Il Regime dell'Arte - Premio Cremona 1939-1941

Versione stampabileVersione PDF
Colonie Fluviali di Giuseppe Moroni (Museo Civico "Ala Ponzone")

Inaugurata questa mattina, al Museo Civico Ala Ponzone, la mostra Il Regime dell'Arte, presenti il Sindaco Gianluca Galimberti, l'Assessore regionale all'Autonomia e Cultura Stefano Bruno Galli, Cornelia Regin, Direttrice dell'Archivio Comunale della città di Hannover, e i curatori dell'esposizione, Vittorio Sgarbi e Rodolfo Bona.

La mostra, mai allestita prima, ripercorre l’interessante vicenda storica del Premio Cremona, il concorso pittorico voluto da Roberto Farinacci nel 1939 con l’intento di sostenere l’idea dell’arte come celebrazione dei valori e delle imprese del fascismo, a sostegno delle esigenze di propaganda ideologica del regime. Un’esposizione innovativa allestita al Museo Civico, sede che ospitò due edizioni del Premio, quella del 1940 e quella del 1941.

L’iniziativa consente, in modo sofisticato e imprevedibile, di ricostruire un preciso periodo storico con l’intento di riabilitare un’arte ripudiata e bistrattata, ritenuta impresentabile e indegna di attenzione, vittima di un giudizio inevitabilmente condizionato da quello negativo sul fascismo. Per la prima volta sono radunate le opere dei numerosi autori che parteciparono al Premio Cremona tra cui Mario Biazzi, Giuseppe Moroni, Biagio Mercadante, Gian Giacomo Dal Forno, Remigio Schmitzer, Pietro Gaudenzi, Donato Frisia, Luciano Ricchetti, Evaristo Zambelli, Mario Beltrami.

La mostra sul Premio Cremona non è solo una mostra. È una grande operazione che la città di Cremona sta facendo con serietà e rigore storico e culturale, senza ipocrisie o strumentalizzazioni. Quest’anno abbiamo dedicato la programmazione culturale cittadina al Novecento. In questo contesto volevamo e dovevamo approfondire anche il periodo del Ventennio che, nella sua dura violenza, fa parte della storia della nostra città e del nostro territorio. Conoscere con coraggio da dove veniamo e ciò che siamo stati è indispensabile condizione per mettersi con coraggio al servizio di un’idea di società, quella della nostra Costituzione”, ha dichiarato tra l'altro il Sindaco ed Assessore alla Cultura Gianluca Galimberti.

Con questa presenza aliena da ogni esaltazione del fascismo, e invece racconto di momenti di vita, il Premio Cremona rientra nella storia di alcuni momenti essenziali della nostra vita civile di quegli anni, raccontati da maestri che erano stati dimenticati o rimossi per un grave peccato di presunzione della critica. Oggi Cremona ripara quella ferita”, ha commentato Vittorio Sgarbi, aggiungendo: “Occorreva coraggio e una visione rispettosamente storicistica per recuperare le tele divise fra Cremona e Hannover, e ricostruire lo spirito e l’aria dei tempi. Quelli in cui i miei genitori furono Balilla e Giovane italiana. Perché vergognarsi di ciò che è stato? Perché nascondere i gruppi familiari in ascolto dei discorsi del Duce alla radio? Per la prima volta, una mostra sull’arte del fascismo non protesta pentimento e vergogna, ma ci mette davanti a quello che è stato”.

Il 10 luglio del 1938 il quotidiano cremonese 'Il Regime Fascista', dava la notizia dell’istituzione del Premio Cremona. Nell’inverno del 1988, poco prima della sua prematura scomparsa, Elda Fezzi, intuendone l’importanza, iniziava a studiare questo argomento con l’intelligenza e la passione che avevano sempre contrassegnato il suo lavoro di critico e di storico dell’arte, immaginando una mostra che non riuscì mai ad allestire. A trent’anni di distanza abbiamo provato a realizzare questo suo desiderio pensando, in questo modo di restituire a Cremona un pezzo della sua storia attraverso le forme e i colori magnifici della pittura .Questo non sarebbe stato possibile senza il coraggio di un sindaco, Gianluca Galimberti, e la passione e la competenza, acuta e straordinaria, del professor Vittorio Sgarbi”, ha affermato Rodolfo Bona.

Il percorso espositivo si apre con una grande istallazione di dodici Radio Balilla, il mezzo privilegiato per la diffusione di messaggi politici e istituzionali durante il Regime. Il visitatore è dunque accolto dall’audio originale del comunicato con cui si annunciò l’istituzione del Premio Cremona e con cui vennero invitati alla partecipazione tutti gli artisti italiani.

La mostra accoglie opere come l’Ascoltazione del discorso del duce alla radio di Mario Biazzi in cui la verità del momento rappresentato ha l’evidenza di un film d’epoca; sullo stesso tema il Discorso della proclamazione dell’impero ascoltato dalla famiglia alla radio di Donato Frisia, dove il racconto di un episodio quotidiano si limita al documento di costume lasciando memoria di un momento della giornata come in un diario, e ancora Ascoltando alla radio il discorso del Duce di Cesare Maggi, uno dei protagonisti del secondo divisionismo, un’opera dinamica e moderna di ispirazione fotografica.

Una delle opere protagoniste è indubbiamente Il Grano di Pietro Gaudenzi, un grande trittico murale che secondo Vittorio Sgarbi: «(…) basta da solo per riabilitare il Premio Cremona». Un’opera maestosa, pura celebrazione del mondo contadino in cui risulta chiara la continuità con la grande tradizione quattrocentesca italiana. Tra le opere presenti anche la grande tela di Luciano Ricchetti intitolata In ascolto, dipinta per la sede dell’Istituto fascista di Piacenza e successivamente tagliata in tante parti nel 1945, esposta nelle sue parti superstiti. A congedare il visitatore si trova La Gioventù italiana del Littorio, impegnativa opera di Dilvo Lotti, di chiara influenza espressionista europea.

Attraverso questo percorso espositivo il visitatore può apprezzare le principali linee di tendenza artistica che confluirono nella manifestazione cremonese, e la “funzione sociale” che il fascismo intendeva assegnare all’artista.

 

Gallerie di immagini: 

Allegati: 

Contenuto Correlato
Tipologia
News
Categoria di News