Parti sociali ed economiche: la Variante al PGT contiene positivi elementi di innovazione

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Le linee di fondo della Variante generale al Piano di Governo del Territorio sono state illustrate oggi pomeriggio alle parti sociali ed economiche dal vice sindaco ed assessore all'Urbanistica Carlo Malvezzi, affiancato da Federico Fasani, presidente della commissione consiliare Politiche Urbanistiche, da Marco Masserdotti, da Marco Cerri e da Pier Luigi Paolillo, rispettivamente coordinatore dello staff di redazione, coordinatore delle attività di redazione e coordinatore scientifico della redazione della Variante generale al PGT.

L'incontro, che costituisce un passaggio importante previsto dalla normativa regionale vigente, si è svolto nella Sala Azzurra della Camera di Commercio. Una scelta questa apprezzata dal padrone di casa, il presidente Gian Domenico Auricchio, che, sottolineando la stretta collaborazione esistente con l'Amministrazione comunale, ha definito il luogo più che appropriato in quanto sede di tutte le realtà economiche presenti sul territorio. Introducendo brevemente i lavori, il presidente Auricchio ha sottolineato un aspetto sul quale è importante riflettere: le linee portanti della Variante al PGT rappresentano infatti un interessante elemento di novità e di discontinuità rispetto al passato, soprattutto perché prevedono una valorizzazione del centro storico tale da porre fine allo spopolamento che, negli ultimi anni, ha caratterizzato purtroppo la nostra città.

L'elaborazione della Variante generale del Piano di governo del territorio, che sta giungendo al termine, ha visto da un lato un ampio coinvolgimento dei cittadini, dei protagonisti del mondo economico e associativo e dei corpi intermedi, dall'altro una rigorosa attività di analisi che ha interagito con gli indirizzi delle linee programmatiche dell'Amministrazione comunale, in un processo articolato e complesso. "A completamento del percorso sino ad ora compiuto - ha dichiarato il vice sindaco - abbiamo voluto illustrare alle parti sociali ed economiche i risultati del lavoro svolto e le strategie inserite nel nuovo strumento urbanistico per cercare di dare risposte concrete alla crisi economica che ha investito in maniera pesante anche il nostro territorio."

Partendo dalla constatazione che il governo della città in tempo di crisi ha un forte bisogno di azione e innovazione, il vice sindaco Malvezzi ha spiegato che tale strada può essere intrapresa in questo modo: non è più praticabile quel modello di sviluppo urbano basato sull'incremento incontrollato della produzione insediativa, sulla crescita non contenuta dei valori immobiliari, sul privilegio delle plusvalenze fondiarie, sulla città tutto mercato e niente stato: e, dunque, regole poche ma regole; le nuove prospettive di sviluppo urbano si fondano sulla evoluzione tecnologica in campo energetico, delle comunicazioni, dei trasporti, con il contestuale contenimento dei costi di produzione e d'esercizio, nonché su nuovi modi virtuosi di produzione ed erogazione dei servizi e dei beni intermedi, riuscendo comunque in tal maniera a incrementare la qualità dei prodotti e dei servizi.

"A fronte di tutto questo - ha proseguito Malvezzi - le priorità strategiche d'azione che la Variante generale al Piano di governo del territorio fa proprie sono il contrasto al consumo di suolo; una promozione della rigenerazione urbana; un particolare privilegio dei motivi scientifici nell'assunzione delle scelte; la sussidiarietà nel costruire le soluzioni di dettaglio: non un piano dunque gravato da un'eccessiva regolamentazione, ma il concorso del progettista alla dimostrazione della bontà della soluzione ipotizzata."

Sono quindi stati illustrati sinteticamente i tre atti costitutivi della Variante generale del Piano di governo del territorio: il Documento di piano che, da un lato, indaga sull'evoluzione storica e sulla realtà per prospettare le linee programmatiche del domani e, dall'altro, prefigura con flessibilità gli ambiti della possibile trasformazione urbana; il Piano delle regole, che governa il processo di conservazione, riqualificazione, trasformazione del tessuto cittadino consolidato e la protezione delle risorse agricole e ambientali; infine il Piano dei servizi, che individua le necessità di attrezzature pubbliche-private e i soggetti che le rendono e le renderanno disponibili, anche in modo sussidiario, per un welfare che, nella palese crisi dello stato sociale, deve trovare oggi interlocutori ed erogatori differenti.

I presenti, apprezzando la disponibilità da parte dello staff che sta alacremente lavorando sulla Variante a fornire una serie di chiarimenti, hanno nel frattempo anticipato le loro valutazioni. Sante Baldrighi, per l'Associazione Piccole Industrie, si è detto particolarmente soddisfatto delle novità insite nello strumento che verrà adottato: il problema di Cremona è di tipo urbano e demografico, pertanto la dotazione di servizi può rappresentare un valido fattore attrattivo. Ildebrando Bonacina, della Libera Associazione Agricoltori, apprezzando anch'esso l'idea innovativa dell'impostazione generale e il coinvolgimento delle categorie economiche, ha ritenuto positiva l'attenzione all'attività primaria dell'economia cremonese, l'agricoltura, riconoscendole il valore propulsivo che può avere. Massimiliano Montani, presidente di CNA, ha colto con favore la possibilità offerte per il recupero di edifici, mentre Gianni Ferretti, Pro Rettore del Polo di Cremona del Politecnico di Milano, ha evidenziato che è necessario riportare in città le attività produttive che consentano di mantenere le istituzioni universitarie esistenti. Infine, se da parte di Giuseppe Demarca, della CISL, è stata valutata con interesse l'attenzione alla diversificata forma di risposta alla crescente domanda nel campo dei servizi sociali, Laura Secchi, per l'ANCE, ha manifestato la soddisfazione della categoria dei costruttori edili, soprattutto per quanto riguarda la sostituzione del sistema perequativo con gli standard qualitativi, cioè la realizzazione di opere a servizio della comunità in cambio di interventi urbanistici.

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