Sebben che siamo donne... L' 8 marzo con i figli in Comune

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"L'otto marzo con i figli in Comune": è questo il messaggio/proposta con il quale si vuole sottolineare come, pur in presenza di oggettive conquiste, sia ancora complicato conciliare la sfera privata, soprattutto famigliare, con il lavoro. Il Comune aprirà le porte per mostrare ai figli come e dove lavorano le loro madri e i loro padri, ma anche le zie, le amiche, le persone con le quali i genitori trascorrono tante ore della giornata. E' anche l'occasione per un momento di riflessione e di socializzazione sul tema della conciliazione. La giornata in Comune si articolerà attraverso un incontro con il Sindaco e la Giunta e un momento di socializzazione con i figli e i dipendenti che occuperà parte del pomeriggio, dalle 15,00 alle 16,30. Anche gli altri enti, le aziende pubbliche e private del territorio sono state invitate a promuovere analoghe iniziative nell'ambito di questo 8 marzo per avviare una comune riflessione davvero vicina alle donne. Si ricorda inoltre che l'8 marzo, alle 18, nella Sala Alabardieri, sarà inaugurata la mostra fotografica "Oltraggi" di Riccardo Bergamini.

La Legge 53 dell'8 marzo 2000 ha introdotto nuove opportunità nei congedi per la cura dei figli e per lo studio, ma la sua applicazione incontra ancora ostacoli, più di tipo culturale che di tipo normativo e regolamentare. La crescente occupazione delle donne non si è accompagnata alla modifica della distribuzione dei compiti famigliari e il lavoro di cura della casa rimane ancora responsabilità delle donne, sia che lavorino, sia che siano disoccupate o casalinghe. Infatti, ancora oggi il dato fornito dall'ISTAT evidenzia che il 50% delle donne in coppia, occupate con figli, sono impegnate per 60 ore o più la settimana, rispetto al 15% dei partners. E' necessario equilibrare questo dato attraverso processi ed azioni che modifichino comportamenti e stereotipi consolidati nel tempo. Le leggi e le norme sulla flessibilità, le nuove tecnologie sono solo strumenti a supporto di chi, nel pubblico come nel privato, è chiamato alla costruzione e alla crescita di una più spiccata coscienza civile, con gradualità ed intelligenza.

L'iniziativa di aprire le porte di più uffici e servizi sparsi in tutta la città vuole essere la testimonianza dell'attenzione rivolta al ruolo delle donne, sempre più complesso e costretto dai ritmi di vita e di lavoro. Con questa iniziativa si vuole rendere visibile, concreto e presente l'altro pezzo di vita delle donne, troppo spesso rimosso o ignorato.

L'impressione che si ha scorrendo l'elenco dei provvedimenti di legge emanati nel nostro paese a sostegno delle pari opportunità è senz'altro quella di una forte attenzione e di un concreto riconoscimento del ruolo della donna in ogni espressione sociale, politica ed economica. Dai principi costituzionali, alle recenti leggi a sostegno della famiglia, a favore di una più equilibrata divisione dei ruoli e alla definizione del reato di violenza sessuale, c'è stato un costante proliferare di provvedimenti, tra i più avanzati d'Europa, a tutela della condizione femminile.

Ma i dati che sono forniti dalle più diverse fonti, da quella occupazionale, a quella della presenza delle donne nelle istituzioni, ai ruoli ricoperti nella imprenditoria, alla difficile distribuzione dei compiti famigliari, caricati con evidente squilibrio sul tempo delle donne, ci sottolineano il permanere di una serie di asimmetrie e di disuguaglianze nel sistema economico, sociale e politico. Dati che confermano quanto sia necessario sostenere con sempre più convinzione il processo di riforma culturale in atto nel nostro Paese e in Europa che attraverso leggi e direttive avanzate renda sostanziale il principio di uguaglianza.



Le donne investono di più negli studi, hanno superato gli uomini nel conseguimento della laurea, arrivano prima nei concorsi pubblici e nelle selezioni private, ma le forme di discriminazione impediscono di alzare il tetto di cristallo che le costringe a fermarsi a livelli bassi o intermedi. Oggi declinare le politiche di pari opportunità vuol dire valorizzare al meglio le competenze femminili, tutelando i diversi cicli di vita e la qualità della stessa, ma anche applicando in modo corretto gli strumenti di flessibilità negli orari e nei rapporti di lavoro.


Il tema della conciliazione attraverso la flessibilità contenute nella Legge 53, si può declinare sui seguenti obiettivi:

  • Più tempo per la famiglia e i figli;
  • Una maggiore condivisione di responsabilità tra padri e madri;
  • Più tempo per sé;
  • Più flessibilità e opportunità nei permessi di studio;
  • Più momenti di conciliazione tra vita professionale e vita famigliare.

Oltre a questi temi, è stato introdotto un elemento culturale nuovo: la possibilità di modificare le abitudini famigliari, per esempio, favorendo il diritto di paternità. Ben sei papà, all'interno del Comune di Cremona, nel 2000, anno di avvio della legge, hanno chiesto di usufruire del congedo facoltativo per maternità (periodo di sei mesi consentito dopo l'astensione obbligatoria di quattro mesi). Si tratta tra l'altro di scelte fatte da dipendenti collocati in categorie con discreti livelli di responsabilità che fanno pensare ad un'opzione non di ripiego, ma di condivisione dei compiti di cura. Forse non è una grande cifra, ma, se confrontata all'unico papà del '99, si può senz'altro affermare che le nuove norme hanno dato i primi risultati.



Sono anche aumentate le mamme che nel 2000 hanno utilizzato il congedo per maternità: 40 dipendenti, contro le 30 del '99. E' anche un dato che rispecchia la tendenza all'aumento della natalità a Cremona, ma può essere letto anche come la possibilità offerta dalla legge per un più equilibrato utilizzo dei congedi parentali tra padri e madri, visto come un concreto sostegno proprio alla natalità.



L'Amministrazione Comunale ritiene di aver contribuito a raggiungere questi risultati anche attraverso piccole azioni: il buono casa, i sostegni economici di maternità, la promozione di seminari, le iniziative di sensibilizzazione come quella proposta per questo 8 marzo, l'attenzione alle politiche degli orari che tengono conto della trasformazione del vivere e dei modi di uso della città.



Esiste inoltre la consapevolezza che è necessario continuare su questo percorso, insieme alla rete di attori pubblici e privati che a questo processo credono davvero, per passare dai riconoscimenti formali sul tema delle pari opportunità, ad azioni concrete rivolte a rimuovere gli ostacoli che impediscono alle donne la piena realizzazione nelle professioni come nelle scelte famigliari. Il salto di qualità che oggi si deve compiere è quello della integrazione tra le tradizionali tematiche di pari opportunità e il progetto di un nuovo patto di cittadinanza sociale, per donne e uomini.



Il Comune di Cremona con il suo progetto di città sta lavorando per costruire un ambiente accogliente per tutti, in cui lo sviluppo economico e quello sociale siano in armonia con l'ambiente naturale, nel quale si rafforzi una società rispettosa di ogni differenza.


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