La casa del Ninfeo: decorazioni e arredi per il dominus

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Giovedì 11 aprile, alle ore 16, secondo appuntamento del ciclo di incontri "Tesori svelati dallo scavo di piazza Marconi" in programma al Museo Archeologico di San Lorenzo. Elena Mariani e Fabrizio Slavazzi parleranno de "La casa del Ninfeo: decorazioni e arredi per il dominus", la lussuosa domus che prende il nome dalla monumentale fontana che la caratterizzava. L'incontro avrà la forma di una visita guidata a quanto esposto in museo delle decorazioni e degli oggetti di arredo della casa del Ninfeo di piazza Marconi, facendo riferimento alle più recenti novità degli studi in corso.

La casa del dominus era caratterizzata da una decorazione fissa e da un arredo. Per la prima, in museo sono presenti frammenti di diversi tipi di pavimenti della domus di piazza Marconi: cocciopesti e altri cementizi variamente decorati, mosaici geometrici e cn elementi figurati. Fra gli arredi mobili, alcuni sono particolarmente lussuosi, come il trapezoforo in marmo giallo antico o il portalucerne bronzeo a forma di ramo, mentre dei mobili lignei rimangono solo gli elementi decorativi in metallo (appliques e borchie). Fra gli oggetti più preziosi vi è un grande piatto in porfido, in frammenti, un vasellame pregiato molto raro e ricercato che circolava nell'ambito della corte imperiale.

L'indagine archeologica in piazza Marconi ha consentito il recupero di circa 6000 casse di affreschi frammentari relativi a fasi ed ambienti diversi dell'edificio romano, distribuiti cronologicamente tra il II secolo a.C. (I stile pompeiano) e il II-III secolo d.C. Tra i numerosi insiemi pittorici di grande interesse spicca un nucleo rinvenuto in crollo all'interno di una stanza posta al piano superiore della domus, oggi ritenuta un cubiculum cioè una stanza da letto. Al suo interno sono state raccolte ca. 950 casse di frammenti di intonaci dipinti che rappresentano per la Cisalpina la pressoché unica grandiosa testimonianza di pittura di alto livello di età augustea.. Il lavoro di ricomposizione sin qui svolto ha portato all'identificazione dello schema compositivo e alla ricostruzione di parti della decorazione della stanza divisa in alcova (il luogo ove era collocato il letto) e anticamera. Mentre nell'alcova la pittura è impostata sulla "riposante" successione di pannelli bianchi sovrastati da pannelli neri con motivi ornamentali di varia natura, nell'anticamera essa è vivacizzata da grandi ortostati rosso cinabro separati da colonne che, nei lati lunghi in corrispondenza del centro della parete, fungono da quinta monumentale per un grande quadro a soggetto dionisiaco. Di esso sono stati finora identificati e parzialmente ricomposti alcuni volti e plastici panneggi. L'altissima qualità, sia esecutiva che tecnica, di queste pitture e gli schemi e i motivi decorativi adottati rimandano a modelli della corte imperiale di Roma: alla casa dell'imperatore Augusto, e più specificamente al cd. "studiolo", a quella di sua moglie Livia nonché alla domus della Farnesina, forse appartenuta al loro genero Agrippa.

Elena Mariani, archeologa, ha scelto di esercitare la libera professione occupandosi di didattica e allestimenti museali, progetti divulgativi e promozione turistica. Parallelamente si è rivolta all'attività di studio e di ricerca sugli intonaci dipinti di età romana, divenendo socio dell'AIPMA (Association International pour la Peinture Murale Antique) e pubblicando numerosi articoli su riviste scientifiche.

Fabrizio Slavazzi è professore ordinario di Archeologia classica presso il Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell'Università degli Studi di Milano, dove insegna Archeologia e storia dell'arte romana e dove è anche presidente della Facoltà di Studi Umanistici. È direttore responsabile della rivista "Lanx" e membro del Comitato direttivo dell'Associazione italiana per lo studio e la conservazione del mosaico. Si occupa di scultura antica, di arte romana e di storia del collezionismo.

Il ciclo di incontri "Tesori svelati dallo scavo di piazza Marconi" è promosso dall'Assessorato alla Cultura per presentare le novità che stanno emergendo dallo studio delle migliaia di reperti portati alla luce dallo scavo della piazza sotto la quale è stato realizzato un grande parcheggio. L''iniziativa è resa possibile anche grazie alla collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia. Così come per altre manifestazioni in corso, con questo ciclo di incontri a San Lorenzo l'intento è fare in modo che le sedi museali vengano percepite come parte integrante della città, come luoghi di socializzazione nei quali diventa piacevole recarsi, assistere a momenti di intrattenimento, oltre visitare le opere esposte.

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