Omaggio a Raffaello: una copia antica della Madonna d’Orléans

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Lo svelamento dell'opera

Appuntamento di spicco tra le iniziative del programma Natale ai Musei Civici, promosso dal Settore Cultura, Musei e City Branding del Comune, è certamente Omaggio a Raffaello. Nella Sala delle Colonne della Pinacoteca, fino al 16 gennaio, è esposto il dipinto Madonna col Bambino, copia antica dal maestro, in occasione del quinto centenario della morte del pittore. A corollario della presentazione dell’opera, mercoledì 18 dicembre, alle ore 17, nella Sala Puerari (via Ugolani Dati, 4), si terrà la conferenza La Madonna col Bambino icona dell'arte cristiana a cura di Mario Marubbi, Conservatore della Pinacoteca.

Il dipinto è stato svelato oggi pomeriggio dall'Assessore ai sistemi culturali Luca Burgazzi con il Direttore del Settore Cultura Musei e City Branding Maurizia Quaglia  e il Conservatore della Pinacoteca Mario Marubbi.

Il 6 aprile 1520 moriva a Roma Raffaello Sanzio a soli 37 anni, al culmine della sua fama. L’amico mantovano Baldassar Castiglione, celebre letterato e autore de Il cortegiano, gli dedicava un toccante epigramma in cui rievocava il ruolo primario che Raffaello aveva avuto nel resuscitare i fasti artistici dell’antica Roma, provocando l’invidia degli dei per aver dato prova di saper riportare in vita a quanto dal Tempo cancellato.

Volendo salutare l’importante ricorrenza del quinto centenario della morte del pittore, la Pinacoteca del Museo Civico “Ala Ponzone” espone una derivazione di una delle opere più imitate di Raffaello, il cui autografo è oggi conservato nel Musée Condé di Chantilly (Francia).

Secondo la narrazione di Vasari “Mentre che dunque dimorò in Urbino, fece per Guidobaldo da Montefeltro, allora capitano de’ Fiorentini, due quadri di Nostra Donna piccoli, ma bellissimi e della seconda maniera. I quali sono oggi appresso lo illustrissimo et eccellentissimo Guidobaldo, Duca d’Urbino”.

Nel 1507 la piccola tavola raffaellesca era però già a Torino nelle collezioni dei Savoia, dove la copiarono molti pittori piemontesi, tra i quali Defendente Ferrari, Martino Spanzotti, Girolamo Giovenone. Probabilmente trafugata nel 1647, la Madonna di Raffaello ricompare a Parigi nel 1729 dove ne viene tratta una stampa. Alla fine del XVIII secolo apparteneva a Filippo duca di Orléans (Philippe Égalité), fratello di re Luigi XIV, da cui il nome di Madonna d’Orléans con cui la tavola è comunemente nota. Nel 1791 Filippo vendette la sua collezione per debiti. Dopo vari passaggi, nel 1869 la Madonna d’Orléans finì al duca di Aumale nel Castello di Chantilly, dove ancora si trova.

Il dipinto, che viene esposto per la prima volta al pubblico, proviene da una collezione privata ed è una delle copie dal prototipo raffaellesco, secondo le vicende già chiarite dalla critica. Spetta ad Alessadro Baudi di Vesme l’avere identificato il dipinto raffaellesco nell’oggetto citato in una lettera del 25 ottobre 1507 inviata dal pittore piemontese Martino Spanzotti al duca di Savoia. Vi si accenna a una “madonna fiorentina” che in quella occasione veniva restituita al duca insieme a una copia realizzata dallo stesso Spanzotti. Di quest’opera si sono al momento perse le tracce, mentre sono note almeno cinque versioni realizzate da Gerolamo Giovenone (quattro su tavola: Torino, Palazzo Madama; Torino, già collezione di Luigi Cora; Baltimora, Walters Art Gallery; vendita Sotheby's Londra 9 luglio 1998; e una su rame già a Richmond, collezione Cook) oltre a una di Defendente Ferrari, datata 1526 (Amsterdam, Rijksmuseum).

L’opera esposta nella Sala delle Colonne della Pinacoteca deve essere considerata un’ulteriore derivazione dal dipinto di Raffaello e probabilmente eseguita nello stesso contesto torinese che ha originato le altre già menzionate.

“Esponiamo una copia antica della Madonna d’Orléans di Raffaello come dono natalizio a tutta la città: è questa un’occasione per ammirare gratuitamente un’opera mai esposta e celebrare così un momento particolare qual è il Natale”, dichiara l’Assessore ai Sistemi Culturali Luca Burgazzi, che aggiunge: “Avvicinare sempre più persone all’arte in tutte le sue espressioni è un obbiettivo primario per il Sistema Museale cittadino e iniziative come questa contribuiscono ad arricchire la conoscenza del patrimonio pubblico e privato presente in città in attesa della grande mostra Orazio Gentileschi - La fuga in Egitto e altre storie”.

 

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Museo Civico “Ala Ponzone” - via Ugolani Dati, 4 - Cremona

 

Orari di apertura

da martedì a domenica dalle 10 alle 17

chiuso il 25, 26 dicembre 2019 e il 1° gennaio 2020

lunedì 6 gennaio 2020 apertura straordinaria dalle 10 alle 17

 

Ingresso gratuito

 

Informazioni

www.musei.comune.cremona.it

museo.alaponzone@comune.cremona.it - tel 0372 407770

info.turismo@comune.cremona.it - 0372 407081

 

Tipologia
News
Categoria di News