Restituita alla città la statua della Pace

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Nella foto da sinistra Vincenzo Filippini, Marco Pagliarini, Stefano Campagnolo, Gian Carlo Corada, Paola Maggi, Pierluigi Ferraroni e Maria Cristina Regini.

Questa mattina il Sindaco di Cremona Gian Carlo Corada con il Direttore Generale Vincenzo Filippini, l'Assessore Stefano Campagnolo, il Direttore del Settore Lavori Pubblici Marco Pagliarini accompagnato dal tecnico Paola Maggi si sono recati in piazza della Pace per vedere la statua della Pace restituita alla città dopo il restauro. Ad attenderli i restauratori Pierluigi Ferraroni e Maria Cristina Regini che hanno illustrato il lavoro svolto. Il costo dell'intervento è stato di 50.000,00 euro.

LA STORIA DELLA STATUA

La statua è stata realizzata dallo scultore Grazioso Rusca nel 1802 in marmo di Condoglia. La colonna e il basamento sono in granito rosa di Baveno. La statua è alta circa due metri e la colonna ed il basamento hanno un'altezza da terra di otto metri. Rappresenta la figura femminile della "Pace", una virtù che insieme alle altre (Patientia, Mansuetudo, Humilitas, Oboedientia, Perseverantia, Castitas, Pax, Concordia) costituisce un gruppo a parte rispetto alle virtù cardinali (Fortitudo, Iustitia, Prudentia, Temperantia). La colonna venne collocata inizialmente nel 1802 in piazza Sant'Agata per volere di Napoleone dopo la pace di Luneville (1801) che sembrava mettere fine alla guerra fra Francia e Austria. Nell'epigrafe posta a sud il monumento viene dedicato "Al primo Genio del secolo che fondava la repubblica Cisalpina e colla pace la consolidò gratitudine perpetua lode immortale". Nel 1814 al ritorno degli austriaci il monumento venne rimosso e venduto al marchese Cattaneo che lo fece trasferire a Sospiro. Nel 1879 il marchese Filippo ala Ponzone, erede del Cattaneo, fece dono al Comune di Cremona del monumento e nel 1880 lo stesso venne posto in piazza della Pace, allora chiamata piazza Pescherie e prima ancora mercato del lino e piazza delle Erbe.

Una approfondita storia della statua è stata scritta da Sonia Tassini pubblicata su Cremonaproduce n. 1/2008.

IL LAVORO SVOLTO

STATO DI CONSERVAZIONE PRIMA DELL'INTERVENTO

Allo stato attuale la statua presenta stratificazioni di deposito organico, di muschi e licheni, di croste nere; tali negative aggregazioni sono collocate in corrispondenza delle parti non dilavate del modellato. In corrispondenza delle croste nere sono evidenti fenomeni di degrado della pietra, quali scagliature, esfoliazioni e rigonfiamenti della materia scultorea; sono inoltre piuttosto evidenti fessurazioni e fratture localizzate, causate quest'ultime, dai lavori di ripristino a seguito degli spostamenti avvenuti.

Il basamento presenta anch'esso un notevole stato di degrado causato dai depositi e dalla formazione di croste nere e concrezioni; vi sono inoltre ben evidenziati sollevamenti ed esfoliazioni del materiale costitutivo. Tutti i punti di congiunzione delle sue parti presentano l'utilizzo di malte non idonee, con sollevamenti e rotture delle stesse. La mancata precisa congiunzione degli elementi di raccordo, che ha permesso l'infiltrazione di acqua piovana con il conseguente rigonfiamento e sfaldamento della malta ed i processi corrosivi del metallo, ha provocato nel tempo una serie di fenomeni degradanti combinati fra loro, quali appunto l'alterazione dell'armatura metallica interna e, infine, spostamenti e slittamenti delle partiture.

Identici problemi sono stati osservati nella colonna con il suo specifico basamento, su cui poggia l'elemento scultoreo: depositi di guano, gravi lacune nella malta di collegamento, incrostazioni nere hanno suggerito di verificare l'adeguata staticità del monumento, mettendo in luce l'obbiettiva presenza d'impercettibili, ma pericolose inclinazioni progressive dell'asse perpendicolare mediano.

Nei brevi cenni delle annotazioni storiche relative al monumento, sono stati individuate due fasi d'interventi radicali di destrutturazione, assemblaggio delle parti e ricollocazione; è possibile dunque che durante tali operazioni possano essersi in parte modificate le perfette aderenze tra i blocchi di granito e le armature in ferro, con il conseguente risultato del sopracitato iniziale processo di precarietà.

L'INTERVENTO EFFETTUATO

STATUA

- Spostamento a terra con trasporto in laboratorio, e ricollocazione in sito dopo l'intervento, mediante imbracatura con fasce, previa protezione del modellato con panni di /tessuto non tessuto/ di buono spessore e /cellophane/

- Rimozione dei depositi di sporco organico e dei muschi eseguita a secco mediante bisturi o spatole

- Asportazione meccanica della maggior parte di materiale di deposito delle croste nere, mediante l'uso di mezzi meccanici quali bisturi e micro incisori pneumatici

- Lavaggio per la rimozione dello sporco parzialmente aderente, con acqua deionizzata, spazzole di saggina e/o di plastica morbida

- Pulitura localizzata ad impacco per la rimozione delle croste nere mediante soluzione di bicarbonato d'ammonio 30 gr., E.D.T.A 50 gr., con l'aggiunta di sapone liquido neutro o leggermente alcalino al 10% (su un litro di acqua deionizzata) e polpa di cellulosa (/Arbocell 1000/) come supportante

- Tamponatura ripetuta con acqua deionizzata per la rimozione dei materiali usati per la pulitura e come intervento di asportazione dei sali

- Sostituzione degli elementi in ferro strutturali, quali perni e zanche, con elementi in acciaio inox

- Trattamento dei muschi e licheni con biocida

- Consolidamento del materiale lapideo con silicato di etile applicato a pennello

- Stuccatura delle lacune sottolivello e chiusura a scomparsa degli elementi in acciaio inox con malta di calce idraulica /Lafarge/ ed inerti selezionati, per colore e granulometria, simili all'originale

- Applicazione di cera microcristallina a pennello come protettivo e successivo passaggio a tampone della stessa per il controllo dell'assorbimento della cera nel materiale costitutivo

- Relazione tecnica esplicativa dell'intervento

BASAMENTO

- Smontaggio delle parti costituenti il basamento con trasporto in laboratorio, e ricollocazione in sito dopo l'intervento, mediante imbracatura con fasce, previa protezione degli elementi con panni di /tessuto non tessuto/ di buono spessore e /cellophane/

- Intervento di restauro del granito con pulitura mediante microsabbiatrice ad acqua

- Sostituzione degli elementi in ferro strutturali, quali perni e zanche, con elementi in acciaio inox

- Applicazione di protettivo di tipo acrilsiliconico

- Sigillatura dei punti di congiunzione delle parti del basamento con resina poliestere

- Stuccatura e sigillatura dei giunti, delle lacune sottolivello e chiusura a scomparsa degli elementi in acciaio inox con malta di calce idraulica /Lafarge/ ed inerti selezionati, per colore e granulometria, simili all'originale

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