Cremona - piazza del Comune
Lunedì 2 giugno 2008
Autorità, militari, cittadine e cittadini,
62 anni fa nasceva la Repubblica italiana.
Mentre il 25 aprile del 1945 - dopo anni di guerra, di sacrifici e di lotte - l'Italia riconquistava la libertà, un anno dopo, il 2 giugno del 1946, gli italiani venivano chiamati a decidere, in un libero referendum, la forma istituzionale dello Stato. A scegliere tra Monarchia e Repubblica.
Ed il popolo, pur inesperto per aver subìto oltre vent'anni di dittatura antidemocratica, non fece mancare la propria grande partecipazione, seppe confrontarsi con generosità e maturità, ed alla fine scelse la forma repubblicana, aprendo così alle tante speranze la propria immensa voglia di fare, di rimboccarsi le maniche, di ricostruire.
Fu un periodo indimenticabile, un passaggio fondamentale della nostra storia, che portò il nostro Paese dalla Liberazione alla nascita della Repubblica e dell'Assemblea Costituente, fino alla promulgazione della Carta Costituzionale, esattamente 60 anni fa.
Oggi l'Italia ha un formidabile bisogno di ritrovare quei valori, di recuperare quei sentimenti.
Stiamo infatti attraversando momenti non facili. Sul piano interno ed internazionale non mancano tensioni e difficoltà.
Per affrontarle e superarle abbiamo bisogno di riscoprire un rinnovato senso civico che ci consenta una comunità di pensieri e di obiettivi, dobbiamo ricostruire un sentimento di amor patrio che ci faccia riconoscere ed impegnare in uno sforzo comune per rilanciare il Paese.
E' dunque nelle radici della nostra storia che possiamo ritrovare la linfa vitale necessaria per evitare il declino.
Vogliamo guardare con speranza all'avvenire dell'Italia, protagonista di una politica di pace e di giustizia in un'Europa libera, democratica e portatrice di valori universali.
Il dialogo, il confronto, il senso più alto della funzione della politica devono aiutarci in questo impegno. Perché é proprio dal dialogo e dalla politica alta che ha preso vita il lungo ed inedito periodo che ci separa dalla fine della seconda guerra mondiale.
Un'Europa in pace per 63 anni ! Se ci pensiamo bene, mai gli europei - nella loro lunga storia - hanno avuto la ventura di vivere 63 anni senza farsi guerra. Dobbiamo dunque vivere questo tempo con forte consapevolezza e rinnovata fiducia.
E' infatti qui, nel cuore dell'Europa, che ha preso forma il mostro orribile dell'Olocausto, della distruzione di massa. Il folle disegno della superiorità della razza. Il crimine che porta ad annientare il diverso, tutti i diversi.
Mai più! Questa é la prima pietra sulla quale é possibile costruire il nostro futuro. Mai più!
L'Italia, l'Europa, crescono insieme quando si ispirano a valori ed istituzioni democratiche.
E' con la democrazia che l'inevitabile conflitto sociale, politico, culturale assume la dignità di risorsa fondamentale, di molla irrinunciabile dello sviluppo e del progresso.
Non dimentichiamolo. E non scordiamoci di insegnarlo ai nostri figli, ai nostri nipoti.
Il nemico non é il confronto delle idee, dei progetti e dei programmi.
Il nemico é la prevaricazione, la violenta negazione dell'altro. Il nemico é l'illegalità che induce insicurezza e paura.
Ecco perché, oggi ancora più di ieri, il senso dello Stato, della cosa pubblica deve diventare patrimonio di tutti. Perché ciascuno di noi è chiamato a testimoniare il senso del vivere civile e della legalità, nel proprio quotidiano, nel lavoro, nella famiglia, nella vita privata ed in quella associata.
Siamo proprio noi, ciascuno di noi cittadini, ad essere il motore primo delle istituzioni repubblicane.
E sono le istituzioni che devono rendere al cittadino servizi certi, validi, all'altezza dei tempi.
Nel celebrare l'odierna importante ricorrenza, facciamo in modo che la giornata del 2 giugno divenga un'occasione per rinsaldare il patto tra cittadini ed istituzioni, infondendo nuova linfa nella vita della nostra Repubblica.
Concludendo questo mio breve saluto voglio rivolgere, a nome della città, un caloroso benvenuto ai giovani militari ed, in generale, al personale delle forze dell'ordine in servizio a Cremona, confermando appieno il senso di ospitalità e di accoglienza che anima i cremonesi e le loro famiglie.
Grazie ancora a tutti.
Viva la Repubblica, Viva la Costituzione, Viva l'Italia!