1. Il Paesaggio: normativa di riferimento

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  • L.R. 10.11.2015 n° 3 – Legge di semplificazione – Ambito economico, sociale e territoriale
  • L.R. 28.11.2014 n° 31 – Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato;
  • L.R. 11.03.2005 n° 12 TITOLO V art.li 74 – 86. Beni Paesaggisti

Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio oggi vigente, approvato con D.Lgs 42/04, è una legge che contiene notevoli cambiamenti ed innovazioni alle quadro normativo delineato con il D.Lgs. 490/99.

In particolare:

  1. Vengono definite due categorie di beni culturali : I beni culturali (in senso stretto) ed i beni paesaggistici ovvero il “paesaggio Italiano”.

  2. Viene introdotta la definizione di “Paesaggio”.

  3. Viene completamente riformata la tutela e valorizzazione del “Paesaggio” attraverso la Pianificazione (Piani paesaggistici regionali i cui contenuti andranno recepiti nei PRG).

  4. Viene completamente riformato il sistema dell’autorizzazione paesaggistica e il sistema sanzionatorio.

I vincoli paesistici (oggi paesaggistici) sono stati introdotti nell’ordinamento Italiano a seguito dell’approvazione della legge n. 431/1985 ove all’art. 1 erano disciplinate tutte le zone soggetta a tale vincolo “per legge”. (fasce lungo i fiumi , i laghi, ecc…).

La Legge 431/85 prevedeva inoltre che le Regioni provvedessero all’approvazione di piani paesistici (ora paesaggistici) oppure a Piani Territoriali di coordinamento aventi valenza Paesistica, relativamente alle aree soggette a vincolo, ma tale norma è rimasta quasi inapplicata.

L’ art. 135 del nuovo codice, prevede che l’intero territorio Regionale sia oggetto dei nuovi Piani Paesaggistici ed assegna al piano il compito di definire le trasformazioni compatibili con i valori paesaggistici, le azioni di recupero e riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela, nonché gli interventi di valorizzazione del paesaggio.

Fino all’ approvazione di tale piano, ai sensi di quanto previsto dall’art. 142 del codice, sono comunque sottoposti a vincolo paesaggistico le aree e le zone già definite vincolate secondo quanto previsto dalla Legge 431/1995.

Il sistema relativo al procedimento di autorizzazione delineato dal D.Lgs 42/2004 prevede una fase transitoria e, successivamente all’approvazione dei piani paesaggistici, un procedimento “a regime”.

Il procedimento transitorio è definito nel capo V all’art. 159 ove è previsto che:

  1. I proprietari degli immobili hanno l’obbligo di sottoporre ai comuni (o enti delegati) i progetti delle opere di qualunque genere che intendono eseguire, al fine di ottenere la preventiva autorizzazione.

  2. L’ amministrazione nella fase istruttoria del procedimento deve accertare la compatibilità rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo, la congruità con i criteri di gestione dell’immobile o dell’area, la coerenza con gli obbiettivi di qualità paesaggistica. La suddetta verifica, potrà avvenire in via transitoria, sulla scorta dei criteri per la valutazione paesistica dei progetti approvata dalla Regione Lombardia, oppure, nel caso in cui la Provincia lo abbia già approvato, sulla scorta delle indicazioni in materia paesaggistico-ambientale del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (ora PTC).

  3. L’ autorizzazione è rilasciata o negata nel termine di 60 giorni dalla data di presentazione.

  4. Il Comune da immediata comunicazione della autorizzazione alla Soprintendenza, trasmettendo contestualmente la relativa documentazione e il verbale degli accertamenti esperiti.

  5. Il Comune contestualmente alla notifica all’interessato dell’autorizzazione paesaggistica da comunicazione di avvio del procedimento amministrativo relativo agli accertamenti che la Soprintendenza effettuerà.

  6. La Soprintendenza (il Ministero) può in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, l’autorizzazione rilasciata entro i 60 giorni successivi dalla ricezione della relativa comunicazione.

L’ autorizzazione rilasciata costituisce comunque atto distinto e presupposto del permesso di costruire o della DIA. In ogni caso l’autorizzazione deve essere rilasciata preliminarmente all’inizio dei lavori.

Successivamente alla approvazione dei piani paesaggistici ed al conseguente adeguamento degli strumenti urbanistici comunali, il procedimento di autorizzazione cambierà radicalmente, in quanto la Soprintendenza non eserciterà più il potere di controllo e annullamento, ma verrà coinvolta nel procedimento mediante l’espressione di un parere. Il nuovo procedimento prevede quindi che:

  1. I proprietari degli immobili hanno l’obbligo di sottoporre ai comuni (o enti delegati) i progetti delle opere di qualunque genere che intendono eseguire, corredati dalla documentazione prevista (che il ministero con apposito decreto dovrà individuare), al fine di ottenere la preventiva autorizzazione.

  2. Nella domanda vengono indicati lo stato dei beni interessati, gli elementi di valore paesaggistico presenti, gli impatti sul paesaggio delle trasformazioni proposte e gli elementi di mitigazione e di compensazione necessari.

  3. L’ amministrazione nella fase istruttoria del procedimento deve accertare la compatibilità rispetto ai valori paesaggistici riconosciuti dal vincolo, la congruità con i criteri di gestione dell’immobile o dell’area, la coerenza con gli obbiettivi di qualità paesaggistica.

  4. L’ amministrazione accertata la compatibilità paesaggistica ed acquisito il parere della commissione per il paesaggio, entro quaranta giorni trasmette la proposta di autorizzazione alla soprintendenza dandone notizia agli interessati.

  5. La Soprintendenza entro 60 giorni dalla ricezione della richiesta comunica il proprio parere. Il silenzio della soprintendenza permette al comune di procedere al rilascio dell’autorizzazione.

  6. L’ autorizzazione è rilasciata o negata dal Comune entro 20 giorni dalla ricezione del parere della soprintendenza o dal decorso dei termini.

  7. L’ autorizzazione paesaggistica diventa efficace dopo il decorso di 20 giorni dalla sua emanazione, viene trasmessa alla soprintendenza, alla Regione, alla provincia e all’ente parco ove esistente.

  8. L’ autorizzazione non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, delle opere.

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