Otello

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Dramma lirico in quattro atti, libretto di Arrigo Boito dalla tragedia omonima di William Shakespeare

musica di Giuseppe Verdi

direttore
Giampaolo Bisanti

regia
Stefano De Luca

Interpreti principali
Interpreti principali:Walter Fraccaro (Otello), Daria Masiero (Desdemona), Alberto Gazale (Jago), Giulio Pelligra (Cassio)

ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI

CORO DEL CIRCUITO LIRICO LOMBARDO

Maestro del coro Antonio Greco

Nel 2013 si celebra il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi (1813-1901) e per rendere omaggio al compositore che forse più di ogni altro rappresenta il melodramma italiano ottocentesco, il Teatro Ponchielli ha scelto di inaugurare la propria stagione lirica con un titolo verdiano che manca dal nostro palcoscenico da oltre quarant’anni.
Otello fu rappresentato per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 5 febbraio 1887, segnando il ritorno di Verdi sulla scena musicale italiana dopo molti anni di silenzio ed isolamento.

E per questo suo attesissimo ritorno, il settantaquattrenne Verdi optò per un libretto tratto da un autore per il quale non aveva mai nascosto la propria predilezione, William Shakespeare. Ad aiutare Verdi nell’arduo compito di mettere in musica un capolavoro drammaturgico quale Otello fu Arrigo Boito, importante esponente della Scapigliatura milanese, che Verdi stimava molto per le sue capacità letterarie e in cui vedeva uno degli artefici di un possibile svecchiamento della cultura (anche musicale) italiana. In tal senso si comprende anche il particolare rapporto professionale che si instaurò tra l’anziano compositore e il giovane drammaturgo: non più un rapporto di sudditanza psicologica, com’era stato con la maggior parte dei librettisti passati, ma una proficua relazione biunivoca, in cui lo stimolo creativo poteva venire dall’una come dall’altra parte. Otello fu un immediato trionfo, che Verdi sostenne a lungo essere l’ultimo. Sappiamo che non fu così: Shakespeare e Boito dovevano ancora far parte della sua straordinaria carriera musicale.

LA TRAMA
L’azione si svolge nell’isola di Cipro alla fine del XV secolo.

ATTO I
E’ sera e Otello affronta il mare in tempesta, dopo aver trionfato sui mussulmani. Giunto indenne sull’isola, è accolto entusiasticamente dalla folla, ad eccezione di Roderigo, innamorato di Desdemona (moglie di Otello), e di Jago, furioso perché il Moro ha promosso Cassio. Intenzionato a screditare quest’ultimo, Jago fa in modo che Cassio si ubriachi, coinvolgendolo poi in una rissa, durante la quale Cassio ferisce l’incolpevole Montano. Giunge Otello, che, inorridito dal comportamento di Cassio, lo degrada ed intima a tutti di allontanarsi. Otello e Desdemona, rimasti soli, rievocano il loro primo incontro e rientrano al castello per la notte.

ATTO SECONDO
In una sala del castello, Jago, mosso dal suo demone interno, trama contro Otello e contro Cassio, spingendo quest’ultimo a rivolgersi a Desdemona per ottenere il perdono dal Moro. L’intento, in realtà, è quello di suscitare la gelosia di Otello. Proprio durante il colloquio tra Cassio e Desdemona giunge Otello: Jago non ha difficoltà ad insinuare nel Moro il sospetto dell’infedeltà della moglie. Quando quest’ultima si avvicina perorando il perdono per Cassio, i dubbi di Otello aumentano e reagisce malamente nei confronti della sposa. Desdemona, turbata, fa cadere il fazzoletto, di cui si impossessa Jago, pronto ad usarlo a suo vantaggio. Dopo che tutti si sono allontanati, Otello pretende da Jago delle prove del tradimento della moglie; Jago suggerisce al Moro di chiedere a Desdemona il fazzoletto, donatole come pegno d’amore, e per fomentare ulteriormente la sua gelosia, gli riferisce di un presunto sogno di Cassio, in cui quest’ultimo palesava il proprio amore per Desdemona. Otello è annientato dal dolore e dalla rabbia e giura di vendicarsi, sostenuto in questo proposito da Jago.

ATTO TERZO
Nella gran sala del castello, Otello è intenzionato a smascherare la presunta infedeltà della moglie. Quando questa tenta nuovamente di ottenere il perdono per Cassio, Otello si adira moltissimo, pretendendo di vedere il fazzoletto che le ha donato e che Desdemona però non possiede più. Otello la scaccia malamente e, rimasto solo, medita sull’amarezza della propria condizione. Giunge Jago, che fa udire di nascosto al Moro una sua conversazione con Cassio, durante la quale quest’ultimo nomina Desdemona ed è indotto da Jago ad esibire un fazzoletto rinvenuto in casa propria. A quel punto Otello si convince definitivamente dell’infedeltà della consorte, ma uno squillo di trombe annuncia l’arrivo degli ambasciatori veneziani. Entrano Desdemona e i dignitari e il messo legge un messaggio del Doge che richiama Otello a Venezia. Otello, tuttavia, perde la testa e, in un eccesso di rabbia, getta a terra la moglie, tra lo sgomento di tutti, che si allontanano. La tensione fa svenire il Moro mentre Jago contempla il proprio trionfo.

ATTO QUARTO
Nella propria camera da letto, Desdemona è turbata da cattivi presentimenti e dopo aver pregato la Vergine Maria si corica, attendendo con apprensione l’arrivo del marito. Giunge Otello, che accusa la moglie di infedeltà: Desdemona cerca di convincerlo della propria innocenza, ma il Moro la uccide soffocandola. Emilia dà l’allarme: giungono Cassio, che ha sventato un agguato di Roderigo colpito a morte, seguito da Lodovico, Montano e Jago, del quale vengono svelate le malefatte. Jago fugge e Otello, comprendendo il proprio errore, estrae un pugnale e si trafigge. Con le ultime forze, si trascina verso il corpo esangue di Desdemona: dopo averla baciata un’ultima volta, muore accanto a lei.

Fonte: Teatro Ponchielli

Date dell'evento: 

02/10/2013

20.30 - Turno A

Teatro Ponchielli Corso Vittorio Emanuele II, 52
Cremona
IT

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Eventi
Categoria di Eventi