Comune di Cremona



La rete di servizi per anziani nella provincia di Cremona: realtà e prospettive

Venerdì 30 novembre 2007
Sala Puerari, Museo Civico "Ala Ponzone"



Signor Assessore regionale, signori consiglieri regionali, illustri relatori, gentili ospiti, signore e signori,
nella mia veste di Presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci ringrazio tutti coloro che non hanno voluto mancare a questo significativo momento di confronto e di analisi dedicato alla programmazione della rete dei servizi per gli anziani nella provincia di Cremona.

La realizzazione dei Piani di Zona con l'applicazione della Legge 328/200 ha permesso, in questi ultimi anni, di avviare nel territorio del Distretto di Cremona una prima lettura del bisogno ed ha evidenziato la necessità di sviluppare azioni trasversali e di rete che possano rispondere all'elevata incidenza della popolazione anziana.

Questo fenomeno, sempre più strutturato ed in crescita, evidenzia infatti la duplice necessità di ridefinire e potenziare l'attuale sistema di risposta dei servizi pubblici e privati, che si posiziona in prevalenza sul tema della non autosufficienza socio sanitaria di tipo residenziale.

Emerge oggi sempre di più la necessità di rispondere alla duplice esigenza della popolazione anziana:
1.sostenere e supportare il mantenimento delle capacità psicofisiche e relazionali, alla luce del bisogno di socializzazione e di costruzione delle reti amicali e del desiderio dell'anziano di sentirsi utile e protagonista attivo nella società;
2.offrire una pluralità di risposte che rispondano all'esigenza di assistenza che potremmo definire "leggera", di sostegno e programmazione di azioni di prossimità, quale tutela e garanzia anche per le famiglie.

E' emersa infatti in maniera diffusa l'esigenza di rispondere con interventi di domiciliarietà leggera, che possano aumentare la capacità di risposta ai bisogni della persona anziana nei momenti di solitudine, scarsa autosufficienza attraverso l'integrazione delle risorse e delle azioni messe in campo dai servizi con l'impegno del terzo settore presente nel nostro territorio.

Le sempre più complesse richieste di intervento e di aiuto che arrivano ai servizi sociali, l'effettiva maggiore presenza dei servizi professionali nei confronti delle fasce più esposte della popolazione anziana, l'importanza di potenziare azioni di prevenzione capaci di prolungare le condizioni di autonomia della persona attraverso l'apporto anche di piccoli aiuti, le risorse sempre più limitate dei servizi ed il patrimonio di alcune realtà del terzo settore, che sviluppano progetti di cittadinanza attiva, hanno favorito la definizione di uno specifico progetto nella nostra città la cui realizzazione è potuta avvenire attraverso la sperimentazione di modelli di "presa in carico" integrata del cittadino, maggiore raccordo tra volontariato e servizi professionali, sia sociali che socio-sanitari.

Ha preso così il via il Pronto Servizio Anziani, che rappresenta l'inizio di un investimento strategico da parte delle istituzioni e del privato sociale nei confronti delle persone anziane e dei loro famigliari. L'obiettivo è di aumentare la capacità di risposta ai cittadini non solo del Comune di Cremona ma di tutti i 47 Comuni dell'Ambito distrettuale di Cremona attraverso la sinergia pubblico-privato e la collaborazione tra i Servizi Sociali istituzionali e l'azione del volontariato e del privato sociale, con attenzione particolare alla popolazione anziana (over 70) particolarmente presente nel territorio cremonese.
Questa progettualità vede l'interesse anche dei vicini Distretti di Crema e Casalmaggiore.
Certo, si tratta di un primo passo; molto cammino rimane ancora da fare ma, a mio parere, è questa una delle strade che va percorsa se si vogliono condividere al meglio le esperienze presenti sul territorio e se si vogliono utilizzare in modo produttivo ed utile le risorse disponibili.
E' necessario creare in circolo virtuoso in cui l'anziano sia oggetto di un'attenzione generale, con il concorso del progresso scientifico e dell'organizzazione sociale, in sostanza con il coinvolgimento e la responsabilizzazione di tutti.
Come non essere d'accordo con questo approccio, quando si è convinti che gli anziani hanno molto da dire ed ancora più da insegnare?
Per questo motivo ritengo essenziale che intorno a loro si crei un nuovo clima culturale che stimoli la trasmissione dei valori e delle esperienze alle generazioni più giovani.
Il passato culturale e storico rappresenta il nostro patrimonio più importante e sarà possibile preservarlo solo se si aumenteranno le possibilità di trasferirlo alle generazioni future.
In questo senso gli anziani rappresentano un'importante risorsa i cui benefici, benché non possano essere direttamente monetizzati, sono immediatamente comprensibili da parte di tutti.
Infatti gli anziani, anche se si trovano ormai fuori dal ciclo produttivo propriamente detto, possono svolgere un ruolo di importanza fondamentale.
Essi sono una miniera di esperienze sociali ed umane ed andrebbero valorizzati per queste loro caratteristiche peculiari.
Potere scoprire di essere ancora utili agli altri anche quando non si fa più parte del mondo del lavoro rimette in moto forze, non più fisiche, ma certamente intellettuali, che tendono a sopirsi e mortificarsi se la percezione che l'anziano ha di sé è quella di essere inutile o di intralcio al pieno dispiegarsi delle forze economiche.
Occorre dunque sforzarsi in questa direzione, impegnandosi per un nuovo progetto anziani di dimensione sempre più ampia che tenga insieme i diversi aspetti della questione, veda il concorso di tutti gli attori istituzionali e sociali interessati e possa esprimere risposte adeguate e di qualità come quelle che già si stanno avviando sul nostro territorio.
Conclusa questa breve riflessione, la sottopongo quale spunto di discussione per l'ampio ed articolato dibattito che, ne sono certo, si svilupperà oggi.
Grazie dell'attenzione e buon lavoro



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Data ultima modifica: 03-12-2007
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