Affido familiare

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Rivolgendosi al POIS - Porta Informativa dei Servizi Sociali - Porta Unitaria di Accesso
è possibile richiedere informazioni su questo servizio

L'affido familiare è un intervento "a termine" di aiuto e sostegno ad un bambino/a che proviene da una famiglia in difficoltà, temporaneamente non in grado di occuparsi della sua educazione e delle sue necessità materiali ed affettive.

L'affido dura il tempo necessario al recupero della famiglia di origine, con la quale il bambino mantiene un legame e dove, prima o poi, rientrerà.

Caratteristiche dell'affido
L'affido di un bambino/a ad una famiglia diversa dalla sua è un intervento di Servizio Sociale delicato ed impegnativo.

L'affido può essere:
- consensuale, quando i genitori sono concordi con il provvedimento;
- giudiziale, quando l'affido è decretato dal tribunale per i Minorenni, anche in assenza del consenso dei genitori.

L'affido è progettato in base alle esigenze del bambino, alla sua situazione familiare specifica, ed ai problemi che essa presenta.

La durata dell'affido è stabilita dal progetto, che può prevedere:
- periodi lunghi (1 o più anni)
- periodi brevi (pochi mesi, giorni, vacanze estive ecc.)

L'affido può riguardare anche solo una parte della giornata oppure essere necessario per i soli fine settimana.

Per ogni affido avviato, di breve o lunga durata, sono previsti:
- un contributo mensile
- una polizza assicurativa che tuteli da eventuali rischi e infortuni sia i bambini che le famiglie affidatarie.

Riferimenti Normativi

L'affido familiare è previsto e regolamentato dalla Legge 184/83, aggiornato dalla L. 149/01, che dice:

Art.1 - comma 1 - Il minore ha diritto di essere educato nell'ambito della propria famiglia...

Art.2 - comma 2 - Il minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo nonostante gli interventi di sostegno e aiuto disposti ai sensi dell'art. 1, è affidato ad una famiglia, preferibilmente con figli minori, o ad una persona singola, in grado di assicurargli il mantenimento, l'educazione e l'istruzione e le relazioni affettive di cui egli ha bisogno.

La Legge della Regione Lombardia 1/86 cita tra gli obiettivi generali l'affidamento familiare quale tutela a favore dei soggetti la cui famiglia sia impossibilitata o inidonea e disciplina esplicitamente questo intervento tramite gli articoli 81 e 82.

Anche la Legge 285/97 cita l'affidamento familiare quale azione di sostegno alla relazione genitori-figli, di contrasto alla povertà, nonché misura alternativa al ricovero dei bambini in istituti educativo assistenziali.

Destinatari del servizio: 

Tutte le persone (coppie o singole) che desiderano diventare "famiglie affidatarie".

Come accedere al servizio: 

Come diventare famiglie affidatarie
Le persone (coppie o singoli) interessate ad approfondire questo tema, si possono rivolgere al Servizio Affidi del Comune di Cremona dove riceveranno tutti i chiarimenti e le informazioni utili per risolvere eventuali dubbi e quesiti.

A coloro che desidereranno successivamente intraprendere questa esperienza verrà proposto un breve percorso formativo per approfondire e consolidare la scelta fatta.

Non sono necessari:
- un reddito alto
- una casa grande
- un'istruzione
- elevata esperienze e conoscenze specifiche

Il progetto di affido
Formulata una diagnosi psicologica e sociale sulla situazione del bambino e della sua famiglia, viene predisposto un progetto di affido che prevede indicativamente:

- dati anagrafici, sintetica storia del bambino, presenza di eventuali decreti del Tribunale per i Minorenni
- motivi che hanno condotto all'affido
- la previsione della durata dell'affido
- il tipo e la frequenza dei rapporti tra il bambino e la famiglia di origine
- il tipo di collaborazione tra famiglia affidataria e di origine
- i momenti di verifica del progetto
- le condizioni che consentono il rientro del bambino nella famiglia di origine
- eventuali indicazioni sul tipo di famiglia adatta al bambino

L'abbinamento
L'abbinamento tra il bambino e la famiglia affidataria è curato dall'equipe del Servizio affidi e dai Servizi sociali.

Nella fase di abbinamento viene prestata particolare attenzione sia alle caratteristiche e alla disponibilità della famiglia affidataria che alle esigenze del bambino/a.

I potenziali genitori affidatari vengono invitati ad un colloquio per l'esposizione della situazione proposta; qualora siano disponibili all'accoglienza, si potranno prevedere momenti di incontro con il bambino e la sua famiglia di origine con modalità e tempi da definire caso per caso.

L'affido viene avviato dopo che gli affidatari e e la famiglia di origine avranno sottoscritto un sintetico "contratto" presso il Servizio sociale proponente.

L'affido verrà poi formalizzato con un atto amministrativo - il Provvedimento di Affido - ratificato dal Giudice Tutelare o, in caso di affido giudiziale, con un decreto del Tribunale per i Minorenni.

Nel provvedimento di Affido vengono riportati gli elementi più significativi del Progetto; esso attesta l'affidamento del bambino a quella famiglia.

Informazioni pratiche

Gli affidatari, oltre alla documentazione personale del bambino, riceveranno copia del provvedimento che dispone l‘affido.

Iscrizione nello stato di famiglia
L'eventuale iscrizione del bambino nello stato di famiglia degli affidatari può essere disposta dall'Autorità Giudiziaria o concordata, negli affidamenti a lungo termine, in accordo con il Servizio sociale e con i genitori del bambino che abbiano mantenuto la potestà genitoriale.

Assistenza sanitaria
Se un bambino viene affidato ad una famiglia residente nella stessa Azienda sanitaria locale, rimane valido il tesserino sanitario. La famiglia affidataria può richiedere la variazione del medico in accordo con il Servizio sociale e i gentori naturali.

Qualora l'affido avvenga nella zona di una diversa ASL, al bambino verrà rilasciato un nuovo tesserino sanitario, presentando la documentazione attestante l'affido.

Decisioni urgenti di carattere sanitario
Gli affidatari sono tenuti ad assumere le decisioni più opportune, in caso di necessità ed urgenza, per salvaguardare la salute del bambino a loro affidato; successivamente, per proseguire le cure o per ulteriori indagini da effettuare, i Servizi Sociali chiederanno l'autorizzazione a chi esercita la potestà genitoriale.

Spese sanitarie straordinarie
Qualora il/la minore necessiti di interventi sanitari straordinari non erogabili dal SSN (occhiali da vista, ausili particolari, apparecchi ortodontici, ecc...) esiste la possibilità di una contribuzione mirata in base ai parametri comunali ed alla valutazione dei Servizi sociali.

Scuola
Gli affidatari, oltre a mantenere i periodici contatti con gli insegnanti circa l‘andamento scolastico del bambino/a, sono tenuti a partecipare alle attività che la scuola propone ai genitori.

Gli affidatari partecipano all‘elezione degli organi collegiali (art. 19, 2° comma del DPR n°416/74).

Decisioni importanti quali, ad esempio, il cambiamento di scuola o la scelta degli studi superiori andranno concordate con i genitori naturali tramite il Servizio sociale che segue il bambino.

Documentazione per potersi recare all'estero con il bambino
La richiesta per ottenere il documento valido per l'espatrio deve essere firmata dai genitori naturali o dal tutore del minore (legge 1185/67 art.3). Nel caso in cui manchi il consenso dei genitori serve l'autorizzazione del Giudice tutelare presso la locale Pretura.

La famiglia affidataria che ha intenzione di recarsi all‘estero con il bambino affidato, può rivolgersi agli operatori del Servizio Sociale per ricevere le indicazioni necessarie; poiché può trattarsi di una pratica complessa e lenta, è opportuno attivarsi con qualche mese di anticipo.

Provvidenze legali per gli affidatari
Gli affidatari possono beneficiare degli assegni familiari, qualora la famiglia rientri nelle fasce di reddito per le quali sono previsti, nonché delle astensioni e permessi dal lavoro, secondo la normativa specifica (T.U. L. 53/3/00 reso attuativo dal D.L. 151/01) utilizzando il provvedimento di affido.

Sono inoltre applicabili agli affidatari le detrazioni di imposta per carichi di famiglia, purché l‘ affidato risulti a carico (art. 12 DPR n°917/86).