Ex Fornace Frazzi

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Nel novembre 1998, con apposito atto, è stata costituita a favore del signor Giorgio Brugnoli diritto di superficie su proprietà comunale situata nell'area dell'ex Fornace Frazzi per 25 anni, con termine pertanto nel 2023. Il 4 settembre 2002 la Giunta Comunale ha valutato positivamente l'ipotesi di recuperare i resti del forno di cottura per laterizi dell'ex Fornace Frazzi realizzando una struttura cinematografica polifunzionale nonché uno spazio espositivo all'interno del vecchio forno. Il 13 febbraio 2003 la Commissione Edilizia ha espresso parere favorevole all'ipotesi progettuale presentato dagli uffici dalla quale si ricava l'opportunità a che l'accesso alla nuova struttura ed agli spazi espositivi avvenga tramite l'area concessa in diritto di superficie quale arena cinematografica.

Il Consiglio Comunale, il 14 marzo 2003, ha deliberato di estendere il regime di superficie per realizzare la nuova struttura previa effettuazione di trattativa con il titolare dell'area contigua utilizzata come arena cinematografica. Le ipotesi progettuali sono state riassunte in un progetto che ha ottenuto un parere preliminare di massima favorevole con indicazioni della Soprintendenza per i Beni Architettonici di Brescia - Cremona - Mantova nel marzo 2003 ed ulteriore parere favorevole della Commissione Edilizia il 30 luglio 2003.

Il bene in questione riveste interesse storico ed è quindi sottoposto a vincoli, pertanto, a seguito di richiesta di autorizzazione, la Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali della Lombardia nel settembre 2003 ha autorizzato la concessione e convenzione d'uso del bene prescrivendo le seguenti misure di tutela: restauro conservativo, con possibilità di inserimento di nuove strutture purché reversibili; destinazione d'uso a sala polifunzionale per pubblici spettacoli (primo piano e parte del piano terra) e spazi espositivi (area del forno); durata della concessione e convenzione d'uso di 35 anni.

Sull'area in questione l'Amministrazione Comunale può consentire la realizzazione di attrezzature pubbliche atte a promuovere un'adeguata dotazione di servizi anche privati, purché riconosciuti dall'Amministrazione medesima di pubblica utilità, in regime di diritto di superficie regolato da convenzione che deve: prevederne la durata, che verrà determinata in relazione alla natura degli impianti ed al costo della loro realizzazione; prevedere la loro acquisizione gratuita da parte del Comune nel momento della scadenza del diritto di superficie; disciplinare l'utilizzazione degli impianti stessi da parte della collettività, a condizioni tali da garantire un'effettiva possibilità di fruizione e le modalità di gestione degli stessi.

La Giunta Comunale, il 4 dicembre 2003, ha pertanto deliberato di approvare il progetto di inquadramento e di indirizzo relativo alla riqualificazione dell'ex Fornace Frazzi predisposto dal Servizio Progettazione e Direzione Lavori del Comune per la realizzazione di una struttura cinematografica polifunzionale coperta con relativi servizi e l'attivazione di uno spazio espositivo nel vecchio forno. Ha deliberato inoltre di riconoscere la pubblica utilità di questo tipo di intervento e di procedere, con apposito successivo provvedimento, all'indizione di trattativa con Giorgio Brugnoli dell'area contigua per l'affidamento, anch'esso in diritto di superficie, dell'area che è stata individuata.

Ora la trattativa di affidamento è stata effettuata e sono in corso di perfezionamento gli ultimi adempimenti di carattere amministrativo.

Il Progetto

Premessa

Tra gli edifici presenti nell'area, un tempo interamente dedicati alla fabbricazione di manufatti in laterizio, la più importante testimonianza d'archeologia industriale è resa da ciò che resta dell'immobile che contiene il secondo forno Hoffman.

Edificato nel 1875 per ampliare la produzione delle "Fornaci Frazzi"; è il maggiore dei tre forni costruiti in epoche diverse.

Per perseguire la conservazione l'edificio, oggi gravemente degradato, e far rivivere il comparto con nuove attività d'interesse collettivo, l'Amministrazione Comunale ha deciso di attivare un programma d'intervento che consenta il recupero dell'area attraverso lo strumento della concessione in regime di diritto di superficie.

Il progetto che si propone, redatto a livello preliminare, consolida la funzione cinematografica già attribuita con la realizzazione di un'arena all'aperto e prevede l'attivazione di due salette cinematografiche polifunzionali coperte con relativi servizi, nonché la conservazione ed attivazione come spazio espositivo del vecchio forno per la cottura dei laterizi.

L'immobile oggetto dell'intervento

Ciò che resta oggi dell'immobile è poco più di un reperto archeologico industriale, che può ancora, se viene attivato un programma di conservazione e riutilizzo, ricordare un'attività particolarmente importante, diffusa e progredita nel secolo scorso in tutta la provincia di Cremona.

Il forno della lunghezza di circa 60 metri è inserito in una fabbrica originariamente articolata su tre livelli; la copertura, ora visibile in una piccola porzione dell'immobile, era composta di dieci campate con falde disposte a capanna nel senso trasversale.

La gran ciminiera alta circa 50 metri, integralmente conservata, era inglobata nell'ultima campata verso ponente; recentemente è stato completato un intervento di consolidamento statico finalizzato alla conservazione ed alla messa in sicurezza del manufatto.

I lati lunghi sono caratterizzati da corpi edilizi bassi, a due piani, con porticato al piano terra.

Tutte le strutture verticali, muri pilastri ed archi, sono costituite da muratura di mattoni pieni di laterizio e malta di calce idraulica, per il forno e l'anello interno della ciminiera furono impiegati mattoni refrattari; la struttura della copertura era in legno, mentre gli orizzontanenti sono in genere costituiti da laterocemento e travi reticolari in laterizio forato armato.

Descrizione del Progetto

Le città d'oggi sono perforate da una serie d'anomalie storiche, da vuoti apparenti creati da quartieri dismessi o da ex zone industriali (talvolta più estesi degli stessi centri urbani) che non vanno trattati come una sorta d'endemica carie; questi vuoti dovrebbe crescere con noi, riacquisire significato con un rapporto accorto e rilassato ma anche fantasioso e divertente.

Ciò può avvenire con progetti di riuso e conservazione in grado di ricollocare questi frammenti del passato urbano tra gli spazi vitali per la città, trasformandoli il meno possibile.

La proposta progettuale si pone l'obiettivo di conservare i resti dell'edificio-macchina e degli spazi di contesto, attribuendo una serie di nuove destinazioni funzionali.

La configurazione architettonica del progetto nasce dalla necessità primaria di proteggere dagli agenti atmosferici ciò che resta della fabbrica: parte dei pilastri in muratura ed alcune campate dei piani primo e secondo, il forno al piano terra conservato pressoché integralmente e parte dei portici sul perimetro del forno.

La soluzione individuata è stata esaminata in via preliminare, con esito positivo, sia dalla Soprintendenza per i Beni architettonici ed Ambientali che dalla C.E.; le indicazioni espresse dai due organismi a titolo collaborativo sono state la base per il perfezionamento di questo progetto d'inquadramento ed indirizzo che dovrà poi essere oggetto del parere definitivo.

Una copertura grande, leggera e trasparente protegge l'intero forno: è costituita da travi reticolari in acciaio zincato, da un ordito secondario sempre in acciaio e da un manto trasparente in vetro o policarbonato monolitico; una struttura leggera e riconoscibile pensata prioritariamente per salvaguardare i resti d'archeologia industriale.

Sotto questo grande porticato è possibile allestire gli spazi cinematografici: due salette, rispettivamente da 237 e 188 posti, realizzate sul piano del vecchio forno con materiali leggeri e componenti interamente smontabili; le due sale si aggregano formando un nucleo servizi che contiene tra l'altro l'atrio d'accesso e la sala proiezioni. Tale aggiunta, non identificabile come sopralzo o ricostruzione, si configura come un'installazione totalmente reversibile.

I materiali scelti, sottili tamponamenti in tavolette legno ed orizzontamenti in metallo, confermano il carattere non permanente dell'aggiunta.

Sarà inoltre possibile realizzare nel settore occidentale del forno, un esercizio pubblico a servizio del comparto, preferibilmente una caffetteria o un piccolo bistrot, con accesso e servizi al piano terra e con possibilità di realizzare uno spazio tavolini estivo al primo piano, riparato dalla nuova copertura protettiva.

Elemento essenziale del progetto è l'attivazione, con opportune se pur minimali opere di conservazione ed adeguamento murario ed impiantistico, di un percorso espositivo nel vecchio forno.

Tale spazio, fruibile per piccole esposizioni artistiche e fotografiche, potrebbe anche semplicemente a ricordare e testimoniare storicamente l'importante attività produttiva che si svolgeva nel comparto.

Principali opere previste

Lo sviluppo del progetto definitivo e la realizzazione delle opere, secondo gli indirizzi espressi dall'Amministrazione, saranno a carico del soggetto concessionario individuato.

Le opere riguarderanno:

1. copertura protettiva: da realizzare con struttura portante in acciaio costituita da travi reticolari ed orditura secondaria, pilastri, controventature ed elementi di ripartizione dei carichi; manto di copertura trasparente in vetro o policarbonato;

2. sale per spettacoli: assemblate più che costruite, saranno composte da un sistema di tamponamenti esterni con struttura in acciaio e rivestimento in legno opportunamente coibentati e da orizzontamenti leggeri in acciaio con copertura piana; il nucleo centrale destinato alle funzioni di supporto (accesso, servizi igienici, vano proiettori, locale macchine per climatizzazione ecc) avrà una diversa caratterizzazione architettonica (altezza e materiali esterni) tale da identificarsi come elemento di congiunzione tra i due volumi delle sale; è compresa la realizzazione di tutti gli impianti tecnologici del nucleo distributivo verticale e delle necessarie scale di sicurezza;

3. servizi al piano terra: recuperando parte dei porticati del piano terra si configureranno alcuni ambienti di servizio necessari (ingresso generale, biglietteria, saletta per riunioni e piccole conferenze) le opere comprenderanno anche il consolidamento statico degli orizzontamenti e la realizzazione della relativa copertura piana;

4. recupero del forno: per la realizzazione del percorso espositivo verranno effettuati limitati interventi di conservazione ed adeguamento volti a consentire l'agibilità dell'ex forno. Tali opere, di carattere prettamente conservativo, non incideranno sulle caratteristiche costruttive dello spazio e saranno caratterizzate da semplicità, reversibilità e riconoscibilità;

5. caffetteria: le opere consisteranno nel recupero della residua campata tre livelli dell'angolo a nord/ovest con l'istallazione di una scala e di un elevatore per disabili, nel recupero ed allestimento degli spazi coperti al piano terra ad uso dell'esercizio pubblico, nell'attivazione al piano primo di una terrazza all'aperto protetta dalla nuova copertura.

Le opere potranno essere attuate in lotti e tempi diversi, fatta salva la priorità dell'esecuzione delle sale polivalenti e delle opere essenziali per l'accessibilità e la fruibilità del forno.

Inquadramento urbanistico del progetto

Le nuove attività trovano inserimento in un comparto, il parco Tognazzi, già attrezzato e fruito dalla cittadinanza; si confermano con il progetto i percorsi pedonali, gli spazi di contesto ed i parcheggi già presenti.

Circa l'accessibilità pedonale, le nuove funzioni verranno raggiunte da tre direzioni: da via Vecchia, da via della Ceramica e da viale Po lungo la sponda del Morbasco.

Tenuto conto che le attività previste si svolgeranno quasi esclusivamente in orari serali o in giorni festivi, la disponibilità di parcheggi esistenti lungo via Vecchia sarà adeguata anche alle nuove necessità.

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