Il Palazzo dell’Arte: topografia di un progetto urbano

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Palazzo dell'Arte (Foto Ernesto Fazioli, 1946)

Il Palazzo dell’Arte: topografia di un progetto urbano. E’ l’argomento del prossimo appuntamento del ciclo di conferenze legate alla mostra Il Regime dell’Arte, curata da Vittorio Sgarbi e Rodolfo Bona, in corso al Museo Civico “Ala Ponzone”. A parlarne, giovedì 7 febbraio, alle ore 17, nella Sala Puerari (via Ugolani Dati, 4), sarà Enrico Maria Ferrari, architetto, libero professionista, che ha condotto studi di storia dell’architettura moderna per varie istituzioni pubbliche e centri di ricerca. Enrico Maria Ferrari è stato uno dei responsabili del progetto editoriale e dell’esposizione “Cremona rifabbricata” (edizioni Libreria Ponchielli, Archivio del Movimento operaio e contadino di Persico Dosimo) dedicata al fotografo Ernesto Fazioli e all’urbanistica fascista a Cremona.

La conferenza intende approfondire le problematiche urbane legate alla realizzazione del Palazzo dell’Arte e indagare le sue caratteristiche architettoniche. L’idea di costruire questo edificio, come è noto, nasce dalla necessità di istituire una sede emblematica per l’annuale Premio Cremona e una sede per le manifestazioni artistiche del Regime. Il progetto del Palazzo non è solo significativo per il forte valore simbolico, ma perché si inserisce in una pianificazione urbana più generale, che tende a riorganizzazione la città di Cremona, i cui prodromi li si trova a partire dagli Anni Venti. Riparlare della città di Cremona, così come immaginata da Roberto Farinacci, significa evidenziare i profondi contrasti che caratterizzarono il dualismo tra la città storica e la città corporativa.

L’urbanistica doveva riflettere a livello di territorio le modalità organizzative di uno Stato Corporativo, e ogni città avrebbe dovuto essere organizzata secondo la propria specificità. In questo senso Cremona, nonostante la sue piccole dimensioni, è stata in grado, durante il Fascismo, di sviluppare un’idea ben precisa di città corporativa.

La città storica non è stata preservata, nella sua dimensione di patrimonio, luogo di residenza e di commercio, ma le è stata sovrapposta una nuova città. Nuove funzioni urbane, di amministrazione pubblica, di centro degli affari, di residenze di lusso, trovano posto nel tessuto storico di Cremona, ridisegnato come una città moderna. Cremona è un caso studio, in quanto a Milano, negli stessi anni, tutte queste nuove funzioni sono state realizzate esternamente al centro storico.

 

 

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