Bilancio di previsione 2007, Bilancio pluriennale 2007-2009, Relazione Previsionale Programmatica 2007-2009

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Introduzione al Bilancio di previsione 2007

Presentato al Consiglio Comunale del 27 febbraio 2007

Secondo l'art.3 del decreto legislativo 267/200 (Testo Unico degli Enti Locali) il Comune "rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo."
Esso svolge funzioni proprie e funzioni conferite dallo Stato e dalla Regione, possiede autonomia statutaria, normativa, organizzativa ed amministrativa, nonché autonomia impositiva e finanziaria nell'ambito dei propri statuti e regolamenti e delle leggi di coordinamento della finanza pubblica.
Con la legge costituzionale n. 3/2001 di riforma del titolo V della nostra Costituzione, questa definizione avrebbe dovuto trovare concreta e più compiuta attuazione.
Invece, dal 2000 ad oggi, ogni finanziaria, modificando le regole contabili, ha stretto in una morsa ormai soffocante i margini di autonomia dei Comuni, condizionato le scelte degli amministratori sui servizi e sugli investimenti, costringendoli di volta in volta ad escogitare soluzioni non più valide per gli anni successivi.
Tutto questo inibisce e non consente un respiro programmatico serio, coerente con le esigenze e le aspettative delle comunità locali. Una coerenza che permetta finalmente ai Sindaci di porre veramente mano agli impegni assunti con i propri elettori.
Anche la finanziaria per il 2007, per quanto riguarda le Autonomie Locali, non differisce dalle precedenti. Anche quest'anno, nonostante il nuovo patto di stabilità, ai Comuni viene chiesto un sacrificio. Sebbene non si sia più di fronte ad un taglio delle spese imposto centralmente da Governo e Parlamento, ma alla necessità di contenere il rapporto tra entrate ed uscite entro i margini di un saldo prestabilito, ancora una volta i Comuni non sono liberi di scegliere la propria politica finanziaria. Neppure i Comuni cosiddetti virtuosi quale risulta essere quello di Cremona.

Dovendo concorrere al risanamento di una finanza pubblica fortemente indebitata, non certo e non solo per "colpa" dei Comuni, il cui deficit complessivo di comparto rappresenta il 4% del deficit totale della Pubblica Amministrazione, gli Enti Locali, nel predisporre i propri bilanci dovranno necessariamente adottare soluzioni che di fatto sono obbligatorie e non autonomamente assunte.
Non applicare i parametri del patto di stabilità già in sede di bilancio preventivo, significa approvare un bilancio illegittimo con conseguente aumento automatico dell'addizionale IRPEF dello 0,3%, che penalizza i contribuenti e non risolve i problemi.
Se far parte della Comunità Europea richiede il rispetto delle norme e dei vincoli che ne discendono, vincoli ai quali i Comuni non chiedono, né hanno mai chiesto di sottrarsi, quello cui si aspira è che ciò avvenga all'interno di una legislazione nazionale più stabile, ordinata e coerente, che consenta alle amministrazioni locali di poter programmare e realizzare, anche con gradualità, gli interventi, gli investimenti e le opere pubbliche fattibili, perché un quadro normativo incerto, confuso e frammentato provoca ritardi e costi nella programmazione e nella gestione che ricadono sui cittadini in via immediata.

Con questa speranza mi appresto a presentare, a nome dell'Amministrazione Comunale, le linee fondamentali della proposta di bilancio per il 2007.
Proprio perché il Comune è l'istituzione locale più vicina ai cittadini, di cui cura gli interessi e promuove lo sviluppo, abbiamo deciso, per il secondo anno consecutivo e malgrado i trasferimenti statali rimangano invariati, di non aumentare alcuna entrata tributaria (Ici, addizionale Irpef, costo di costruzione, imposta pubblicità, pubbliche affissioni...) e di non aumentare il canone per l'occupazione di aree e suolo pubblico (Cosap).
Verranno adeguate al solo indice Istat le tariffe di alcuni servizi a domanda individuale e la tassa smaltimento rifiuti urbani.

Saranno mantenute e potenziate le attività di analisi, razionalizzazione, qualificazione e contenimento della spesa e quella di verifica e controllo dell'elusione e dell'evasione fiscale.

In applicazione dei commi 558 e seguenti dell'art. 1 della legge 296/2006 (finanziaria 2007) saranno attivate nel corso del corrente anno le procedure per la trasformazione dei posti di lavoro da tempo determinato in tempo indeterminato ed iniziato il percorso che dovrà portare alla stabilizzazione di tutto il personale precario.
La quantità e qualità dei servizi rimarrà invariata, se non migliore, soprattutto in quei settori dove sono in corso processi mirati di riorganizzazione.

Il piano delle opere pubbliche, interamente finanziato con introiti derivanti dalle alienazioni, dimostra ancor più quanto questo Ente intenda e voglia essere vicino alla propria comunità, cercando di dare risposta a quelle che sono le priorità dalla stessa indicate: strade, marciapiedi, verde, piste ciclabili, scuole, case, nonché interventi di sviluppo, promozione e valorizzazione della città.

Considerato il gradimento che l'anno scorso hanno avuto le tavole di sintesi e semplificazione dei dati finanziari di bilancio, predisposte grazie all'aiuto dei settori Ragioneria e Lavori pubblici, quest'anno si ripropongono arricchite di altri dati ed elementi che ci auspichiamo consentano una lettura ed una comprensione più facile e veloce, il tempo a disposizione è sempre poco, ma anche più completa.

Invito però in particolare la Giunta ed i Consiglieri tutti a soffermarsi su alcune tabelle di raffronto e su alcuni indicatori che consentono di rilevare quanto la pressione tributaria del Comune di Cremona sia tra le più basse della Lombardia, quale sia l'autonomia finanziaria del Comune ed il livello di partecipazione alla spesa comunale del cittadino cremonese. Quanto ognuno dei residenti in città versi annualmente al Comune per poter usufruire indistintamente di tutti i servizi e di tutte le opere realizzate.

L'Assessore alle Politiche Finanziarie
Celestina Villa


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