Finanza locale, servizi ed attrezzature e domanda edilizia all'esame della Commissione consiliare Territorio

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Le dinamiche della finanza locale e la spesa sociale (relatore Paolo Viani, direttore del Settore Economico Finanziario del Comune di Cremona), La situazione dei servizi e delle attrezzature e alcuni primi orientamenti d'intervento (relatore Alberto Benedetti) e L'evoluzione della domanda edilizia nel decennio 2001 - 2011 (relatore Marzio Turci, responsabile del Servizio Sportello Unico per l'Edilizia del Comune di Cremona) questi gli argomenti sviluppati nel corso della seduta della commissione consiliare Politiche Urbanistiche e Territoriali, tenutasi questo pomeriggio, impegnata nella prosecuzione del percorso divulgativo dei lavori preparatori della Variante generale del Piano di governo del territorio.

Dopo un primo inquadramento di carattere generale sulle finanze dei comuni italiani in tempo di crisi, il dirigente Paolo Viani è sceso nel dettaglio del contesto demografico cremonese, dando conto delle utenze con cui è chiamato a confrontarsi il Comune in termini di spesa sociale; ha illustrato inoltre il reperimento, ai diversi livelli, delle risorse disponibili per la spesa sociale sulla base di cinque aree: anziani, disabili, famiglia, povertà/emarginazione/dipendenze, servizi sociosanitari integrati: gli importi che il Comune di Cremona stanzia per questi servizi sono davvero ingenti e costituiscono una delle principali voci del bilancio comunale. .

Per quanto riguarda la situazione dei servizi e delle attrezzature ed i primi orientamenti d'intervento, il relatore Alberto Benedetti ha spiegato che Cremona è in grado di garantire, rispetto alla normativa vigente, servizi per oltre 210.000 abitanti aggiuntivi rispetto agli esistenti, in quanto la dotazione pro-capite di servizi è pari ad oltre ben 52 metri quadrati per abitante; altro elemento accertato è la tendenza negativa di variazione della popolazione che, dal 1981 a oggi, ha fatto registrare un - 11%, spostandosi nei comuni di prima cintura posti a nord, nord/est ed est; per contro, è stata constatata una quantità di attrezzature dismesse che ammonta a circa 164.000 metri quadrati: molti dei servizi considerati in atto e funzionanti, al contrario non risultano tali e quindi, in base alle esigenze effettive, sono da riclassificare o dismettere definitivamente.

Grazie all'analisi capillare redatta da Marzio Turci, è stato possibile individuare l'effettivo andamento dell'attività edilizia nel decennio 2001-2011: risanamento, restauro e manutenzione straordinaria risultano preponderanti, indice di un'attività principalmente rivolta a un recupero conservativo dell'esistente. E non poteva essere diversamente, viste le impostazioni di fondo e le scelte urbanistiche operate dagli strumenti urbanistici generali che sono successivamente intervenuti nel periodo considerato.

Per effetto della salvaguardia, che comporta l'applicazione immediata degli strumenti urbanistici generali fin dal momento dell'adozione, il decennio è stato essenzialmente disciplinato da Piano Regolatore Generale, adottato il 25 marzo 1999 e approvato dalla Regione il 30 settembre 2002, e dal Piano di Governo del Territorio, adottato il 22 settembre 2008 e approvato dalla Regione il 2 marzo 2009. Solo per un breve periodo, dal 1° gennaio 2001 al 30 settembre 2002, ha trovato contemporanea vigenza il PRG del 1983.

Scelte di fondo sostanzialmente comuni ai tre strumenti sono state il recupero dell'esistente, la conservazione ed il perfezionamento del centro storico, l'attenzione alle problematiche ambientali ed al patrimonio agricolo e rurale nonché, soprattutto per gli ultimi due strumenti, un'equa distribuzione di vantaggi e svantaggi indotti dagli usi del suolo stabiliti dai piani.

Nel decennio sono state 3.970 le unità abitative interessate da risanamento o manutenzione straordinaria, 1111 quelle non residenziali, di cui 473 commerciali; ma, oltre alla conservazione, c'è stata anche una parallela e significativa trasformazione del territorio: 911 sono state le unità abitative ristrutturate, 2155 le unità abitative di nuova costruzione (280.631 metri quadrati e 987.739 metri cubi, come da rilevamento ISTAT), 239 le unità non residenziali di cui 90 produttive, 28 terziarie (400.698 metri quadrati e 4.492.078 metri cubi).

Il 2002 è l'anno del maggior numero di unità immobiliari risanate: 675 (554 unità residenziali, 121 non residenziali). Il 2004 è l'anno del maggior numero di unità immobiliari ristrutturate: 160 (148 unità residenziali, 12 non residenziali). Il 2006 è l'anno del maggior numero di unità immobiliari costruite/ampliate: 437 ( 417 unità residenziali, 20 non residenziali): si tratta dell'anno del maggio numero di metri quadrati costruiti (49.948 residenziali, 71.308 non residenziali) e del maggior numero di metri cubi costruiti (187.182 residenziali, 922.497 non residenziali).

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