Cortile dell'Urbanistica: intervento per salvare le piante

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In seguito ad un sopralluogo eseguito nei giorni scorsi per controllare le condizioni in cui versano le piante presenti nel giardino del cortile dell'Urbanistica, in via dei Colonnetti, è stato deciso di intervenire per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio arboreo.

Nel cortile dell'Assessorato all'Urbanistica si trovano tre gruppi di Celtis Australis cresciuti a forma di ceppaia con diversi tronchi la cui età supera i quarant'anni e di altezza superiore ai 15 metri. Lo sviluppo dei tronchi e delle branche ha assunto una conformazione cosiddetta a vaso con notevole presenza di ramificazioni secondarie, parte delle quali hanno invaso il tetto del fabbricato adiacente. Durante il sopralluogo è stato notato che la pianta più interna antistante il fabbricato è caratterizzata da ampie cavità alla base dei tronchi a partire dalle biforcazioni e verso l'alto, altre cavità minori sono presenti in diversi punti delle branche. E' stata inoltre riscontrata la presenza di un "corpo fruttifero fungino" sul fusto della ceppaia: si tratta di un chiaro segnale di decadimento interno e quindi di precarietà. Le varie branche principali della pianta sono fra loro collegate a pochi metri di altezza da tiranti posizionati a suo tempo per rafforzare la resistenza al peso ed alle spinte dei venti. Le altre due piante - che sono caratterizzate da un numero inferiore di tronchi e branche - raggiungono la stessa altezza dell'altra pianta e, complessivamente, non evidenziano invece situazioni di instabilità.

L'intervento prevede la rimozione dell'edera che avvolge le piante per eliminare l'infestante e verificare la presenza di eventuali anomalie; l'asportazione di tutti i detriti di varia natura presenti nelle cavità basali, pulizia e disinfezione con prodotti adeguati; la potatura di contenimento controllato delle ramificazioni per le due piante più sane per consentire un alleggerimento delle chiome e ridurre il peso che grava sulle branche; il posizionamento ad un'altezza adeguata di tiranti per rafforzare la resistenza delle branche. Considerato lo stato di precarietà in cui versa, si procederà infine all'abbattimento della pianta più interna adiacente al fabbricato, così da garantire l'incolumità delle persone e dei mezzi che frequentano il luogo. Una decisione presa sulla scorta di un'attenta analisi condotta dalla Arbotech s.r.l. di Bergamo che ha rilevato la presenza di un micete responsabile di estesi processi di degradazione che interessano il fusto basale e gli apparati radicali di sostegno per cui è impossibile attuare interventi curativi o migliorativi.

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