Ritocco dell'ICI sulla seconda casa

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Nei giorni scorsi ha dato adito a varie prese di posizioni la decisione dell'Amministrazione Comunale di fare fronte alla difficile situazione economica in cui versa il Comune oltre che con il taglio delle spese non ritenute essenziali - pur mantenendo inalterato il buon livello dei servizi offerti ai cittadini - anche attraverso il ritocco dell'ICI nella misura dello 0,5 per mille sulla seconda casa. Ritengo che a questo punto, mentre insieme ai miei collaboratori sto predisponendo il Bilancio di Previsione 2005 che a gennaio verrà presentato nelle commissioni consiliari e quindi in Consiglio Comunale, sia il caso di fare chiarezza su una decisione non facile che l'Amministrazione si è trovata costretta a prendere. Quando, insieme al Sindaco, incontrerò i rappresentanti dell'UPPI, avrò modo di approfondire i vari aspetti di questa manovra. Nel frattempo ritengo però doverosa e necessaria una spiegazione per tranquillizzare i cittadini, per dire loro che non si troveranno di fronte a "stangate" o "stangatine".

In simili circostanze credo che il modo migliore per fugare dubbi sia quello di fare esempi concreti, tenendo conto che parlare di ritocco dell'ICI sulla seconda casa è improprio, meglio sarebbe dire su altri immobili oltre all'abitazione principale.

Primo esempio: nucleo famigliare composto da due persone con due redditi e possessori al 50% di un'abitazione principale, due garage di pertinenza e due garage come altri fabbricati. In questo caso il ritocco del 5 per mille dell'ICI ha un impatto sul nucleo famigliare pari a € 8,62 all'anno in più rispetto a quanto pagato nel 2004.

Secondo esempio: nucleo famigliare composto da quattro persone con tre redditi e due possessori al 50% di un'abitazione principale, due garage di pertinenza e altro fabbricato. In questo caso il ritocco del 5 per mille dell'ICI ha un impatto sul nucleo famigliare pari a poco meno di € 20,00 all'anno in più rispetto a quanto sino ad ora pagato. Si tenga conto che è questa la situazione più diffusa nel nostro Comune. Pertanto, i cittadini che possiedono un altro fabbricato, oltre all'abitazione principale, dovranno affrontare, in media, un aumento che si aggira sui 20,00 Euro all'anno.

Terzo esempio: nucleo famigliare composto da due persone con due redditi uno possessore al 100% di un'abitazione principale, un garage di pertinenza, e quattro altri fabbricati. In questo caso il ritocco del 5 per mille dell'ICI ha un impatto sul nucleo famigliare pari a € 72,00 all'anno in più rispetto a quanto sino ad ora pagato. Questa somma, divisa per i quattro fabbricati diversi dall'abitazione principale, da' una spesa media di € 18,00 per immobile.

Si tratta di tre esempi che inquadrano altrettante situazioni tipo tra le più diffuse nel Comune di Cremona. In tutti e quattro i casi il ritocco dell'ICI dello 0,5 per mille comporta aumenti che, spalmati su un intero anno, sono decisamente contenuti e sono un sacrificio che può essere affrontato dalle famiglie cremonesi senza incidere in maniera invasiva sul loro bilancio.

Amministrare una città, come ha dichiarato recentemente il Sindaco, non è cosa semplice. Occorre prendere decisioni a volte difficili o impopolari. D'altro canto non esiste alternativa: per garantire servizi di qualità, interventi strutturali moderni e rispettosi dell'ambiente, insomma, per garantire un futuro sostenibile e attento, in particolare ai bisogni dei più deboli, è necessario impiegare risorse economiche. Ovviamente si tratta di impegnarsi per spendere bene i soldi dei cittadini, senza sprechi, ed è appunto quello che stiamo facendo. I problemi rimangono comunque molti e le soluzioni limitate e faticose, soprattutto se si tratta di fare i conti con una Legge Finanziaria che presenta un carattere fortemente centralistico che lede l'autonomia degli Enti Locali, ai quali sottrae risorse. È in mezzo a gravi difficoltà che stiamo lavorando con l'obiettivo di attuare una manovra che permetta di predisporre un bilancio equo, cercando di gravare il meno possibile sulle famiglie che già stanno affrontando una delle situazioni economiche più difficili dagli ultimi anni a questa parte. E, rifacendomi agli esempi sopra riportati, mi pare che la strada intrapresa sia quella meno dolorosa per tutti.

L'ASSESSORE AL BILANCIO

Celestina Villa

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