Bilancio di previsione 2010, Bilancio pluriennale 2010-2012, Relazione Previsionale e Programmatica per il periodo 2010-2012

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A. Il bilancio 2009: criticità

La formazione del bilancio 2010 del Comune di Cremona muove i suoi passi a partire dalla situazione economicofinanziaria
del bilancio 2009.
Per quanto riguarda il bilancio 2009, infatti, dal punto di vista degli equilibri di bilancio la chiusura provvisoria al 31/12/09 della
gestione di competenza, per la sola PARTE CORRENTE, presenta per il Comune di Cremona un possibile disavanzo di circa -
€2.800.000,00, confermando la difficile situazione già emersa nel consuntivo 2008 (-€1.209.645,36) e nel consuntivo 2007 (-
€281.366,27).
Come rilevato in altre occasioni, le cause di questo disequilibrio sono riconducibili a ragioni di ordine strutturale di medio/
lungo periodo ed a ragioni contingenti e specifiche proprie del Comune di Cremona.
Fra le prime certamente un livello delle entrate correnti sostanzialmente stabile dal 2005 a fronte di una spesa corrente in
crescita, anche per effetto dell'inflazione reale e dei rinnovi contrattuali dei dipendenti pubblici. In particolare, rispetto al 2005
la spesa di personale aumenta da €25.198.406,00 a €27.392.000,00 (pre-consuntivo 2009), ovvero +8,70% in quattro anni,
con una incidenza sulla spesa corrente complessiva del 36,7%. Mentre l'inflazione, pur non elevata, negli ultimi anni ha
contributo in modo significativo ad incrementare la spesa per acquisti di beni e servizi, nel 2009 pari a €26.581.000,00, tenuto
conto che secondo l'ISTAT i prezzi al consumo (FOI) sono così aumentati: +1,7% (2006),+2,6% (2007), +2,0% (2008), +1,0%
(2009), in totale +7,3% in quattro anni.
L'ultima manovra finanziaria sull'entrata corrente del Comune di Cremona risale al lontano 2005, con un modesto adeguamento
dell'ICI ordinaria (da 6,5 per mille a 7,0, con la prima casa ferma al 5,0 per mille), l'adeguamento dell'imposta di pubblicità e del
canone di occupazione del suolo pubblico, l'invarianza dell'addizionale IRPEF ferma allo 0,15% dal 2002 (la più bassa fra i
capoluoghi lombardi se si escludono Milano, Brescia e Lecco).
Ancora, fra le cause strutturali di disequilibrio la crisi economica generale in atto, con il conseguente rallentamento della
produzione di beni e servizi, che è diventata vera e propria contrazione nel 2009 (-4,8% PIL), la contrazione dei redditi di
famiglie e imprese, la crescita del disagio sociale; tutti fattori che insieme generano effetti negativi sugli equilibri del bilancio
comunale, tanto dal lato delle entrate (in calo) quanto dal lato della spesa sociale (in aumento).
In particolare, risulta molto difficile la situazione degli incassi da oneri di urbanizzazione a causa della crisi che attraversa il
settore edilizio cremonese; crisi che ha determinato una diminuzione rilevante degli introiti derivanti dal rilascio di permessi a
costruire, pari nel 2009 a €2.543.000,00 contro i €4.890.000,00 dell'anno 2008.
Sempre alla crisi economica è imputabile il calo dell'entrata da canoni per l'occupazione temporanea del suolo pubblico
(plateatici per cantieri, ambulanti, ecc.), nel 2009 €846.000,00 contro €1.215.000,00 nell'anno 2008.
La spesa sociale costituisce un altro importante elemento di criticità legato alla crisi economica generale impegnando
notevolmente il bilancio comunale degli ultimi anni, essa è passata infatti da €7.056.000,00 nel 2005 a €8.057.000,00 nel
2009, ovvero +14,18% in quattro anni. Notevole è anche lo sforzo richiesto all'Azienda Speciale Cremona Solidale, dove la
gestione 2009 prefigura una perdita, ancora da definire puntualmente, ma certamente importante e sostenibile solo grazie al
costante aiuto della Fondazione Città di Cremona.

Fra le cause specifiche di disequilibrio del bilancio 2009 del Comune di Cremona si evidenziano principalmente:

  1. Proventi da sanzioni per violazioni del Codice della Strada: la previsione 2009, sostenuta dall'assunzione di nuovi agenti e
    dall'avvio dei varchi elettronici, vede oggi un dato di entrata ancora negativo rispetto alla previsione e pari a -€687.000,00.
  2. Utili da aziende partecipate: gli utili provenienti dalle aziende partecipate dal Comune evidenziano uno scostamento dalla
    previsione per circa -€1.618.000,00.
  3. Trasferimenti dallo Stato: nonostante una previsione 2009 inferiore al 2008, le assegnazioni per l'anno 2009 evidenziano
    una minore entrata per circa -€574.000,00, riconducibili principalmente alla riduzione del contributo ordinario per il
    contenimento dei costi della politica e al taglio secco previsto dalla "manovra d'estate 2008" a valere per l'anno 2009.
  4. Interessi attivi sul conto di Tesoreria Comunale: a fronte di un consuntivo 2008 straordinario (con Euribor 6m medio oltre
    il 4%) si è assistito nel 2009 ad una caduta verticale dei tassi (con Euribor 6m oggi inferiore all'1%) e dunque ad una minore
    entrata per interessi attivi di circa -€657.000,00 (introiti consuntivo 2008: €1.915.800; situazione al 31/12/09: €443.000,00).

Questi elementi di criticità per gli equilibri di bilancio di PARTE CORRENTE si riverberano anche sull'esercizio 2010 e sul
progetto di bilancio in itinere che l'Amministrazione Comunale sta valutando.
Da un lato, infatti, nonostante una prudente gestione dei residui, è previsto tuttavia un disavanzo generale presunto di -
€1.300.000,00 proveniente dall'anno 2009 integralmente da finanziare nel 2010, dall'altro è necessario mettere in campo
misure di riequilibrio, sia sul versante del contenimento della spesa corrente che su quello delle maggiori entrate, per
riequilibrare una situazione non più sostenibile.

B. Il Patto di stabilità 2009

Sino al 2008 il Comune di Cremona, pur con difficoltà, ha rispettato il Patto di stabilità; nel 2009, purtroppo, insieme ad
altri importanti Comuni della Lombardia, anche capoluoghi di Provincia, Cremona è costretta ad uscire dal Patto con le
seguenti motivazioni:

  1. l'ulteriore irrigidimento normativo del Patto per l'anno 2009 che ha determinato un obiettivo di saldo entrate/uscite molto
    impegnativo per il Comune di Cremona;
  2. il trascinamento sul 2009 di pagamenti in conto capitale alle imprese edili realizzatrici di opere pubbliche per circa
    €5.000.000,00, bloccati nel 2008 al fine di rispettare per quell'anno il Patto;
  3. la notevole mole di pagamenti in conto capitale maturati nel corso dell'anno 2009, pari a €46.326.000,00 (+96,17%
    rispetto al 2008), in gran parte a fronte di contratti per opere pubbliche regolarmente stipulati negli anni precedenti (i
    pagamenti per opere pubbliche in conto residui nel 2009 ammontano a €41.458.000,00, l'89,5% del totale).

Quali conseguenze sono maturate e soprattutto matureranno da questa difficile situazione è presto detto.
Se da un lato l'effetto per l'economia cremonese dell'ingente liquidità messa in circolazione è stato certamente positivo, specie
per un settore industriale in crisi come l'edilizia e fortemente indebitato con il sistema creditizio, per il Comune di Cremona le
conseguenze hanno, invece, un duplice segno:

  • lo sblocco dei pagamenti alle imprese creditrici ha evitato onerose richieste di interessi legali e di mora, oltre a danni e
    sanzioni per ritardato pagamento;
  • nell'anno 2010, tuttavia, il Comune dovrà far fronte alle pesanti sanzioni che la legge prevede per gli enti inadempienti,
    ovvero: blocco delle assunzioni di personale a qualsiasi titolo, blocco del ricorso ai mutui per finanziare gli investimenti, taglio
    dei trasferimenti dello Stato fino ad un massimo del 5%, contenimento della spesa corrente al livello più basso degli ultimi tre
    anni, taglio della indennità e dei gettoni degli Amministratori (Sindaco, Assessori, Consiglieri) del 30%.

Queste sanzioni prefigurano evidentemente un esercizio 2010 dalla gestione assai delicata, da condurre con equilibrio e
senza balzi in avanti che il bilancio non riuscirebbe a sostenere, con evidenti effetti sul Piano delle Opere Pubbliche per
l'impossibilità di accendere nuovi mutui e sul personale per il blocco di qualsiasi assunzione.

C. Il bilancio 2010: percorso e contenuti

Per comprendere le difficoltà incontrate nella predisposizione del progetto di bilancio 2010 è opportuno conoscere per
sintesi le principali tappe del percorso politico e amministrativo sin qui svolto.
A novembre 2009, le proposte pervenute in prima battuta da Assessori e Dirigenti in termini di fabbisogno economico per la
gestione di servizi, iniziative, contributi e progetti per l'anno 2010 evidenziavano un considerevole sbilancio di PARTE
CORRENTE pari a -€10.505.500,00.
Dal 26/11 al 4/12/09, la Direzione Generale e la Ragioneria Comunale, in accordo con l'Assessore al Bilancio, incontravano i
Dirigenti responsabili dei servizi per approfondire le dinamiche di costruzione del fabbisogno ed individuare misure di
contenimento della spesa e reperimento di risorse in entrata.
Gli incontri portavano ad una prima comunicazione alla Giunta Comunale in data 16/12/09 con uno sbilancio ridotto a -
€3.985.500,00.
A questo punto ogni Assessore si è direttamente incaricato, con responsabilità, di un ulteriore intervento di contenimento della
spesa che si è tradotto, il 23/12/09, in una seconda comunicazione alla Giunta Comunale con uno sbilancio di -€634.300,00.
Il 14/01/10, l'Assessore al Bilancio rendeva noto alla Giunta Comunale il raggiunto equilibrio di PARTE CORRENTE a
seguito anche di un minore disavanzo presunto per l'anno 2009 da finanziare e prospettive più favorevoli su alcune entrate.
All'equilibrio di bilancio di PARTE CORRENTE si è giunti con una manovra che è intervenuta sia sul fronte della spesa che
su quello dell'entrata.
In particolare il contenimento della spesa corrente ha riguardato tutti i servizi comunali, con particolare cautela per i
servizi indispensabili (istruzione, servizi sociali, sicurezza, viabilità e trasporti, igiene urbana), colpendo in particolare la spesa
discrezionale e straordinaria legata a progetti ed interventi occasionali. La spesa per i servizi sociali è stata comunque garantita
ad un livello circa pari al 2009 (€10.800.000,00), la spesa per l'istruzione ad un livello di €8.900.000,00 e per il personale nel
suo complesso la spesa ammonta a €27.360.000,00.
Sul fronte delle entrate sono state aumentate le tariffe di alcuni servizi per un valore complessivo previsto di maggiore
gettito per €2.193.000,00, ovvero 1,74% del totale delle risorse rese disponibili dal Bilancio 2010.
Di questo aumento ben €1.408.000,00 (64%) è riferibile alla TARSU, tassa di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, (€19,56
per abitante), mentre €785.000,00 (36%) a tariffe di servizi direttamente gestiti dal Comune di Cremona (€10,78 per abitante).
Per quanto riguarda la TARSU è bene precisare che solo €128.000,00 entrano nelle casse comunali, mentre €1.280.000,00
vengono "girati" sul bilancio della società comunale AEM gestioni SRL affidataria del servizio di igiene urbana.
Pertanto le entrate effettive per il bilancio comunale derivanti dalla manovra ammontano ad €913.000,00, pari ad €12,63 per
abitante, ovvero circa un Euro al mese. Nel dettaglio:

  1. TARSU e relativa addizionale comunale: aumento del 15% per un maggiore gettito di €1.408.000,00, a fronte di una servizio
    affidato ad AEM Gestioni SRL, che porta la copertura dei costi sostenuti dalla società comunale, dopo l'aumento,
    solamente al 78% (Piano finanziario 2010-2012); il costo complessivo (IVA inclusa) del servizio, infatti, ammonta ad
    €11.634.000,00, mentre l'introito dopo l'aumento arriva solo a €9.218.000,00 permanendo dunque uno sbilancio sul
    servizio di igiene urbana (perdita) pari a circa €2.416.000,00;
  2. TARSU impatto: la spesa media annua per famiglia con 3 persone (in 100 mq) aumenta da €121,00 a €139,15 (+€18,15),
    spesa fra le più basse delle città capoluogo lombarde; inoltre corre l'obbligo segnalare che il sistema delle agevolazioni
    TARSU vigente nel Comune di Cremona, nell'anno 2009, totalmente confermate ed aumentate nel 2010, ha assicurato a
    14.602 contribuenti, persone sole e famiglie a basso reddito, sgravi complessivi per €198.000,00 (€13,50 pro capite);
  3. Da TARSU a TIA: è bene segnalare, inoltre, che il quadro normativo nazionale in materia di gestione del servizio di igiene
    urbana prefigura una riforma che al 30 giugno 2010, con l'approvazione del regolamento governativo TIA (tariffa integrata
    ambientale ex D.Lgs. 152/2006), potrebbe comportare l'obbligo per tutti i Comuni e quindi anche per Cremona della
    copertura integrale del costo del servizio; in altre parole, a parità di condizioni, l'obbligo per gli anni immediatamente
    successivi di un ulteriore aumento delle tariffe pari ai €2.416.000,00 mancanti per il raggiungimento del 100% del costo del
    servizio (IVA inclusa).
  4. Tariffe mense scolastiche: aumento del 6% a decorrere solamente da settembre 2010 per un maggiore gettito di
    €70.000,00, a fronte di un servizio con una copertura oggi (senza aumenti) del 57,89% (scuole materne consuntivo 2008) e
    72,37% (scuole elementari consuntivo 2008);
  5. Tariffe asili nido: aumento del 6% a decorrere solamente da settembre 2010 per un maggiore gettito di €30.000,00, a
    fronte di un servizio con una copertura oggi (senza aumenti) del 27,84% (consuntivo 2008);
  6. Tariffe servizi cimiteriali: aumento del 15% per un maggiore gettito di €370.000,00, a fronte di un servizio che richiederà
    nel corso del 2010 investimenti per 3.300.000,00 in gran parte finanziati con mutui;
  7. Tariffe impianti sportivi e servizi culturali: aumenti compresi tra il 5% e il 10% per un maggiore gettito di €20.000,00, a
    fronte di una copertura oggi (senza aumenti) del 7,70% (consuntivo 2008) per gli impianti sportivi e del 24,80% per spettacoli,
    musei, mostre (consuntivo 2008);
  8. Canone occupazione spazi ed aree pubbliche (COSAP): aumento del 20% per un maggiore gettito di €295.000,00; la
    spesa media annua per occupazione generica del suolo pubblico aumenta da €34,86 a €41,83 (mq/giorno) in centro, da €26,15
    a €31,38 in semicentro, da €17,43 a €20,92 in periferia, con agevolazioni per le botteghe storiche (50% di riduzione), per
    l'handicap (100%), per il cambio arredi (30%); la tariffa si mantiene comunque inferiore a quella di città vicine come Mantova
    (centro €52,71, semicentro €45,18, periferia €37,65) e Piacenza (centro €55,00, semicentro €37,00, periferia €28,00);

Per quanto riguarda la PARTE INVESTIMENTI, sempre nella seduta del 14/01/10, la Giunta Comunale conveniva su una
ipotesi di Piano delle Opere Pubbliche 2010-2012, che per il primo anno prevede interventi per un totale di €51.786.640,00.
Il Piano è finanziato con disponibilità su bilanci precedenti (principalmente per effetto dei mutui assunti a fine anno
2009), con interventi di soggetti privati (Project financing Piazza Marconi e Palazzo dell'Arte), con contributi regionali
(realizzazione scolmatore di nord-est ed Edilizia Residenziale Pubblica), con alienazioni di beni comunali e con oneri di
urbanizzazione. In particolare l'impossibilità di assumere mutui per effetto delle sanzioni sul Patto di stabilità ha reso
necessario un adeguamento delle tariffe degli oneri di urbanizzazione di circa il 15% medio, tariffe ferme dal 2005 e fra le più
basse a confronto con le altre città capoluogo lombarde.

L'Assessore alle Politiche
Finanziarie e di Bilancio
Roberto Nolli

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