Manifestazioni di interesse per centri antiviolenza, case rifugio e strutture di accoglienza interessati a successiva definizione e realizzazione di un progetto contro la violenza di genere

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Data di pubblicazione: 

03/09/2019

Data di Scadenza: 

18/09/2019

Avviso pubblico per acquisizione di manifestazioni di interesse finalizzato all’individuazione di centri antiviolenza, case rifugio e strutture di accoglienza interessati a successiva definizione e realizzazione di un progetto contro la violenza di genere ai sensi della deliberazione di giunta regionale n. 1496/19

Con il presente avviso il Comune di Cremona, nell’ambito della Rete territoriale per la prevenzione e il contrasto delle violenze contro le donne, di cui è capofila, intende raccogliere manifestazioni di interesse per la definizione e realizzazione di interventi e servizi finalizzati all’accoglienza, presa in carico e messa in protezione di donne vittime di violenza di genere, da presentare a Regione Lombardia ai fini della sottoscrizione di un accordo di collaborazione secondo quanto stabilito dalla D.G.R. 8 Aprile 2019 – n. XI/1496.

Art. 1 – Quadro normativo e programmatorio di riferimento

  • Art 1, comma 5 l della Legge n. 328/2000, “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” dove si prevede che ”Alla gestione ed all'offerta dei servizi provvedono soggetti pubblici nonché, in qualità di soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli interventi, organismi non lucrativi di utilità sociale, organismi della cooperazione, organizzazioni di volontariato, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni, enti di patronato e altri soggetti privati. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ha tra gli scopi anche la promozione della solidarietà sociale, con la valorizzazione delle iniziative delle persone, dei nuclei familiari, delle forme di auto aiuto e di reciprocità e della solidarietà organizzata”;
  • Art. 7, comma 1 del DPCM d e l 30.3.2001 ”Atto di indirizzo e coordinamento sui sistemi di affidamento dei servizi alla persona ai sensi dell’Art. 5 della Legge 328/2000” prevede che, al fine di affrontare specifiche problematiche sociali, i Comuni possono valorizzare e coinvolgere attivamente i soggetti del Terzo Settore, indicendo istruttorie pubbliche per l’individuazione del soggetto disponibile a collaborare per la realizzazione degli obiettivi dati;
  • Legge 3 luglio 2012, n. 11, “Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza”;
  • Intesa del 27 novembre 2014, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra Governo e le Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano e le Autonomie Locali, relativa ai requisiti minimi dei Centri Antiviolenza e delle Case rifugio, prevista dall’articolo 3, comma 4 del dpcM 24 luglio 2014;
  • D.c.r. n. 894 del 10 novembre 2015, con cui il Consiglio Regionale ha approvato il “Piano quadriennale regionale per le politiche di parità e di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne 2015/2018”, che al punto 2.2.2.1 prevede tra le sue finalità strategiche di «incrementare il sistema di Rete aperta, consolidando le reti, rendendole omogenee sul territorio per offrire un intervento qualificato, così da garantire continuità e sviluppo laddove si rendesse necessario incrementare il numero dei centri antiviolenza e delle case-rifugio»;
  • Protocollo di Intesa per la Rete Territoriale per la prevenzione ed il contrasto delle violenze contro le donne nella provincia di Cremona, approvato con Deliberazione di Giunta Comunale n. 219/74857 del 30 novembre 2016 e sottoscritto il 21 giugno 2017;
  • D.g.r. 8 Aprile 2019 - n. 1496 “Approvazione delle linee guida per la sottoscrizione di accordi di collaborazione con gli enti locali capifila di reti territoriali interistituzionali antiviolenza finalizzati al sostegno dei servizi e delle azioni per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza contro le donne – Programma 2020/2021 – e dell'accordo di collaborazione tipo.

Art. 2 – Oggetto e finalità dell’avviso

Oggetto del presente avviso è la raccolta di manifestazioni di interesse per costituire un elenco di soggetti ritenuti qualificati ed idonei a partecipare alla futura definizione finalizzata all’accoglienza, presa in carico e messa in protezione delle donne vittime di violenza di genere ai sensi della DGR 1496/19. I soggetti selezionati verranno chiamati a partecipare alla Rete territoriale interistituzionale antiviolenza, qualora non fossero già aderenti, insieme al Comune di Cremona e ai soggetti pubblici e privati partner della stessa. Il presente Avviso non costituisce impegno finanziario di nessun genere verso i soggetti che esprimeranno la manifestazione di interesse.

A seguito della sottoscrizione da parte del Comune di Cremona dell’Accordo di collaborazione con Regione Lombardia per la realizzazione del progetto che verrà definito, verranno sottoscritte specifiche convenzioni per la definizione delle azioni dei soggetti individuati.

Art. 3 - Soggetti invitati a partecipare al presente avviso

Possono presentare manifestazione di interesse i soggetti operanti nel campo dell’accoglienza, presa in carico e messa in protezione delle donne vittime di violenza di genere, con sede operativa nel territorio della provincia di Cremona, territorio di riferimento della Rete per la prevenzione e il contrasto delle violenze contro le donne, di seguito indicati:

CENTRI ANTIVIOLENZA

CASE RIFUGIO E STRUTTURE DI ACCOGLIENZA di cui alle seguenti tipologie:

  • Strutture di accoglienza per il pronto intervento
  • Ospitalità di I livello
  • Ospitalità di II livello

Art. 4 - Requisiti

Ai sensi della normativa nazionale e regionale in vigore, i centri antiviolenza e le case rifugio che partecipano alle procedure di evidenza pubblica devono:

  • Essere promossi dai soggetti di cui all'art.5/Bis della legge 119/2013;
  • Possedere i requisiti strutturali e organizzativi fissati dall'Intesa Stato - Regioni del 27 Novembre 2014 e garantire i servizi minimi in essa previsti all'art.4;
  • Essere iscritti all'Albo regionale dei centri antiviolenza, delle case rifugio e delle case di accoglienza istituito con d.g.r. 6712 del giugno 2017.

I soggetti selezionati per la co-progettazione dei servizi dovranno far parte o entrare a far parte della Rete territoriale interistituzionale.

Nello specifico:

I CENTRI ANTIVIOLENZA devono possedere i seguenti requisiti:

  • iscrizione agli Albi del volontariato regionali, delle promozione o della cooperazione sociale, o ai registri delle ONLUS presso l’Agenzia delle Entrate oppure all’Albo regionale delle Pari Opportunità;
  • avere nel loro Statuto i temi del contrasto alla violenza di genere quale finalità esclusiva o prioritaria oppure dimostrare una consolidata e comprovata esperienza almeno quinquennale nell’impegno contro la violenza sulle donne;
  • la struttura destinata a sede operativa del Centro Antiviolenza deve possedere i requisiti di abitabilità e deve essere articolata in più locali distinti idonei a garantire le diverse attività nel rispetto della privacy;
  • garantire un’apertura di almeno 5 giorni alla settimana;
  • garantire un numero telefonico dedicato attivo 24 h su 24, anche collegandosi al 1522;
  • aderire al numero telefonico nazionale di pubblica utilità 1522;
  • adottare la Carta dei Servizi, garantendo l'accoglienza con giorni e orari di apertura al pubblico in locali appositamente dedicati a tale attività;
  • avvalersi di personale femminile adeguatamente formato e specializzato sul tema della violenza di genere, qualificato e stabile;
  • non applicare le tecniche di mediazione familiare;
  • occuparsi della formazione iniziale e continua delle sue operatrici;
  • assicurare un’adeguata presenza di figure professionali, anche volontarie: assistenti sociali, psicologhe, educatrici professionali, avvocate civiliste e penaliste, operatrici di accoglienza con una formazione specifica sul tema della violenza;
  • garantire i seguenti servizi minimi: ascolto, accoglienza, assistenza psicologica, assistenza legale, supporto ai minori vittime di violenza assistita, orientamento al lavoro, orientamento all'autonomia abitativa;
  • non consentire l’acceso ai locali del Centro agli autori della violenza e dei maltrattamenti ed al personale del Centro è fatto esplicito divieto di applicare le tecniche di mediazione familiare;
  • somministrare alle donne vittime di violenza strumenti utili per la valutazione del rischio;
  • operare attraverso valutazioni di équipe multidisciplinari che siano in grado di analizzare il fenomeno nella sua complessità ed articolazione multifattoriale (profili relazionali, fisici, psicologici, sessuali, sociali, culturali ed economici);
  • definire progetti personalizzati per la fuoriuscita dalla violenza, ivi compresi il reinserimento sociale ed economico, nonché l’accompagnamento all’autonomia abitativa, in raccordo con gli altri soggetti della rete territoriali;
  • raccordarsi con i servizi sociali del Comune della donna vittima di violenza, qualora si rendano necessari interventi di protezione od ospitalità nella case rifugio o nelle strutture di ospitalità;
  • partecipare alle reti territoriali interistituzionali promosse dagli enti locali;
  • assicurare collegamenti diretti con le case rifugio e gli altri centri antiviolenza del territorio:
  • svolgere attività di raccolta e analisi dei dati e di informazioni sul fenomeno della violenza, attraverso l’utilizzo dell’Osservatorio Regionale Antiviolenza, nel rispetto della privacy delle donne.

LE CASE RIFUGIO E STRUTTURE DI ACCOGLIENZA devono possedere i seguenti requisiti:

  • essere strutture promosse da Enti locali, singoli o associati;
  • enti no profit, operanti nel settore di sostegno e aiuto delle donne vittime di violenza, iscritti agli appositi registri/albi che abbiano nel loro statuto i temi del contrasto alla violenza nei confronti delle donne oppure possano dimostrare una consolidata e comprovata esperienza nella protezione e nel sostegno delle donne vittime di violenza;
  • enti locali, singoli o associati, e enti no profit, di concerto, d’intesa o in forma consorziata;
  • garantire protezione e attuare il progetto personalizzato di fuoriuscita dalla violenza in stretto raccordo con i Centri Antiviolenza, i Servizi sociali del Comune e i restanti nodi della Rete;
  • assicurare alloggio in strutture dedicate a indirizzo segreto e beni primari alle donne vittime di violenza e ai/lle loro eventuali figli/e;
  • garantire personale formato e specializzato sulla violenza di genere;
  • garantire la formazione continua del personale;
  • non applicare le tecniche di mediazione familiare;
  • assicurare l'ingresso nella mappatura tenuta dal D.P.O. nonché l'iscrizione negli appositi registri previsti dalla normativa regionale;
  • definire il progetto personalizzato volto alla fuoriuscita delle donne dalla violenza;
  • operare in maniera integrata con la rete dei servizi socio-sanitari e assistenziali territoriali;
  • fornire adeguati servizi educativi e di sostegno scolastico nei confronti dei figli minori;
  • garantire la piena disponibilità dei dati e delle informazioni in loro possesso relative alle donne vittime di violenza, implementando costantemente il sistema informativo Osservatorio Regionale Antiviolenza (ORA), nel rispetto dei diritti alla riservatezza delle interessate e con le modalità previste dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali) e dal Regolamento UE 679/216;
  • svolgere attività di raccolta e analisi dei dati e di informazioni sul fenomeno della violenza e, nel rispetto della privacy delle donne, condivide i dati con l’Ente locale con cui struttura un accordo di collaborazione e condivide un progetto.

I centri e le case rifugio, qualora siano destinatari di finanziamenti pubblici, devono garantire a pena di revoca delle risorse pubbliche assegnate, l'attività per un periodo di tempo almeno pari a quello per il quale è stato erogato il finanziamento.

Art. 5 - Modalità e termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse

I soggetti interessati ed in possesso dei requisiti richiesti potranno presentare domanda entro il termine perentorio del giorno mercoledì 18 settembre 2019.

Le domande dovranno contenere, a pena di esclusione, i seguenti documenti:

  1. Manifestazione di interesse redatta secondo l’allegato “A” al presente Avviso;
  2. Copia dell’atto costitutivo e dello statuto;
  3. Iscrizione agli appositi albi/registri;
  4. Curriculum generale del soggetto proponente;
  5. Relazione sintetica inerente l'esperienza acquisita nella materia di cui al presente Avviso e sue sedi di svolgimento dalla quale si evinca il possesso dei requisiti di cui agli art. 3 e 4 del presente avviso;
  6. Copia di documento di riconoscimento in corso di validità del legale rappresentante.

La manifestazione di interesse, corredata dalla documentazione sopra elencata, dovrà pervenire esclusivamente firmata digitalmente da una casella Pec, e inviata al seguente indirizzo PEC: protocollo@comunedicremona.legalmail.it entro il termine perentorio del giorno 18 settembre 2019, pena l’irricevibilità della stessa.

Tutta la documentazione, debitamente sottoscritta con firma digitale, dovrà essere scansionata e inviata come allegato in formato pdf.

Non si terrà conto della documentazione presentata in modo difforme dalle prescrizioni del presente avviso o pervenuta dopo la scadenza.

La modulistica potrà essere scaricata dal sito del Comune di Cremona: www.comune.cremona.it

Ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs 193/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali) e del Regolamento UE 679/216 si informano gli interessati che i loro dati personali saranno utilizzati dal Comune di Cremona esclusivamente per l'espletamento di quanto in argomento. I dati saranno trattati anche con l'ausilio di mezzi elettronici. Sono riconosciuti ai partecipanti i diritti di cui all'art.7 del medesimo decreto legislativo.

Art. 6 - Modalità e criteri di selezione dei soggetti

Le manifestazioni di interesse pervenute saranno valutate dal Direttore del Settore Politiche Sociali, coadiuvato dai referenti tecnici degli uffici comunali coinvolti. Saranno ammessi alla fase di definizione del progetto i soggetti che, sulla scorta della documentazione presentata, dell’esperienza maturata e della disponibilità di sedi operative nel territorio della provincia di Cremona, territorio di riferimento della Rete per la prevenzione e il contrasto delle violenze contro le donne, risultino idonei a poter collaborare allo sviluppo della proposta progettuale ai sensi della D.G.R. 1496/19.

Art. 7 – Responsabile Unico del Procedimento

Titolare del trattamento è il Comune di Cremona, in persona del suo legale rappresentante.

Il Responsabile Unico del Procedimento è il Direttore del Settore Politiche Sociali del Comune di Cremona – Dott.ssa Eugenia Grossi.

Art. 8 – Informazioni sull’Avviso

Il presente avviso viene pubblicato sul sito internet istituzionale www.comune.cremona.it

Eventuali richieste di chiarimenti possono essere formulate esclusivamente tramite mail all’indirizzo: pariopportunita@comune.cremona.it

 

IL DIRETTORE DEL
SETTORE POLITICHE SOCIALI
DOTT.SSA EUGENIA GROSSI

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