Rinnovato il ricordo delle vittime del bombardamento del luglio 1944

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L'inizio della cerimonia nel piazzale anristante la stazione ferroviaria

Rinnovato questa mattina il ricordo delle vittime del primo bombardamento su Cremona durante la Seconda guerra mondiale. La cerimonia, organizzata dal Comune e dal Dopolavoro Ferroviario di Cremona, presenti le autorità civili e militari ed i rappresentanti delle Associazioni partigiane, d’arma e combattentistiche, è iniziata ai giardini intitolati a Giovanni Palatucci, Giusto tra le Nazioni, nel piazzale antistante la stazione ferroviaria. Il Corpo bandistico “Leopoldo Vecchi” di Isola Dovarese, invitato dal Dopolavoro Ferroviario per accompagnare l’intera manifestazione, ha dapprima intonato l’Inno nazionale, terminato il quale Virgilio Ferrari, storico presidente del Dopolavoro Ferraviario, ha rivolto un breve saluto ai partecipanti. Ha preso poi la parola il Sindaco Gianluca Galimberti per il quale le bombe sganciate sulla nostra città nel luglio del ‘44 avevano come obiettivo quello di isolarla, ed isolare significa dividere, erigere staccati, e questo porta solo odio, come odio e violenza porta ogni guerra: un monito dunque a tutti coloro che cercano di creare divisione mentre oggi più che mai c’è bisogno di costruire legami, c’è bisogno di unire.

Successivamente, nell’atrio d’ingresso della stazione, Giuseppe Ghisolfi, presidente del Dopolavoro Ferroviario, ha deposto un mazzo di fiori sulla lapide che riporta i nomi dei ferrovieri caduti nella Seconda guerra mondiale, mentre la violinista giapponese Rei Itoh, allieva dell’Istituto Superiore di Studi Musicali "C. Monteverdi", ha eseguito l’Ave Maria di Mascagni. Dopo questo momento, tutti i presenti, in corteo, preceduti dal Corpo bandistico “Leopoldo Vecchi”, si sono recati in piazza Risorgimento dove è stata collocata una corona d’alloro sotto la lapide che reca la seguente epigrafe: Come questa pietra immutabile il ricordo ed il compianto per i cremonesi vittime innocenti di bombardamento aereo vivranno eterni ammonendo pace tra i popoli.

A seguire, il corteo, percorrendo via Fabio Filzi e poi via S. Francesco d’Assisi, ha raggiunto il Monumento eretto in memoria dei ferrovieri caduti durante il bombardamento del 1944. Qui, dopo l’esecuzione dell’Inno europeo, Milena Fantini ha letto due poesie in dialetto cremonese tratte dall’antologia Tra cielo e terra...Cremona 1944: ricordi di Mario di Ghidotti, ferroviere e poeta. La cerimonia si è conclusa con la benedizione impartita da don Carlo Rodolfi, parroco della chiesa di S. Ambrogio dove si è poi tenuta la messa in ricordo di tutti coloro che perirono sotto le bombe.

Con questa cerimonia siè voluto ancora una volta ribadire i valori della pace e il rifiuto di ogni forma di violenza e guerra, per onorare il ricordo di tutti i caduti civili e militari delle guerre di ieri, ed inviare in questo modo un messaggio di pace da condividere nei cuori e nelle menti in ogni parte del mondo.

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