Bilancio di previsione 2006, Relazione Previsionale Programmatica 2006-2008, Bilancio pluriennale 2006-2008 e Conto consuntivo 2004

Versione stampabileVersione PDF

Il "Sole 24 ore" dal 39° rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese rileva che "…gli italiani continuano a stringere la cinghia, mentre i nuovi
ricchi seguitano a spendere arricchendo il parco macchine…" .

Il quadro che emerge dalla lettura dei dati è che la capacità programmatoria individuale è minata dall’incertezza, che il 65% degli italiani valuta
negativamente il sistema del welfare, che sono quasi 600 mila le famiglie a reddito medio e medio-alto che hanno subito un ridimensionamento economico.

Il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45,1% dell’intera ricchezza netta. I redditi da lavoro dipendente sono cresciuti dell’1,6%, mentre
quelli da lavoro autonomo sono aumentati del 10,1%.

Il 13,5% degli italiani vive in abitazioni in affitto e per il 34% il canone di locazione incide del 30% sui redditi percepiti, per il 13,4% supera addirittura
il 40%.

Il 33, 8% degli occupati alle dipendenze lavora con orari disagiati, di sera, di notte, nei fine settimana. Ad un ulteriore 19,8% capita saltuariamente di
lavorare in orari pesanti.

Chi guadagna di più è maschio, in particolare di età oltre i 60 anni e con studi di livello superiore, anni di esperienza ed anzianità aziendale.

L’incertezza nell’accesso al mondo del lavoro crea una sorta di staticità nel ricambio generazionale con un esordio sempre più ritardato nella vita
adulta da parte dei giovani. Il 60,2% dei giovani tra i 18 ed i 34 anni vive con i genitori.

Il 70% degli italiani si dichiara privo di fiducia sul futuro delle pensioni.

Viene spontaneo dedurre che aumentano le disuguaglianze e diminuiscono le opportunità.

Ciò deve far riflettere chi amministra la "cosa pubblica" e condurlo a cogliere i bisogni, le aspirazioni e le richieste dei cittadini per meglio individuare ed
indirizzare le proprie scelte e risposte.

L’economia è in difficoltà. Il futuro non è nitido.

I cittadini attendono da chi li governa non meno Stato, ma più intervento, più concretezza, più partecipazione alle scelte, più attenzione al quotidiano, alle
piccole cose.

Il concetto di cura dei cittadini e della città deve essere al centro della politica amministrativa. L’ente locale deve dimostrare di prendersi cura delle
persone e di accompagnarle nel loro percorso di vita e, nello stesso tempo, deve sviluppare politiche di valorizzazione della città.

La sfida è questa, riuscirci non è scontato.

Le linee direttrici che stanno alla base del bilancio di previsione 2006 vanno comunque in questo senso e lo fanno senza nascondersi dietro la difficile
situazione economico finanziaria del momento.

Predisporre un bilancio con la certezza che i trasferimenti correnti statali resteranno invariati, con i vincoli ed i limiti che ogni anno decreti taglia spese
e leggi finanziarie impongono, come se i Comuni non fossero stati in prima linea nell’oneroso impegno di risanamento dei conti pubblici, vedasi in merito la recente
relazione della Corte dei Conti, dimostra che gli Enti locali devono saper fare sempre di più da soli, contare sempre di più solo sulle loro risorse.

TRASFERIMENTI CORRENTI STATO

ANNO 2001 ANNO 2002 ANNO 2003 ANNO 2004 ANNO 2005 ANNO 2006
14.888.110,00 15.340.000.00 15.172.200,00 14.560.700,00 14.686.200,00 14.676.200.00

Anche per questo ci stiamo attrezzando!

Quello che abbiamo costruito è un bilancio sociale.

Sociale perché abbiamo concentrato gran parte delle risorse che i cremonesi ci hanno affidato al sostegno alla famiglia, a chi ha maggiori problemi per
salute, età e stato economico.

Sociale perché cerca di mantenere e potenziare quelle condizioni che consentono di vivere il più serenamente possibile all’interno della propria
città.

E’ un bilancio razionale e realista nei conti e nelle proposte, come si potrà vedere nei numeri e nelle decisioni politiche che li accompagnano e che
avrete modo di trovare ed analizzare, leggendo la documentazione che vi è stata distribuita.

L’entrata complessiva del bilancio 2006 ammonta a 110.775.000,00 euro, di cui 24.451.700,00 destinati alla spesa per investimenti e 70.391.000,00 a quella
corrente.

La sola entrata di parte corrente è pari ad euro 70.991.000, ed è costituita per il 51 % dalle entrate tributarie e per il 35% da quelle extratributarie. Se si
toglie il 18,5% della compartecipazione IRPEF l’autonomia finanziaria del Comune risulta essere del 67,5%.

La maggiore risorsa dell’entrata di parte corrente è rappresentata dall’imposta comunale sugli immobili, che non subisce aumenti, ma riduzioni. Per
andare incontro al bisogno di alloggi, viene riconosciuta un’aliquota agevolata al 2,5% per i proprietari di case che le concederanno in locazione secondo i patti
territoriali sottoscritti con i sindacati degli inquilini ai sensi dell’art. 2 delle legge 431/98.

In diminuzione viene prevista anche la tariffa dell’imposta di pubblicità relativa alla categoria speciale.

Le tariffe dei servizi a domanda individuale, che non subivano ritocchi dall’anno 2002, saranno aumentate del 2,5%, con decorrenza dal mese di settembre
2006 per quelle relative agli asili ed alle scuole, nonostante il rinnovo degli appalti di servizio ed il conseguente aumento dei prezzi.

I rincari più elevati si riscontrano nelle fonti energetiche, come si può agilmente ricavare dalla più recente rilevazione Istat: le tariffe del gas sono
aumentate nel corso dell’anno 2005 del 10,9%, quelle dell’energia elettrica del 7,1% , il prezzo del carburante del 14,2% e quello del gasolio del 21,7%.

Per quanto riguarda la tarsu (TASSA RIFIUTI SOLIDI URBANI) andremo verso la copertura del costo del servizio, operazione obbligata in vista del prossimo
passaggio da tassa a tariffa, prevedendo un incremento del gettito del 5%.

La spesa di parte corrente del bilancio di previsione 2006 si ferma ad euro 70.391.000,00 e diminuisce rispetto all’anno in corso.

Questa diminuzione non ci impedirà di garantire il rinnovo dei contratti del personale ed adeguate condizioni di lavoro, di mantenere ad un buon livello la
qualità dei servizi, investendo in quelli più direttamente rivolti alla persona, di affrontare le nuove povertà e l’emarginazione, di andare verso un’estensione dei
diritti e dell’inclusione. Le politiche della sicurezza passano anche attraverso queste azioni e non solo tramite il rafforzamento degli apparati e delle norme di
polizia.

Scorrendo i capitoli di bilancio, aiutati dai prospetti di semplificazione che insieme agli uffici abbiamo predisposto per agevolare la lettura e la
comprensione del bilancio stesso, si capirà quale sia stata la filosofia che ci ha guidati nelle scelte: apparirà subito evidente che gli impegni più consistenti riguardano le
funzioni: servizi sociali, territorio e ambiente, istruzione pubblica.

Si individueranno chiaramente i servizi ai quali verranno destinate più risorse.

Si comprenderà qual è la nostra idea di città.

Una città dove l’Amministrazione comunale si assume un forte impegno a sostegno delle fasce più deboli della popolazione, ma anche a supporto delle
relazioni familiari e sociali per prevenire il disagio e promuovere il benessere della comunità. Da qui la risposta ai bisogni crescenti degli anziani, delle famiglie, delle donne
sole con minori, dei minori stranieri non accompagnati ed al problema casa.

Sulla casa, come avrete modo di verificare nel piano triennale delle opere pubbliche, saranno destinati i fondi necessari per il recupero del patrimonio di
edilizia residenziale pubblica, ma attraverso lo strumento urbanistico del PEEP (piano per l’edilizia economico popolare) potrà essere aumentata l’offerta di
alloggi.

Le nostre priorità sono le persone, considerate nei loro contesti sociali e relazionali, per questo vanno promosse e sostenute le reti della sussidiarietà che
operano sul territorio in una logica di collaborazione e di integrazione. Essere comune capofila del distretto ci impone compiti di responsabilità di governo e di coordinamento
necessari per la crescita del territorio.

Non da ultimo si prosegue nel processo di riorganizzazione e di innovazione dei servizi comunali, dopo la costituzione ed il consolidamento dell’azienda
speciale Cremona Solidale.

La cura e l’attenzione per la persona nel nostro Comune iniziano ben presto. Il settore Politiche Educative del Comune di Cremona, infatti, oltre a
gestire direttamente le scuole comunali, 4 asili nido e 9 scuole per l’infanzia, ha il compito di promuovere e supportare le attività ed i servizi di educazione, formazione
ed istruzione sul territorio comunale con l’erogazione di interventi e servizi di diritto allo studio.

La spesa di euro 598.426,00 del piano per il diritto allo studio è strettamente dedicata alla progettualità delle scuole ed a sostenere la qualità
dell’offerta formativa, compresa la formazione degli insegnanti, rispetto ad alcune tematiche specifiche come la disabilità, le fragilità sociali e familiari, la
multiculturalità, ambiti nei quali l’istituzione scolastica è più carente.

Per i servizi scolastici di mensa, trasporto ed assistenza alla persona vengono destinati 2.509.753 euro. Se a questa spesa si assommano i costi del personale
dei nidi e delle scuole per l’infanzia si comprende quanto il diritto all’istruzione ed all’educazione sia una scelta fondamentale per il Comune di Cremona,
affinché a tutti sia garantito uguale diritto di accesso alla conoscenza ed al sapere.

Persone e cittadini lo sono anche i giovani, ai quali l’Amministrazione comunale rivolge l’attenzione sia per promuovere il loro protagonismo e la
loro cittadinanza attiva, che per supportare la loro espressività artistica, ma anche per prevenirne il disagio ed accompagnarli nel loro divenire adulti.

I Centri di aggregazione giovanile, l’educativa di strada, il centro musica, il teatro Monteverdi, il circuito di Attraversarte, sono tutti luoghi di e
per i giovani. Luoghi ed occasioni di confronto, sperimentazione, crescita e scoperta del sé.

Per dare una risposta a quanto emerso dalla recente ricerca condotta sui giovani, si è pensato di coinvolgerli in forum tematici, all’interno dei quali
potranno confrontarsi e scegliere quali proposte e richieste sottoporre a Giunta e Consiglio.

Forte è l’investimento in cultura, sia di parte corrente che in conto capitale. Per la spesa corrente si richiamano progetti di promozione della crescita
formativa e culturale quali l’istituzione di un servizio di lettura per ragazzi dai 3 ai 13 anni ed il consolidamento e l’integrazione dell’attività didattica
del sistema museale; il rilancio dell’immagine universitaria di Cremona, la trasformazione dei corsi pareggiati della Fondazione Monteverdi in corsi statali.

Nell’ambito della promozione e della valorizzazione della città si organizzeranno, in collaborazione con l’APIC, le celebrazioni per l’800°
anniversario del palazzo comunale e per il 900° della Cattedrale ed una mostra sulla Cremona medievale.

Iniziative che integrano e completano tutte quelle attività ed azioni che, coerenti con le linee programmatiche del Sindaco, agevolano lo sviluppo economico,
sociale e culturale della città.

Uno sviluppo che deve essere compatibile con la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, che deve rafforzare il ruolo del turismo, migliorare la
qualità dei servizi pubblici, creare sinergie pubblico –privato, sostenere l’imprenditorialità, valorizzare il commercio, puntare sull’unione delle forze del
territorio per "fare sistema" e sull’innovazione per favorire il collegamento e gli scambi tra imprese e sapere, tra mondo produttivo università e centri di ricerca.

Uno sviluppo che deve creare coesione, senso della comunità, dello stare bene insieme, del ben essere, del ben vivere.

Il vivere bene, lo stare bene sono assunti che comprendono non solo la ricchezza monetaria, ma anche la qualità dell’ambiente e del territorio. E, proprio
per l’ambiente ed il territorio, nel bilancio 2006 viene riservata una cospicua quantità di risorse.

Si investe in tecnologia per conoscere e monitorare il territorio, per poter pianificare correttamente qualsiasi tipo di intervento, edilizio, urbanistico, di
uso del suolo. Si prosegue nella realizzazione del parco locale di interesse sovracomunale del Po e del Morbasco e con il progetto "grandi foreste".

Sarà costantemente controllata la qualità dell’aria e avviata una attività di controllo e bonifica dei siti inquinati. Nell’ambito del progetto
Agenda 21 sarà redatto il piano per il bilancio ambientale locale che, attraverso l’utilizzo di indicatori ambientali, consentirà una visione generale di tutte le
problematiche del territorio. Sarà attuato il piano antismog e approvata la prima bozza del piano di risanamento acustico, che prevede interventi di contenimento dei livelli
acustici da effettuare su alcune strutture pubbliche.

Per contribuire alla riduzione delle emissioni di gas inquinanti nel settore dei trasporti, si darà attuazione al complesso ed innovativo progetto BIC-Benessere
in città. Progetto finanziato anche dalla Regione Lombardia perché ritenuto di estremo interesse.

Infatti attraverso azioni integrate e trasversali tenterà di conciliare:

i diversi tempi del lavoro, della cura della famiglia, e della scuola

la mobilità dei lavoratori degli enti pubblici e del commercio in centro storico;

la flessibilità degli orari negli enti pubblici.

All’interno del centro storico per limitare l’uso dei veicoli privati saranno ampliate le zone a traffico limitato, coordinandole con il nuovo piano
dei parcheggi, e ridefinite le modalità operative per la distribuzione delle merci.

Sempre per contenere l’uso del mezzo privato ed incentivare il ricorso al mezzo pubblico verrà consolidato il servizio del bus a chiamata, considerato il
buon esito della sperimentazione.

In tema di qualità dell’ambiente urbano, considerato che proprio in questi giorni è stata sottoscritta la convenzione per la riqualificazione del piazzale
della stazione ferroviaria e del nodo di interscambio, si può affermare che un progetto diventa realtà. Saranno così riorganizzati i servizi per l’utenza ferroviaria e
recuperata un’area per nuove attività.

Verrà predisposto un progetto preliminare per la riqualificazione della vasta area strategica a ridosso del centro storico, compresa tra via del Macello, via
dell’Annona e via Persico, attualmente occupata da attività dimesse, o in via di dismissione.

Riqualificare, recuperare aree, restituirle alla città, alle attività, ai servizi, significa rilanciare l’economia, darvi impulso.

L’agricoltura è sempre stata un punto di forza dell’economia cremonese, ma nel corso degli anni anche l’industria ed il settore terziario
hanno avuto un importante sviluppo.

Tant’è che il 5% degli occupati lavora in agricoltura, il 40% nell’industria ed il 55% nel terziario, o dei servizi.

Quest’ultimo settore è rappresentato dal commercio, dai servizi alle imprese e alle persone, dal turismo, dal credito e dal trasporto.

Non possono quindi mancare programmi, progetti ed iniziative rivolte all’impresa in generale ed ad un settore così importante per Cremona qual è quello
del commercio, non solo per gli imprenditori in sé e per le opportunità di lavoro che offre, ma anche per non impoverire il tessuto cittadino.

Saranno messi in cantiere due complessi strumenti di programmazione: il piano strategico di sviluppo e il piano di marketing del commercio urbano.

Contemporaneamente proseguiranno e saranno potenziate, sviluppate e migliorate tutte quelle azioni che anche negli anni scorsi sono state messe in campo per
rendere appetibile il nostro territorio.

Questa breve introduzione vuole solo essere uno stimolo, un pungolo a leggere e ad approfondire la conoscenza del bilancio, non solo nei suoi numeri, ma anche
nelle sue proposte, che troverete tutte perfettamente descritte nella relazione previsionale e programmatica, che di anno in anno si fa sempre più ricca e completa.

Troverete i progetti che rappresentano la continuità, ma che sulla scorta dell’esperienza maturata vengono aggiornati e perfezionati, i progetti nuovi e
quelli innovativi.

Alcuni di essi, pur non comportando spese aggiuntive oltre a quella del personale e dei mezzi già in dotazione, sono da ritenersi progetti di investimento.
Investimento sul nostro presente immediato e sul nostro futuro.

Mi riferisco, per esempio, a quella attività quotidiana di controllo del territorio svolta dalla nostra polizia locale quando:

  • garantisce il servizio per la tutela della sicurezza a manifestazioni ed eventi
  • svolge il lavoro di prossimità nelle periferie
  • è impegnata nella gestione del patto locale sicurezza urbana di Borgo Loreto
  • cerca di rendere più tranquille le nostre notti
  • in collaborazione con gli operatori del Servizio giovani svolge la delicata attività di controllo sociale dei giovani gruppi informali
  • effettua campagne informative agli anziani su truffe scippi e furti.

E all'altro progetto "periferie al centro", così importante, strategico e delicato al tempo stesso, che ha come fine quello di sviluppare una comunità sempre
più partecipe, integrata e responsabile. Per l'anno 2006 si pone come obiettivo di rimuovere il senso di insicurezza e di abbandono, vissuto in particolare dalle persone anziane,
e di incentivare, in collaborazione con soggetti esterni al Comune, la riapertura o l’avvio di nuove attività commerciali di prossimità, da parte di donne, associazioni
femminili e altri soggetti più marginali al mercato del lavoro.

Assessore alle Politiche Finanziarie e di Bilancio
Celestina Villa


Documenti da scaricare

[all=891] (formato PDF - 690Kb)

  • [all=897] (formato PDF - 268Kb)
  • [all=898] (formato PDF - 982Kb)
  • [all=899] (formato PDF - 172Kb)
  • [all=900] (formato PDF - 125Kb)
  • [all=901] (formato PDF - 208Kb)
  • [all=902] (formato PDF - 81Kb)
  • [all=903] (formato PDF - 1.046Kb)
  • [all=890] (formato PDF - 75Kb)
  • [all=889] (formato PDF - 1.635Kb)
  • Piano delle Opere Pubbliche 2006-2008

Allegati: