Un pomeriggio con il FAI nel frutteto storico di Santa Maria in Bressanoro

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Visite a cura di Valerio Ferrari, Anna Emilia Galeotti Vertua, Federico Vanoli e dei volontari FAI allo storico frutteto (1936) di Santa Maria in Bressanoro, con rare e antiche cultivar di meli e peri, alla sala affrescata (sec. XVII) dell’ex convento amadeita e a un piccolo ‘chalet di frescura’ del 1912.

A completamento dell’itinerario i volontari della Pro Loco di Castelleone organizzeranno le visite alla Chiesa di Santa Maria in Bressanoro.

 

Il frutteto di Santa Maria in Bressanoro e la sala affrescata

Il frutteto si estende a due chilometri a nord di Castelleone (CR), dove sorge, isolata nel verde, al margine dell’antica valle fluviale del fiumicello Isso o Lisso (che sbocca poco oltre nella più vasta valle del Serio Morto), l’imponente mole della chiesa di Santa Maria in Bressanoro: prototipo rinascimentale di altri e successivi esempi, più o meno prossimi, di architettura religiosa a pianta centrale. Fu per impulso del francescano iberico Amedeo Menez de Silva (frater Amedeus Hispanus) e per volere di Bianca Maria Visconti, duchessa di Milano e moglie di Francesco Sforza, che sul finire del 1465 prese avvio la costruzione dell’edificio, cui avrebbe fatto seguito anche quella di un annesso convento: prima sede della nuova congregazione degli Amadeiti e caput et magister dei 27 conventi fondati successivamente. In un vano di quanto resta del convento amadeita, soppresso e demolito negli anni 1810-1811, oggi appartenente alla contigua azienda agrituristica Santa Maria Bressanoro, di proprietà Galeotti Vertua, si possono ammirare due grandi affreschi seicenteschi raffiguranti alcune scene relative alla missione francescana e ai Santi martiri giapponesi (San Paolo Miki e compagni): ventisei tra religiosi, francescani e gesuiti, e terziari laici francescani martirizzati nel 1597 a Nagasaki tramite crocifissione.

 

La cascina agrituristica Santa Maria Bressanoro, edificata nel 1838, è affiancata da un vasto frutteto creato nel 1936, nell’area dell’antica ortaglia conventuale, dai fratelli Antonio, Francesco e Giuseppina Galeotti Vertua: primo impianto razionale del genere attuato nella pianura cremonese. Vi si coltivano diverse specie frutticole, con differenti varietà di mele e di pere, tra cui alcune cultivar antiche ormai molto rare, come il melo ‘Calvilla bianca d’inverno’, che produce frutti grandi, leggermente compressi e costolati, a polpa fine e succosa, o la ‘Parmena dorata’, dal frutto di medie dimensioni, a polpa soda. Insieme ad alcune varietà di prugne, pesche e mele cotogne, la produzione frutticola locale viene venduta al pubblico nello spaccio aziendale. Accanto al frutteto, cinto da alta muraglia, lungo cui si sviluppano pergole d’uva, e attraversato dalle rogge Gaiazza a Maltraversa, a cavaliere delle quali sorgono piccoli chalet di frescura (1912), si trovano anche un roseto e una peschiera. Tra le diverse attività svolte dall’agriturismo (ospitalità, vendita di prodotti aziendali, raccolta di antichi attrezzi agricoli) importante è l’attività didattica rivolta alle scolaresche in visita.

Per informazioni sull’Agriturismo Santa Maria Bressanoro www.agriturismosantamaria.com e pagina fb @AgriturismoSantaMariaBressanoro

 

La Chiesa di Santa Maria in Bressanoro è ispirata ai concetti delle dottrine neoplatoniche sulla circolarità dell’universo, la sua architettura si fonda sulla figura geometrica del quadrato che costituisce il corpo base, al quale si collegano quattro vani minori costituenti i bracci di una croce greca. Solo successivamente, tra il 1505 e il 1515 al primitivo edificio furono aggiunti il coro poligonale, circondato da grandi stalli lignei ‒ alcuni dei quali recano curiose pirografie ‒, l’elegante protiro e il campanile. L’assoluta novità e arditezza del progetto, rispetto all’architettura lombarda contemporanea, pone la figura del suo progettista, finora rimasto anonimo, in stretto legame con l’ambiente della corte sforzesca milanese. Interamente costruito in materiale laterizio, l’edificio si fregia di una ricca decorazione in terracotta che profila i diversi elementi della facciata, continuando anche negli spazi interni come motivo di sottolineatura dei diversi elementi architettonici. La grande cupola ottagonale che sovrasta il corpo centrale è mascherata all’esterno da un alto tiburio ottagonale: sulle pareti del tamburo interno 29 distinti affreschi illustrano altrettanti episodi della vita di Cristo che specifiche scritte esplicative, poste in calce a ciascuno di essi, si incaricano di commentare con intento didattico. Tale prezioso e inconsueto ‒ da noi ‒ ciclo di affreschi, databile al nono decennio del XV secolo o, tutt’al più, ai primi anni del successivo, è ritenuto il probabile frutto del lavoro di più frescanti, operanti al seguito di un maestro più esperto, che la critica ha ipotizzato di individuare in figure di artisti importanti e diversi ‒ da Pietro da Cemmo a Donato Montorfano ‒ sebbene la grande affinità con gli analoghi affreschi della cappella di San Bernardino da Siena nella chiesa di San Francesco di Lodi, opera di Gian Giacomo da Lodi, non faccia escludere un’attribuzione a quest’ultimo artista, anch’egli attivo presso la corte sforzesca nello stesso periodo storico. Commissionato in origine proprio per questa chiesa conventuale è pure un magnifico trittico del pittore spagnolo Pedro Fernandez de Murcia, attivo tra la fine del XV secolo e il primo quarto del successivo, noto anche come lo Pseudo-Bramantino. Il dipinto, oggi trasferito nella parrocchiale di Castelleone, rappresenta la parte basale di un più articolato polittico, le cui tavole mancanti si trovano ora al Museo civico di Cremona, e si compone di una Madonna col Bambino al centro tra San Francesco e il beato Amedeo Menez de Silva.

Date dell'evento: 

27/09/2020 - da 15:00 a 18:30

Orari d’inizio: 15:00; 16:00; 17:00. Ultimo ingresso alle 17:00, durata del percorso di un’ora circa. In caso di forte maltempo le visite saranno sospese.

I partecipanti iscritti sono pregati di presentarsi 10 minuti prima dell’orario prenotato per evitare assembramenti, indossando la propria mascherina protettiva durante tutto l’evento, mantenendo le distanze prescritte e attenendosi alle indicazioni date dai volontari FAI per la sicurezza di tutti.

Agriturismo Santa Maria Bressanoro
via San Lorenzo, 1
Castelleone , CR
Cremona IT

Prezzo: 

È richiesto un contributo destinato alla missione del FAI (a partire da € 3,00 per iscritti FAI, da € 5,00 per non iscritti). Sarà possibile iscriversi al FAI in loco. Il FAI Fondo per l’Ambiente Italiano è una fondazione senza scopo di lucro nata nel 1975 per tutelare e valorizzare il patrimonio storico, artistico e paesaggistico italiano.

Organizzatore e contatti per informazioni: 

Per informazioni sulle visite scrivere a crema@delegazionefai.fondoambiente.it fb @delegazionefaidicrema

Tipologia
Eventi
Categoria di Eventi
No