposo durante la fuga in Egitto”. Un tema che, così come splendidamente ricreato dal Gentileschi, affascinò diversi committenti. Tanto che, accanto alle due versioni riunite a Cremona, se ne conoscono altre due, l’una al Louvre e al Birmingham Museum la seconda. Dipinti che sono riconosciuti tra i più intriganti del primo Seicento italiano.

La mostra è stata presentata nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi nella Sala Manfredini del Museo Civico presente l’Assessore ai Sistemi Culturali Luca Burgazzi per cui questa esposizione “rappresenta simbolicamente la ripartenza delle attività del Museo Civico “Ala Ponzone” dopo un periodo straordinario di difficoltà legate alla pandemia di cui ora, e solo in parte, cogliamo la portata storica e i suoi effetti sulla società”.

Proprio in questo contesto - ha proseguito l’Assessore - proporre a Cremona una mostra d’arte organizzata da un ente pubblico rappresenta non solo una sfida, ma anche un importante messaggio di speranza e soprattutto di presenza istituzionale concreta e fattiva nel proprio territorio. Le istituzioni culturali, infatti, non possono rassegnarsi alle difficoltà, ma hanno il dovere di tracciare, anche con coraggio, la strada della ripartenza. Proponendo questa mostra, il Museo Civico ‘Ala Ponzone’ intende ribadire la sua centralità istituzionale nel panorama culturale cittadino, con la responsabilità di offrire alla propria comunità di riferimento un’occasione di riflessione e di crescita culturale” (per l’intervento integrale si veda testo allegato).

Aspetto questo sottolineato anche da Lamberto Ghilardi, Dirigente del Settore Cultura e Musei del Comune. A seguire, Mario Marubbi, curatore della mostra, ne ha illustrato la genesi e le principali caratteristiche. Infine Gudrun Swoboda, del Kunsthistorisches Museum, che ha accompagnato il quadro conservato a Vienna, si è brevemente soffermata sugli studi compiuti sulle opere del Gentileschi dedicate al tema che da’ il titolo della mostra, sottolineando, come il collega Marubbi, l’importanza della collaborazione in campo artistico tra le varie istituzione europee.

Le due versioni delle opere esposte all’Ala Ponzone risalgono al momento in cui Orazio Gentileschi - forse il più precoce, intelligente e spregiudicato interprete tra i pittori caravaggeschi - godeva di un’enorme fama internazionale. Fama accresciuta a Parigi, dove era stato chiamato alla corte di Maria de’ Medici, e ampliata a Londra dove era stato chiamato da George Villiers, primo duca di Buckingham. La caduta di Re Carlo I d’Inghilterra provocò anche quella del suo potente ministro e la sua “Fuga in Egitto” venne messa all’asta da George Cromwell ad Anversa nel 1646. Finì nelle collezioni dell’arciduca Leopoldo Gugliemo, per il suo castello di Praga, e infine al Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Anche la seconda versione non ebbe pace. Dopo vari passaggi, nell’Ottocento il dipinto finì anch’esso nella collezione dei Duchi di Buckingham, a sostituire il gemello finito a Praga. Riproposto sul mercato, entrò a far parte della collezione di Paul Getty a Malibu e oggi è uno dei tesori di una collezione privata di Mantova.

Per la prima volta nella storia, le due versioni “Buckingham” del “Riposo durante la fuga in Egitto” vengono esposte vis a vis, grazie al prestito concesso dal museo viennese che, in cambio, riceverà dai Civici Musei di Cremona uno dei loro capolavori, il “San Francesco” di Caravaggio. E, naturalmente, grazie alla disponibilità del collezionista che conserva l’altra versione del dipinto.

Occasione ghiotta per tutto il pubblico ma ancora di più per gli esperti cui questa mostra offre l’opportunità davvero unica di poter ammirare, affiancate, le due magnifiche tele. Va segnalato come gli studi sin qui condotti abbiano assegnato la primogenitura alla versione conservata nella collezione mantovana.

L’opportunità di una simultanea visione dei due dipinti consente anche di ripercorrere il tema iconografico della Fuga in Egitto e dei molteplici episodi ad esso collegati, mettendo a fuoco una riflessione teologica e soprattutto iconografica sul tema delle Storie dell’infanzia di Cristo attraverso i secoli, a partire dal Medioevo fino ai nostri giorni.

In mostra, le due tele sono affiancate da una selezione molto precisa di avori, sculture, miniature, dipinti e incisioni sul tema nelle sue varie declinazioni che permetterà di seguirne l’evoluzione nell’arte occidentale, dapprima con accenti marcatamente fiabeschi e poi, proprio a partire dalla serie di opere di Orazio Gentileschi, focalizzandosi sulla centralità della Sacra Famiglia.

La presenza di ci settanta opere di importanti maestri come Martino e Callisto Piazza, Savoldo, Maratta, Rembrandt, Legnanino, Piccio, Sironi e tra le incisioni opere di Schongauer, Dürer, Procaccini, Rembrandt, Tiepolo rende la mostra particolarmente interessante.

Il racconto della fuga in Egitto, tramandato dal solo Vangelo di Matteo, è tra quelli più amati dagli artisti e dai loro committenti. Un interesse che portò al fiorire di una cospicua letteratura e stimolò una serie straordinaria di invenzioni pittoriche, attingendo non solo al beve passo tramandato dall’Evangelista ma anche, e di più, dai Vangeli apocrifi.

La ricchezza dei temi, dei supporti e delle tecniche, unita ad un ampio respiro temporale, fa di questa mostra un momento unico per lo studio e la comprensione di uno dei temi meno conosciuti della vita di Cristo.

 

Orazio Gentileschi

La fuga in Egitto e altre storie

Pinacoteca del Museo Civico “Ala Ponzone”

via Ugolani Dati, 4 - Cremona

10 ottobre 2020 – 31 gennaio 2021

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News
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