Youngle Context, la prima giornata di lavori

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I saluti istituzionali

Grande partecipazione alla prima giornata del convegno “Youngle Context – II edizione. Tra relazionale e virtuale: come affrontano i giovani il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro”, organizzato da Comune di Cremona – Agenzia Servizi Informagiovani, Azienda Socio-Sanitaria Territoriale - ASST di Cremona, Agenzia di Tutela della Salute - ATS della Val Padana in collaborazione con la Prefettura di Cremona e con il contributo di Rotary Club Cremona Distretto 2050, Rotary Club Cremona Po e Associazione di Solidarietà La Zolla.

Presenti alla prima giornata di oggi, a cura del Comune di Cremona – Agenzia Servizi Informagiovani, oltre 200 persone: docenti, operatori di settore (assistenti sociali, operatori santiari, psicologi, orientatori…) e del mondo economico, studenti (universitari ma anche una classe del Liceo Manin e una del Cr Forma).

La mattinata, dedicata alle “Soft skills: come coltivarle nella vita e nella scuola e come spenderle nella vita e nel lavoro”, ha avuto come tema centrale quello delle “competenze” e della loro fondamentale importanza nel transito dal mondo della scuola al mondo del lavoro.

 “La numerosa partecipazione a questo evento – ha affermato Maura Ruggeri, Vice Sindaco e Assessore allo Sviluppo e all’Istruzione del Comune di Cremona in apertura al convegno ci dimostra che la strada che abbiamo intrapreso lo scorso anno con la prima edizione di Youngle Context è quella giusta. Un anno fa abbiamo iniziato a costruire le condizioni per offrire nuove prospettive di futuro ai giovani. Abbiamo voluto conoscerli un po’ meglio, entrare di più nel loro mondo per capire come offrire strumenti di orinatmento più efficaci. Con questa II edizione ci proponiamo di indagare su come i ragazzi vivono i passaggi fondamantali dalla scuola al mondo del lavoro, come immaginano il loro futuro lavorativo, quali sono le competenze più spendibili nel mondo di oggi sia nel lavoro che nella vita. Da qualche anno è aperto un dibattito a livello nazionale e internazionale sulle soft skills. Ma chi forma queste competenze? Come risponde la scuola? E il mondo del lavoro? Questi sono temi su cui stiamo lavorando come Amministrazione per offrire nuovi stimoli, proposte, progetti e per creare un ponte tra il mondo della scuola e quello del lavoro. Da queste due mattinate verranno indirizzi e risposte importanti e significative per il futuro dei nostri giovani”.

Anche Davide Viola, portando il saluto della Provincia di Cremona, ha sottolineato l’importanza di un rapporto più profondo tra mondo della scuola e del lavoro e la grande utilità di occasioni di confronto ed integrazione come quella offerta dal Convegno “Youngle Context”. 

Riteniamo utile lavorare a iniziative come queste – ha proseguito Beaumont Bortone, Capo di Gabinetto della Prefettura di Cremona – poiché il ruolo della Prefettura non è solo un ruolo amministrativo, ma anche di promozione della legalità e di sensibilizzazione dei cittadini, ed in particolare dei giovani cittadini, al rispetto delle regole. La tematica delle soft skills di cui si parlerà nel corso della mattinata è importantissima: confrontarsi con gli altri valorizzando equità, merito, lealtà, tasparenza, correttezza, onestà, autocritica sono competenze che fanno parte di noi che sono innate, ma che devono essere messe in luce e stimolate”.

Marco Soldi, Presidente del Rotary Club Cremona Distretto 2050, ha sottolineato come il ruolo del Rotary sia quello di sostegno agli altri attraverso cause specifiche che abbiano un impatto sulla società: in questo caso, la promozione di una riflessione sulle tematiche dei disagi legati alla dipendenza da internet e social network e sull’uso adeguato della tecnologia in adoloscenza e preadoloscenza.

Coordinata e moderata dal giornalista di Cremona1 Giovanni Palisto, la giornata è poi entrata nel vivo con l’intervento di Maria Cinque, professore associato di Didattica e Pedagogia Speciale presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università LUMSA di Roma, incentrato su “Soft/life Skills in Europa e negli Stati Uniti: un’analisi comparativa dello stato dell’arte”. Partendo dall’analisi di articoli scientifici ma anche divulgativi e da ricerche pubblicate in Europa e Stati Uniti ha evidenziato come esista un gap tra la formazione dei neo laureati e la richiesta delle aziende, gap è più forte nei paesi in cui c’è un più alto grado di disoccupazione. Esiste dunque un disallineamento tra mondo della formazione e mondo del lavoro. Le cosiddette competenze "soft" sono strettamente connesse con l'occupabilità, in particolare per i giovani che entrano nel mercato del lavoro: un buon professionista deve avere non solo conoscenze, ma anche saper fare pratico, capacità di prendere decisioni e trovare soluzioni creative ai problemi e di adattamento a circostanze mutevoli. Sono queste alcune delle competenze richieste per il mondo del lavoro del futuro. Le soft skills acquisite precocemente sono predittive del successo nella vita. Il problema principale rispetto alle soft skills riguarda una credenza di base che le vede abilità innate, ma un esame più approfondito di queste competenze suggerirebbe il contrario. Mentre alcuni individui mostrano queste abilità, naturalmente, possono anche essere acquisite e alimentate nel tempo, a partire dalla famiglia e dal contesto scolastico. A conclusione del suo intervento, la professoressa Cinque ha presentato alcune progettualità e buone prassi.

Alessandra Colonna, Managing Founding Partner di Bridge Partners® ha tenuto un intervento dal titolo “Ciò che sai o ciò che sei?”. Il forte sbilanciamento sui contenuti cosiddetti hard (tecnici) della formazione scolastica e universitaria appartiene a un mondo che aveva esigenze diverse e non pare oggi essere aderente alle reali e pressanti richieste del mondo del lavoro, alla sua trasformazione incessante, caratterizzata da cambiamenti che non si fa neppure in tempo a cogliere, non parliamo a metabolizzare. È per questo importante lavorare sulle competenze “soft": le capacità tecniche devono essere completate da quelle comportamentali. Hard e soft skills non si escludono a vicenda, ma si compensano: non formare i nostri giovani fin dall’età della scuola secondaria li depriva di strumenti importanti per competere sul mercato globale. Si deve ridisegnare un modello che da una parte tenga conto del grandissimo valore dei contenuti della nostra scuola e delle modalità con cui vengono trasmessi e che dall’altra possa supportare concretamente i giovani a vivere l’ingresso nel mondo del lavoro con maggior consapevolezza e preparazione a rispondere alle sue regole e alle sue esigenze. È dunque necessario operare una rivoluzione culturale al fine di migliorare l’employability.

Diego Boerchi, psicologo e professore aggregato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, per i corsi di “Psicologia dell’orientamento e sviluppo di carriera” e di “Life design, career counseling e benessere lavorativo”, nell'intervento dal titolo “Scuola e cultura dell'occupabilità” si è concentrato in particolare sulla tematica dell’alternanza scuola – lavoro. L’occupabilità, ha sottolineato, è legata a professionalità, competenze (di base, tecniche, trasversali) ma anche a caratteristiche oggettive. È dunque importante tenere presente alcuni aspetti chiave: flessibilità, conoscenza del mercato del lavoro, dei settori produttivi, del periodo storico e del contesto territoriale.

Per aumentare l’occupabilità è necessario prendere in carico in prima persona la priopria carriera. Le “Career Management Skills” sono le competenze che permettono di prendere decisioni ed affrontare i momenti di transizione. Tra di esse sono state esaminate: le competenze di efficacia personale (conosenza di sé), le relazioni, la capacità di trovare opportunità di lavoro, ma anche di aggiornamento della propria professionalità, l’importanza di imparare a scrivere un curriculum vitae e di relazionarsi con un selezionatore, la gestione della vita e della carriera (giusto bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata), la capacità di capire il mondo.

Nell’ambito dei progetti di alternanza scuola-lavoro è dunque importante offrire ai ragazzi un panorama di più professioni, far conoscere diversi modi di lavorare, creare motivazione e stimolare la formazione e il mantenimanto di una rete di contatti e lo sviluppo di una progettualità.

La conclusione della prima giornata è stata affidata a Maria Carmen Russo, responsabile del Servizio Informagiovani - Università del Comune di Cremona. “Allenarsi ad allenare: strumenti e progetti in campo” è stato il titolo del suo intervento nel corso del quale si è concertata su alcuni aspetti metodologici. Il panorama delle teorie inerenti l’orientamento scolastico – professionale è vasto e complesso. Per questè è necessario modulare non solo le strategie, ma anche le finalità stesse dell’orientamento. Il lavoro che il Settore Politiche Educative – Informagiovani del Comune di Cremona sta svolgendo ha portato all’elaborazione di progetti finalizzati a contrastare la dispersione scolastica, sostenere il successo formativo, favorire l’inserimento nel mondo del lavoro, sollecitare una cultura del lavoro capace di stimolare, riconoscere e valorizzare le competenze dei ragazzi lavorando su risorse, abilità, propensioni e sogni. Un lavoro colplesso che ha portato alla strutturazione di un sistema in cui intervengono differenti attori: professionisti di settore, docenti, famiglie, mondo produttivo, l’intera “comunità educate”, un sistema in movimento, che apprende e orienta e che vuole generare una comunità corresponsabile. Due in particolare i progetti illustrati: un progetto formativo rivolto ai docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado finalizzato a fornire loro strumenti e strategie per un consiglio orientativo più efficace e un progetto di orientamento precoce rivolto ai bambini delle Scuole Infanzia.

Domani dalle 8.30, la seconda ed ultima giornata del convegno, intitolata “Vivervirtuale: creatività, espressione di sé e relazioni in internet”, a cura di ASST Cremona e ATS Val Padana, tratterà di spazi creativi, ambienti espressivi e relazionali, all’interno dei quali gli adolescenti e i giovani non solo si rifugiano quando faticano ad affrontare la vita reale, ma sperimentano nuove possibilità di relazione del sé individuale e sociale. La giornata sarà l’occasione per un confronto sulle risorse e rischi del vivere virtuale e sulle nuove sfide per la prevenzione.

L’evento ha ricevuto il patrocinio di: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, INDIRE - Istituto Nazionale di Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa, ANCI Lombardia, Provincia di Cremona, Ufficio Scolastico Territoriale di Cremona e Azienda Sociale Cremonese.

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