La GEHE ha vinto la gara per l'acquisto della AFM S.p.A.

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Con un'offerta di L. 50.179.560.000 la GEHE ITALIA S.p.A. ha vinto la gara per la vendita della partecipazione azionaria detenuta dal Comune nella AFM S.p.A.

Venerdì 16 giugno, a Palazzo Comunale, si è riunita la commissione tecnico amministrativa preposta alla valutazione delle offerte per l'acquisizione del pacchetto azionario attualmente detenuto dal Comune di Cremona nella AFM S.p.A. Il presidente della commissione, sbrigate le necessarie formalità, ha reso noto ai componenti le offerte vincolanti pervenute entro le ore 16 del 15 giugno scorso. Le offerte sono risultate essere state presentate da ALLEANZA SALUTE ITALIA S.p.A. (Roma) e da GEHE ITALIA S.p.A. (bologna). La commissione ha quindi proceduto all'apertura dei plichi sigillati e, preso atto della regolarità formale delle offerte presentate dalle società ed esaminatone il contenuto, ha attribuito i punteggi in base alle seguenti offerte:

  • ALLEANA SALUTE ITALIA S.p.A. L. 32.380.361.000
  • GEHE ITALIA S.p.A. L. 50.179.560.000

Al primo posto si è dunque classificata la GEHE ITALIA S.p.A.

Soddisfazione viene espressa dall'Amministrazione per il significativo risultato raggiunto grazie anche all'impegno di tutti coloro che si sono fattivamente impegnati in questa difficile e complessa operazione. In particolare Arthur Andersen Corporate Finance ha svolto il ruolo di advisor finanziario nell'operazione e la Andersen Legal ha fornito consulenza e assistenza legale.

Se la scelta della privatizzazione non è stata facile da assumere, la si è comunque intrapresa per assicurare alla città nuove risorse necessarie al suo sviluppo. D'altro canto l'AFM non rivestiva più un ruolo strategico di criticità nei confronti della collettività. Nel corso degli anni si è infatti consolidata una presenza capillare sul territorio della città sia dei punti di vendita (pubblici e privati), sia della reperibilità in essi dei farmaci e medicinali ritenuti indispensabili nello svolgersi quotidiano della vita civile. Va inoltre considerato che la sopravvivenza economica di queste strutture è legata fortemente alla capacità commerciale di vendita di prodotti definibili non strettamente quale farmaco o medicinale. Si tratta di una funzione che rimanda ad attività tipicamente commerciali, lontane da quelle che possono farsi risalire all'Ente locale. Diverso il discorso per le imprese di natura economico - commerciale, per le quali poter disporre sul territorio, in maniera capillare, di avviati punti di commercializzazione rappresenta una modalità di penetrazione e di espansione sul mercato di sicuro valore strategico e reddituale.

Ne consegue che, a parità di certe condizioni, quali la diffusione invariata sul territorio dei punti vendita e la salvaguardia occupazionale dell'Azienda, si è presentata un'opportunità unica per il Comune di alienare patrimonio per migliorare e sviluppare altra ricchezza. Contemporaneamente è possibile riequilibrare la struttura finanziaria del Comune agendo in riduzione del debito ritenuto più oneroso. In termini generali la vendita dell'AFM consentirà di azzerare una cospicua parte del debito mutuatario del Comune, contratto con la Cassa Depositi e Prestiti, il cui tasso di interesse costa all'Ente Locale il 7,5%. Questo comporterebbe risparmi sulla spesa di parte corrente del bilancio che, quest'anno, tra rimborsi di quote capitali e interessi si attesta complessivamente attorno ai 9 miliardi di lire.

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