Lo studio dell'evoluzione del paesaggio cremonese elemento fondamentale per la Variante generale al PGT

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Prosegue il percorso divulgativo dei lavori preparatori della Variante generale del Piano di governo del territorio in sede di Commissione consiliare Politiche Urbanistiche e Terri-toriali. Paesaggio, territorio e sostenibilità ambientale sono i temi trattati nella seduta svoltasi questo pomeriggio. Ai commissari è stato presentato l'aggiornamento degli studi paesaggistici del PGT (relatore Daniro Mandelli), un approfondimento dei fattori paesaggistici (da parte di Roberto Bisceglie), e vi è stata infine un'illustrazione della sostenibilità ambientale dello spazio cremonese (relatore Umberto Baresi).

Partendo dal concetto di paesaggio, come si è sviluppato dalle prime leggi di tutela nazionali fino alla Convenzione Europea del Paesaggio, laddove il Paesaggio "designa una determinata parte di territorio così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni", sono stati evidenziati gli indirizzi e le norme regionali del Piano Paesaggistico Regionale. Tali norme si focalizzano sulla tutela e la valorizzazione del paesaggio che viene ad assumere un ruolo fondamentale rispetto alle scelte programmatiche ed agli indirizzi progettuali del piano generale. Il paesaggio va dunque visto come un "palinsesto e deposito di storia e di civiltà che la so-cietà deve custodire come una propria risorsa primaria". Il relatore Danaro Mandelli si è soffermato inoltre sulla trasformazione continua a cui ambiente e paesaggio sono sottoposti sia per l'intervento umano che per fattori naturali. Ma quali sono gli elementi identitari e le caratteristiche del paesaggio cremonese e come è andato evolvendosi? In estrema sintesi, per l'architetto Mandelli prevalgono i valori della città storica, l'elemento fluviale e delle acque in generale e la rilevante connotazione degli spazi agricoli aperti con l'importante patrimonio dell'edilizia rurale. E' stata fatta inoltre un'ampia panoramica su come il paesaggio locale sia andato modificandosi attraverso varie fasi storiche da quando la città ha superato la cinta muraria e si è allargata verso la campagna, fino al superamento del limite rappresentato dalla viabilità tangenziale, per poi allungarsi lungo le principali strade di collegamento. Sul versante degli spazi aperti verso la campagna, il paesaggio si è altrettanto profondamente modificato con l'introduzione di tecniche agronomiche e colture intensive che hanno ridotto il cosiddetto "corredo di campagna" come siepi filari, alberature, strade poderali e il reticolo idrico minore. Ed è proprio sul margine tra città e campagna che le scelte paesaggistiche locali possono giocare un ruolo fondamentale per mantenere i valori esistenti e riconosciuti che fanno di Cremona un preminente centro monumentale ancora godibile dalla campagna circostante e dal Po.

Per quanto riguarda i fattori paesaggistici, il tema è stato trattato innanzitutto attraverso i riferimenti all'aggiornamento degli studi paesaggistici del PGT, sviluppati recependo la normativa vigente tramite un impianto analitico positivamente caratterizzato dall'apporto geostatistico. La spazializzazione dei numerosi ed eterogenei elementi di pregio del pae-saggio cremonese (scrupolosamente indagati ed assemblati grazie ad una preliminare acquisizione e trattazione della consistente bibliografia disponibile) ha permesso lo sviluppo di analisi estremamente dettagliate, alle quali si è pervenuti attraverso un insieme di indicatori miranti a cogliere la duplice valenza della struttura del paesaggio e della sua percezione. Tali elaborazioni sono state quindi sintetizzate, ricavandone un valore di sensibilità paesaggistica suddiviso in cinque classi (così come richiesto dalla normativa regionale), andando a costituire un fondamentale elaborato cartografico per l'articolazione delle linee strategiche d'indirizzo in assi ed azioni di Piano.

L'approfondimento conclusivo ha interessato i fattori agro/ecosistemici del territorio cre-monese, rendendo così possibile la composizione di un quadro generale di sostenibilità ambientale rispetto al quale modulare l'insieme delle strategie di Piano. Le due parti in cui è stata distinta l'analisi riguardano una gli assetti agronomici e l'altra gli assetti ecosistemici: nel primo caso l'agrosistema è stato indagato attraverso la valenza agricola dei suoli e la relativa integrità, mentre nel secondo l'impianto analitico ha stimato il valore floro-faunistico di diversi habitat presenti sul territorio. Associare a parti del territorio extra urbano i valori agronomici ed ecosistemici permette di individuare le aree nelle quali intervenire il meno possibile, limitando, di conseguenza, gli interventi antropici di trasformazione degli assetti esistenti.

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