Cinquant'anni di successi da celebrare attraverso una mostra di grande significato. Qui è racchiuso l'alto valore de Mina vista dai fans, la mostra curata da Bruno Sabbioni - allestita presso gli spazi della Fondazione Città di Cremona fino al 12 settembre prossimo - che vuole affiancare idealmente la serata di musica, 50volteMina, in programma sabato 6 settembre in occasione del Festival di Mezza Estate (protagonisti Elena Ravelli e la band musicale contaMinati).
Un omaggio doveroso che la città di Cremona sceglie di riservare a uno dei suoi personaggi maggiormente rappresentativi, capace di farsi conoscere e apprezzare in Italia così come fuori confine. Calore ed emozione non sono mancati, lo scorso 1° settembre, durante la cerimonia inaugurale dell'esposizione, cui ha preso parte anche il maestro Renzo Donzelli, al fianco della leggendaria "Tigre di Cremona" durante gli esordi.
«Parlare di Mina - ha commentato Sabbioni, incalzato dalle domande della giornalista cremonese Gigliola Reboani - è sempre piacevole ed emozionante, tanto più in un momento pregno d'importanza qual è il cinquantennale della sua fulgida carriera. Per quanto appassionato di musica e di cantanti femminili (fra cui Anna Identici, troppo di frequente trascurata dai mass media), ho scelto di dedicare la mia produzione artistica solo a Mina in quanto donna dotata di qualità capaci di trascendere l'aspetto professionale. Paradigma di coerenza e coraggio, non si tirò mai indietro nemmeno dinanzi a scelte sofferte e, talvolta, impopolari, a testimonianza di una personalità molto forte. E' giusto, dunque, che la sua città si ricordi di lei, dedicandole un'esposizione in cui l'artista è declinata in varie forme, che la vedono protagonista di composizioni in cui il gusto pittorico e quello fotografico si "mescolano"».
Non poteva mancare, ovviamente, il tributo personale di Elena Ravelli - che di Mina propone, da anni, buona parte del repertorio musicale - nei confronti della sua artista di riferimento: apprezzabile il duetto improvvisato con Renzo Donzelli sulle note de Il cielo in una stanza e Nessuno.
Così come non poteva mancare, benché la stagione non sia ancora terminata, un bilancio in merito al Festival di Mezza Estate, la rassegna organizzata presso l'Arena Giardino che tanto successo ha riscosso. A prodursi nella disamina è stato Beppe Arena, co-direttore artistico della kermesse al fianco di Elio Conzadori. «Con un'affluenza complessiva di oltre dodicimila spettatori - ha egli detto al tavolo dei relatori, affiancato dal sindaco di Cremona Gian Carlo Corada, dal presidente della Fondazione Città di Cremona Umberto Lonardi e dal capo area della Banca Cariparma Marco Dell'Otti - il Festival di Mezza Estate ha dimostrato di avere perseguito il proprio obiettivo: intercettare i gusti e le esigenze della platea più composita, facendosi "veicolo" di turismo per i tanti spettatori provenienti da fuori porta. I grandi artisti che hanno fatto tappa a Cremona - ha proseguito Arena - sono stati accolti con viva soddisfazione da un elevato numero di appassionati, i quali hanno, peraltro, dimostrato di apprezzare un cartellone tanto composito da racchiudere dentro di sé spettacoli di prosa e di danza oltre che importanti appuntamenti musicali. Ora, per tutto lo staff che si occupa della realizzazione del Festival di Mezza Estate si prospetta un futuro impegnativo, certamente ricco di stimoli: allestire, per l'anno che verrà, una rassegna ancor più sontuosa sotto il profilo qualitativo, così da permettere a Cremona d'entrare in quell'immaginario "circuito" di rilevanti rassegne estive (penso a Borgio Verezzi e al Plautus Festival) ambite dalle compagnie teatrali di maggior fama»
.Vorrei tanto riuscire ad esprimere le ragioni di questo mio lavoro dedicato a Mina, ma sono molto a disagio perché non vorrei ripetere le tante ovvietà scritte in questi cinquant'anni dalle persone preposte che, con tanto manierismo inutile, non sono mai riuscite a cogliere l'essenza profonda di questa grande artista che per me è stata, ed ancora rimane, la voce più bella che abbiamo.
Mina è la più grande per una serie di ragioni che non vengono mai messe a fuoco e sviscerate. A mio parere, la sua grandezza sta nella mancata consapevolezza delle sue qualità. Ho sposato Mina artisticamente nel 1962. Certo, conoscevo il suo lavoro precedente; personalmente, però, la ritenevo troppo nazionalpopolare e questo certamente non per colpa sua, ma per come veniva presentata dai Media dell'epoca.
Sono nato nel 1948 a Grizzana Morandi, un piccolo paesino fra i monti bolognesi, perciò quando Mina iniziò la sua carriera avevo solo dieci anni e, certamente, non ero in possesso di un bagaglio culturale tale da giustificare il mio giudizio di allora. Ciò nonostante andavo contro corrente: la mia grande passione era Maria Monti.
Nel 1962 Mina attraversò un periodo della sua vita personale molto problematico e fu soggetta al giudizio e pregiudizio del pubblico e dei Media. Fu in quel momento che mi resi conto che non era solo una cantante con una bella voce ma era una grande donna. Da allora in poi non ho mai smesso di avere per lei una forma di ammirazione che, come ripeto, va oltre l'ammirazione per la sua voce e la sua musica. Ho iniziato, quindi, a seguirla non solo comperando i suoi dischi, ma acquistando con la mia piccola paghetta ogni giornale che parlava di lei; attaccavo in piccoli quaderni le sue classifiche musicali, ritagliavo le sue immagini riempiendo cassetti interi. Con i primi videoregistratori registravo tutti i programmi televisivi in cui appariva, ogni film che trasmettevano.
Nel tempo e con la mia crescita artistica ho utilizzato ed utilizzo ancora questi strumenti: dai cassetti, che ora sono diventati dei raccoglitori, ritaglio il suo viso, lo incornicio con collane, con fiori, con qualsiasi cosa che possa arricchire la femminilità che già traspare dal suo volto e lo incollo su immagini già esistenti: una pubblicità, un quadro, in modo che il tutto si fonda in un insieme armonioso, così che Mina possa diventare una modella, una dama dell'800, una Madonna, una scultura antica .... Non sono io così abile nel fondere queste immagini, se di abilità si tratta è quella di trovare l'immagine giusta nel contesto in cui la voglio inserire, ma il suo volto è talmente espressivo e vitale che riesce a fondersi in ogni situazione in cui la voglio collocare facendola sua.
Ho ripreso in mano i vecchi nastri, sto creando delle piccole clip di ogni sua apparizione e le metto su dvd perché niente vada perduto. Nell'elaborare queste immagini del passato, mi sono reso sempre più conto che Mina è un'artista completa: la sua naturalezza, il non essere stata mai banale, la sua ironia hanno fatto di lei un'ottima attrice nei film che ha interpretato, una simpatica presentatrice in tante trasmissioni televisive dove si è cimentata anche come ballerina, in un periodo in cui le trasmissioni non erano dotate di tanti effetti speciali ma si basavano sulla capacità di intrattenimento delle persone. Amo di lei in primo luogo la persona: lo spessore umano e il coraggio delle scelte. Infatti è un'artista che ha avuto il coraggio di sparire dalle luci della ribalta, celandosi ai Media, nonostante la celebrità, per riappropriarsi della propria vita, rivitalizzando la propria vena artistica. Non dimentichiamo che, ogni anno circa, produce album di grande valore musicale raggiungendo vette di vendita molto alte, nonostante il suo pubblico non la veda mai, né in televisione, né in concerto...
Sono attratto da tutto ciò che mi sorprende e Mina riesce in questo, proprio per la sua genialità artistica e per la forza di andare controtendenza. Grazie, Mina per tutti gli anni di emozioni profonde che mi hai dato e ti ringrazio anticipatamente per tutte quelle che so ancora mi darai.