Esperienza virtuale nella domus del Ninfeo

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Una delle immagine virtuali della domus del Ninfeo

La domus del Ninfeo di piazza Marconi diventa ancor più protagonista dell’archeologia di Cremona. Un’applicazione tecnologica consentirà infatti ai visitatori del Museo Archeologico di visualizzare e vivere, tramite un apposito visore, la ricreazione virtuale di alcune stanze della domus.

Lo strumento sarà presentato venerdì 1° giugno, alle 17,30, al Museo Archeologico: interverranno il Sindaco Gianluca Galimberti, Marina Volontè, Conservatrice del Museo Archeologico, l’archeologa Lynn Arslan Pitcher e Filippo Mondini dell’Associazione Pro Cremona. L’Oculus sarà poi utilizzato nel weekend durante i percorsi guidati nella Cremona romana, a cura di CrArT e Pro Cremona, in collaborazione con il Dipartimento di Musicologia dell’Università degli Studi di Pavia e Confcommercio, Sezione Panificatori. I percorsi partiranno dal Museo Archeologico sabato 2 giugno alle ore 15,30 e domenica 3 giugno alle ore 10 (per info e prenotazioni 338 8071208 – info@crart.it). L’Oculus sarà a disposizione dei visitatori del museo da martedì 5 giugno.

Questa “visita guidata” immersiva è stata resa possibile dall’impegno del Comune, con il contributo di Regione Lombardia e di UniCredit, ed è stata realizzata attraverso il lavoro delle archeologhe Lynn Arslan Pitcher, Chiara Bianchi, Elena Mariani e dei tecnici di Pro Cremona, con il coordinamento della Conservatrice del Museo Marina Volonté.

Utilizzando il dispositivo Samsung Gear denominato Oculus, sarà dunque possibile calarsi interamente in tre ambienti particolarmente interessanti sia dal punto di vista della planimetria, sia della quantità e qualità degli oggetti presenti: il peristilio, la dispensa e la camera da letto denominata, per i soggetti dipinti sulle pareti, “stanza di Arianna”.

La navigazione all’interno dei tre ambienti, per favorire l’accessibilità del dispositivo, è stata predisposta con il semplice puntamento dello sguardo in una determinata direzione. Per realizzare l’applicazione, sono state dapprima acquisite le immagini e le ricostruzioni grafiche realizzate per la pubblicazione “Amoenissimis aedificiis. Lo scavo di piazza Marconi a Cremona” (Mantova, 2017). Esse sono state poi revisionate ai fini dell'utilizzo del nuovo strumento e sono stati redatti i testi a corredo.

Tutti i particolari rappresentati, come già tutti gli aspetti inerenti la planimetria, la struttura generale e gli apparati decorativi della casa, hanno come modello di riferimento quanto trovato nello scavo di piazza Marconi e le interpretazioni derivate dagli studi più recenti.

Non si tratta pertanto di un prodotto riferibile a una generica domus di età romana, ma la ricostruzione per quanto possibile fedele di uno specifico contesto rinvenuto in uno scavo, quello di piazza Marconi, unanimemente ritenuto tra le più importanti acquisizioni dell’archeologia dell’Italia settentrionale degli ultimi decenni.

Un ulteriore arricchimento dopo la recente apertura della nuova sala espositiva dedicata alla Vittoria Alata e alla Cremona del II secolo d.C.

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