Inaugurata la statua di Antonio Stradivari opera dello scultore Paulli

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il Sindaco e lo scultore Paulli

autorità

Questa mattina, sotto i portici del Palazzo del Comune, presenti le massime autorità civili e militari, è stata inaugurata la statua del "sommo liutaio Antonio Stradivari", opera dello scultore cremonese Gianfranco Palli. Il sindaco Oreste Perri, insieme all'artista, hanno tolto il drappo che copriva il monumento, collocato ai lati dell'ingresso alla sede del Comune. Nel suo breve intervento, il sindaco ha detto che, dopo avere ammirato questa statua alcuni anni fa, nel corso di una mostra, ne era rimasto profondamente colpito, apprezzando la capacità che l'autore aveva dimostrato nel sapere dare vita alla materia. Essere dunque riusciti a tenerla a Cremona, nonostante stesse ormai prendendo la volta di Roma, dove era già destinata, è un aspetto importante, non solo come omaggio al più grande liutaio di ogni tempo, ma anche come testimonianze delle capacità degli artisti della nostra terra. Per portare la sua statua a Cremona lo scultore ha declinato la proposta di inserirla nel contesto di una grande piazza romana o di portarla nel cuore del museo degli strumenti musicali della capitale. Voleva, infatti, che il suo Stradivari restasse qui, nella sua città il Maestro soresinese e ora tutti potranno godere il frutto di un lavoro durato mesi e mesi. Uno dei segreti del "sommo liutaio Antonio Stradivari"' (questo è il titolo corretto dell'opera), infatti, ha trovato collocazione in città e troverà un posto anche nel cuore dei cremonesi, che vi riconosceranno quella figura ideale alla quale ricorre ogni riferimento.

Ha scritto di quest'opera la critica d'arte Tiziana Cordani: "L'imponente statua del sommo tra i liutai cremonesi, alta 195 cm, larga 97 e profonda 56, è certamente una delle realizzazioni più importanti del Maestro scultore cremonese, soprattutto è patrimonio della città, grazie all'acquisizione che ne ha fatto il Comune di Cremona, anzi è qualcosa di più: è una memoria, una testimonianza, un simbolo. Perché? È presto detto: la statua bronzea che raffigura Stradivari costituisce un esempio validissimo della memoria comune alla città, è un richiamo forte e chiaro a valori noti ma anche a caratteri propri della gente cremonese, all'amore per il lavoro, all'impegno ed alla riflessiva attitudine al mestiere, amato e seguito attraverso le generazioni che, nei tempi, furono caratteri distintivi della comunità, sia agraria che cittadina, di questo lembo di terra padana. E' inoltre una testimonianza di una figura storica che appartiene alla storia cittadina, e non solo, di cui modernamente è divenuta il simbolo di maggior richiamo. Questo sarebbe già sufficiente a giustificare il titolo da me scelto, ma non basta poiché tocca elementi estrinseci, valutabili da tutti e, credo, ampiamente condivisi, anche su un piano più personale tuttavia questo lavoro dello scultore di Casalbuttano risponde a questi caratteri: poiché lo Stradivari è, quasi sicuramente una delle realizzazioni più ambiziose ed impegnative, sul piano ideativo e tecnico-esecutivo, progettate e condotte a fine dall'artista, un'opera che abbraccia e risponde a più di uno scopo. La statua nasce indubbiamente da un processo assai profondo attraverso il quale l'artista riconosce e conferma le sue radici non solo personali ma culturali ed artistiche, legate alla formulazione figurativa ed al realismo, ed allo stesso tempo àncora la propria vita ad un tessuto affettivo e familiare: la grande figura del simbolo di Cremona per eccellenza, infatti, è stata dedicata dal Maestro al proprio nonno, figura di eroico lavoratore, martire della violenza, all'inizio del secolo scorso, ed ucciso a tradimento durante gli scioperi contadini delle leghe bianche. Il nonno si chiamava Gianfranco Paulli, come l'artista, ed è a lui che è intitolato anche il coro omonimo. Già in passato lo scultore aveva dedicato alla morte dell'avo alcuni suoi bassorilievi ed anche qualche dipinto, ora ha voluto ricordarlo, con orgoglio otre che con affetto e filiale pietà, anche attraverso la dedicazione del suo più significativo lavoro. Non posso definire questa statua il capolavoro di Gianfranco Paulli, perché per ogni artista il capo d'opera è quello ancora da pensare e fare, un percorso aperto sino all'ultima pennellata o all'ultimo sbozzo di scalpello, tuttavia sono convinta, per la conoscenza che ho dell'autore, che sia quello che maggiormente ha voluto e che con più tenacia ha portato avanti verso la realizzazione e l'esposizione. La volontà di dare alla città questa testimonianza di memoria storica altissima di un gesto semplice e grande di eroismo da parte di un lavoratore della terra, di un padre, di un uomo comune in cui erano serbati valori ed ideali importanti diventa anche memoria e testimonianza per tutti, legando per sempre la storia famigliare con la storia della terra cremonese attraverso due personaggi simbolicamente e diversamente grandi. Del grande liutaio non si conoscono le sembianze fisiche reali, pertanto lo scultore ha voluto prodursi in un ritratto ideale che sottolinea la comunanza tra le arti: liuteria e scultura hanno in comune la costruzione, la progettazione e perfino alcuni attrezzi di lavoro. Per questo motivo il volto di Stradivari è costituito da un autoritratto dell'artista e la figura ha uguali proporzioni e altezza di quella di Paulli, senza venir meno alle, poche invero, testimonianze storiche che, pur non rivelando i tratti del viso, affermano che anche Stradivari fosse di alta statura. Il volto ha tratti forti e fieri, l'occhio è attento al violino che stringe tra le mani, lo sguardo esprime stupore: possiamo immaginare che, per un caso strabiliante, il liutaio abbia appena scoperto la "magica" alchimia che rende straordinario il suono dei suoi violini, quel "segreto" che tutti da allora cercano, invano, di strappare al legno ed alla vernice grazie alle più ampie e perfezionate ricerche e tecnologie. Forse, come afferma la leggenda che da anni ripercorre gli studi stradivariani, il segreto sta nascosto nella vernice ed in effetti è un pennello ed una boccia di tale pigmento che il liutaio cremonese tiene nella mano destra in questa raffigurazione paulliana, mentre, con la sinistra, solleva alla luce un violino dalle morbide proporzioni barocche (lo scultore le ha riprese direttamente da una delle realizzazioni del sommo artefice)."

Alcuni cenni biografici sullo scultore Gianfranco Paulli

Il maestro Gianfranco Paulli nasce a Soresina il 14 febbraio 1948. Già da giovinetto frequenta lo studio dello scultore Leone Lodi a Soresina, negli anni 1960 e 1961 segue i corsi di disegno e pittura presso la Scuola d'Arte di Soncino (CR) sotto la guida del Prof. Enea Ferrari. Nel 1973 s'iscrive all'istituto d'Arte Stagi di Pietrasanta (LU), diplomandosi "Maestro D'arte ". Nel 1980 entra a far parte, a Roma dello staff di restauratori in marmi antichi presso la Santa Sede; contemporaneamente svolge l'attività di scultore, con mostre, lavori su commissione, tra i quali spiccano le medaglie d'argento, fuse a cera persa, dei Papi Roncalli, Lucani e Giovanni Paolo I I, i ritratti in marmo di Cardinali, opere funerarie. Nel 1999 termina nella chiesa di Morfasso (PC), il monumento sepolcrale di S.E. il Card. Silvio Oddi. Nel Principato di Monaco realizza i ritratti di Stefano Casiraghi e dei Principi Grace e Ranieri per la Pinacoteca Grimaldi. Di recente è stato invitato in Russia dalla Fondazione M.S. Gorbachev per eseguire vari ritratti in marmo dei Fondatori. Trà gli ultimi lavori spiccano la statua del beato Enrico Rebuschini, posta nella Clinica S. Camillo (CR), ed i duecento multipli per i Premi Nobel della Pace "Pax In Tertium Millenium ". Il 3 marzo 1999 in udienza strettamente privata consegna al Santo Padre Giovanni Paolo II il Pastorale che verrà usato per il Giubileo A.D. 2000. Come prima opera del terzo millennio termina una scultura in bronzo, fuso col procedimento della cera persa, raffigurante il sommo liutaio "Antonio Stradivari". Nel 2001 nella cripta del Duomo di Cremona, crea un Redentore in bronzo e un tondo che ritrae S. Ecc. Giulio Nicolini defunto vescovo di Cremona sempre in bronzo. Nel ricordo a Enzo Ferrari crea una medaglia scultura, fusa in bronzo a cera persa del grande genio delle competizioni automobilistiche. Nel 2002 crea diversi busti ritratto in marmo e bronzo di personaggi illustri, un po' sparsi nel Mondo, ma in particolare il busto della di Raissa Gorbaciova sito a Mosca presso la Fondazione Gorbachev. Nel 2003 crea la medaglia commemorativa per il 51° Raduno Nazionale dei Bersaglieri, svoltosi a Cremona. Nel 2004 crea l'opera "Inno Alla Vita" collocata ed emblema dell'ospedale Università Nostra Signora del Buon Consiglio voluto dalla stessa Madre Teresa di Calcutta a Tirana. Sempre nel 2004 il maestro crea, per l'Ordine Agostiniano a Roma, una scultura in bronzo fusa col procedimento della cera persa dal titolo "L'estasi di Sant'Agostino" in misura di ottanta centimetri in occasione del 1650° dalla nascita del Santo che ne vale un invito personale con le massime autorità Ecclesiastiche e Politiche Roma Chiesa di S.Agostino 7 - 15 novembre 2004.

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