Alla stretta finale i lavori preparatori della Variante generale al PGT

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E' proseguito nel pomeriggio di oggi il percorso divulgativo dei lavori preparatori della Variante generale del Piano di governo del territorio con l'undicesima e penultima presentazione alla Commissione consiliare Politiche Urbanistiche e Territoriali. I relatori Umberto Baresi e Roberto Bisceglie hanno illustrato ai consiglieri le analisi condotte sul tessuto urbano consolidato, i limiti spaziali all'intervento ed alcuni primi orientamenti operativi.

Come è stato spiegato nel corso della seduta consiliare, le analisi condotte internamente al Piano delle regole hanno come fine l'individuazione di gradi d'intervento associati alle diverse porzioni del territorio comunale. Completate le operazioni per predisporre un database particolarmente esaustivo, è stata sviluppata una serie di studi che mirano a riconoscere il reale grado di propensione alla trasformazione nelle singole unità di indagine in cui è stato disaggregato l'intero tessuto urbano consolidato.

La ricchezza della banca dati, derivata dall'aggregazione di informazioni che non erano mai state ricercate prima, quali ad esempio la tipologia edilizia prevalente (abitazioni a schiera, a corte, a torre e via dicendo), ha permesso lo sviluppo di una quindicina di indicatori sintetici che mettono in evidenza la presenza di fenomeni che caratterizzano il tessuto esistente in maniera positiva o negativa.

L'intero arco dei fenomeni direttamente ed indirettamente riconducibili ai manufatti è stato esaminato in ogni dettaglio: non solo è stato preso in considerazione l'aspetto architettonico degli immobili interni alle unità d'indagine, attraverso ad esempio l'omogeneità planivolumetrica e l'integrità dal punto di vista morfologico e della tipologia, ma anche la componente di matrice relazionale, vale a dire gli aspetti sociali, demografici ed economici indicativi delle modalità con cui gli edifici sono fruiti dai cittadini.

Predisposto in via preliminare un indice della possibilità di intervento derivante dalla sola componente architettonica, è stata operata una seconda serie di studi che tengono conto della duplice accezione del sistema insediativo sia dal punto di vista strutturale che relazionale.

Da tutto questo sono stati ricavati i gradi della possibilità di intervento finale per ognuna delle unità d'indagine in cui è stato disaggregato il sistema insediativo cremonese. Per riconoscere le peculiarità interne al centro storico, fondamentale è stato il contributo dei percorsi tematici urbani, sviluppati a partire dai contributi forniti da testimoni esterni e dagli uffici, così da riconoscere le aree di maggiore concentrazione di quegli elementi che hanno la funzione di attrarre persone che fruiscono del territorio comunale e sovra comunale.

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