Probabilmente nessun autore, al pari di William Shakespeare, riesce oggi a essere ancora tanto attuale e tanto frequentato. La drammaticità che ne "intride" il testo, la "forza" che attraversa la sua scrittura sono elementi determinanti a rendere la sua produzione perfettamente calabile nella moderna società, tanto da incoraggiare, oggi come nel passato più recente, la messa in scena di alcune delle sue opere più acclamate.
Non stupisce, dunque, che "Amleto" - portato in scena lo scorso lunedì 7 luglio, in occasione della serata di apertura del cartellone di prosa del "Festival di Mezza Estate" - abbia incontrato i favori della platea - milletrecento i presenti all'appuntamento allestito negli spazi dell'Arena Giardino di Cremona -, per quanto, assecondando una precisa scelta registica di Armando Pugliese, il testo sia stato rivisitato, attualizzato e riproposto - a partire dalle musiche - secondo una "chiave di lettura" di "taglio" contemporaneo.
Il cast diretto da Pugliese - un cast di autentiche stelle dell'ambito televisivo, teatrale e cinematografico italiano composto da Alessandro Preziosi, Franco Branciaroli, Carla Cassola, Silvio Orlando e Silvia Siravo - ha dimostrato di essere padrone assoluto del palcoscenico, brillando per la coralità e la disinvoltura con cui ha rappresentato il testo shakespeariano.
Reduce da innumerevoli successi televisivi - varie, infatti, le fiction che l'hanno visto protagonista nei tempi più recenti -, Alessandro Preziosi ha palesato uno stile recitativo assai apprezzabile, esaltato da un'indubbia abilità nell'essere credibile, mai enfatico né tanto meno sopra le righe: la sua gestualità, unita a una modulazione vocale atta a rilevare i momenti dello spettacolo pregni di maggiore pathos, ha appuntato su di sé l'attenzione del pubblico, nient'affatto restio nel tributargli lunghi applausi al termine della performance cremonese.
Della pièce - il cui debutto è avvenuto in occasione dell'edizione annuale del Festival Shakespeariano di Verona i primi giorni di luglio - è piaciuta la capacità d'interazione di tutta la compagnia teatrale, in cui si sono evidenziate, una volta ancora, le doti di uno straordinario, elegante Franco Branciaroli (con buona probabilità uno dei primi attori di teatro, a tutt'oggi, ancora sulla piazza) e di un Silvio Orlando molto ispirato e persuasivo nel suo ruolo. E', oltretutto, doveroso cantare le lodi di Silvia Siravo, figlia d'arte (suo padre è il celebre Edoardo, abile ad alternarsi fra televisione e teatro con pari successo), a Cremona per il secondo anno consecutivo (nel 2007 fu la protagonista del testo sofocleo, "Antigone"). Della giovane attrice colpisce più d'ogni altro elemento la maniera di approcciare al personaggio seguendo uno stile personale, che ora indulge a una certa "morbidezza" come, altrettanto, a una certa, giustificata "aggressività", soprattutto nelle scene maggiormente cariche di enfasi e di tensione.
Dello spettacolo, oltre a quanto scritto, ha convinto appieno la scelta musicale, che ha preferito una colonna sonora assai funzionale qual è quella dei Massive Attack: una decisione felice, utile a "punteggiare", con precisione e con puntualità assolute, le fasi salienti dello spettacolo, quasi a rilevare l'impegno del cast e l'attenta regia di Pugliese.
Gli applausi che hanno chiuso la prova della compagnia capeggiata da Alessandro Preziosi simboleggiano, dunque, l'essenza stessa dell'edizione 2008 del "Festival di Mezza Estate", che riconosce nella qualità la realtà determinante su cui poggia le proprie fondamenta un cartellone assai composito - studiato ad hoc da Beppe Arena ed Elio Conzadori, direttori artistici dell'evento cremonese - in cui tutti gli spettacoli ben si adattano alla vis recitativa di alcuni fra i più conosciuti esponenti del mondo italiano e internazionale del teatro, della danza e della musica.