Commemorato il 76° anniversario dell'8 settembre

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Corona d'alloro davanti alla lapide sotto i portici di Palazzo Comune

Preceduta da un momento di riflessione e preghiera al Civico Cimitero, al quale ha presenziato, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, il Presidente del Consiglio comunale Paolo Carletti, si è tenuta questa mattina, nel Cortile Federico II di Palazzo Comunale, la cerimonia per commemorare il 76° anniversario dell'8 settembre 1943, data dell'Armistizio e inizio della Resistenza. Promossa dal Comune di Cremona, dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Comitato Provinciale), dall'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (Sezione di Cremona) e dall'Associazione Nazionale Divisione Acqui (Sezione di Cremona), alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità civili e militari.

Dopo uno squillo di tromba, ha risuonato l’inno nazionale, terminato il quale è stata deposta una corona d’alloro alla lapide che, sotto i portici di Palazzo Comunale, ricorda i Caduti della Resistenza e i Martiri di Cefalonia. E' seguita l'esecuzione del “Silenzio”. In rappresentanza delle Associazioni partigiane è intervenuto il senatore Angelo Rescaglio, che ha svolto un’ampia ed erudita riflessione sul significato di questa data. A seguire ha preso la parola il maestro Graziano Bertoldi, autore dell’opera realizzata per ricordare la figura di Mario Coppetti, posizionata per l’occasione sotto i portici del Comune. Un omaggio ad una grande figura artistica e culturale della nostra città, come ha sottolineato Bertoldi, che ne ha ricordato il profondo impegno civile: Mario Coppetti, scomparso nell’aprile 2018, non mancava mai di presenziare a questa commemorazione. Bertoldi ha infine espresso la volontà di donare questa sua opera all’Amministrazione comunale.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Sindaco Gianluca Galimberti che ha esordito dicendo che l’8 settembre segna la disfatta le cui radici affondano nella nefandezza rappresentata dal ventennio fascista, ma al contempo quella data segna anche l’inizio di un lungo e faticoso percorso culminato nella nascita della Repubblica e della sua Costituzione, grazie a tutte quelle persone che decisero di resistere e di formarsi nel segno della democrazia. Per il Sindaco c’è bisogno di generazioni che abbiano le stesse capacità: è necessario avere fiducia nei giovani e soprattutto che le coscienze siano sempre vigili e pronte a resistere e a lottare per il bene comune. Indicando infine la bandiera italiana, per la quale molti si sono battuti e sono morti, e poi quella europea che le stava accanto, il Sindaco Galimberti ha concluso il suo intervento dicendo che oggi più che mai abbiamo bisogno di Europa, di tanta Europa per il nostro futuro.

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