Il 29 aprile 1999, a Ferrara, si sono riunite le amministrazioni pubbliche che partecipano al processo di Agenda 21 Locale per dare il via al coordinamento nazionale.
A Roma, il 5 luglio 2005, sono iniziati i lavori del Coordinamento delle Regioni aderenti all'Associazione Nazionale Coordinamento Agende 21 Locali Italiane.
Le amministrazioni pubbliche riunite a Ferrara il 29 aprile 1999 danno vita al Coordinamento Agende 21 Locali italiane che assume i seguenti impegni:
promuovere i processi di Agenda 21 Locale in Italia;
monitorare, diffondere e valorizzare le esperienze positive in corso, al fine di identificare "modelli" di riferimento migliori;
favorire e potenziare la diffusione e lo scambio di informazioni;
attivare momenti di formazione per gli apparati tecnici delle amministrazioni interessate;
facilitare e promuovere occasioni per la costituzione di "partenariati" su progetti di Agenda 21 Locale e candidature a progetti europei;
sviluppare aree di ricerca, confronto e approfondimento tematico su temi di rilevante interesse nell’attivazione del processo Agenda 21 Locale;
sollecitare il coinvolgimento delle Amministrazioni Pubbliche all’interno dei network internazionali ed europei attivi nel processo di Agenda 21 (ICLEI, FMCU,
UTO,EUROCITIES, WHO, Campagna Europea Città Sostenibili);
concorrere alla costruzione di un "contributo" italiano al movimento internazionale di Agenda 21, in particolare in previsione dell’importante appuntamento della
Conferenza Pan Europea di Hannover del febbraio 2000, per il quale i vari network citati sollecitano una presenza italiana quanto più integrata e coordinata possibile
nell’ambito di una più marcata caratterizzazione delle Agenda 21 Locali mediterranee;
operare una ricognizione periodica ed una conseguente diffusione di informazioni riguardo attività e studi condotti e/o in corso di elaborazione sui temi relativi
all’Agenda 21 ad opera di organismi quali Unione Europea, Ministero dell’Ambiente, ANPA, ENEA, Regioni, ecc.;
Comunicato stampa sulla giornata di lavoro promossa dalle Regioni aderenti al Coordinamento Nazionali Agende 21 Locali:
Il ruolo delle regioni per la realizzazione di modelli di governance per lo sviluppo sostenibile
Uno sviluppo ecologicamente sostenibile è realmente possibile o piuttosto si tratta di una utopia, o peggio, di una contraddizione in termini?
È la domanda chiave che si sono posti i responsabili tecnici delle Regioni italiane in una serrata giornata di lavoro tenutasi a Roma lo scorso 5 luglio presso la sede della
Regione Toscana e convocata dalla Regione Umbria, Assessorato all’Ambiente ed allo Sviluppo Sostenibile, in qualità di rappresentante delle Regioni italiane aderenti
all’Associazione Nazionale Agende 21 Locali, Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Toscana, Umbria, in seno al Comitato direttivo del Coordinamento.
Una risposta altamente positiva, alla non facile sfida, è venuta appunto dal seminario, rivolto ai referenti tecnici delle Regioni, per lo Sviluppo Sostenibile, l’INFEA
(Informazione, Formazione, Educazione ambientale), e le Autorità Ambientali, che si proponeva di formulare un consuntivo delle attività e di fare il punto di una legislatura
regionale che ha visto, generalmente, una propositività dei Governi regionali nell’implementare modelli e strumenti di sostenibilità nei propri territori e
nell’avviare iniziative di cooperazione di carattere nazionale europeo e internazionale.
In questi anni si è infatti rinnovato e perfezionato l’impegno delle Regioni per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile del territorio. Questo in perfetta sintonia
con una costante e forte attenzione delle Istituzioni Comunitarie ai problemi dell’ambiente, per affermare ancor di più la necessità di una sua considerazione trasversale in
seno a tutte le politiche.
Le Regioni del Coordinamento nazionale A21 hanno inteso quindi offrire ai colleghi dei Tavoli tecnici Sviluppo Sostenibile e INFEA, oltre che alle Autorità ambientali, ad
inizio legislatura, un primo luogo ed opportunità di dibattito, che ha visto la qualificata partecipazione di rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della DG Ambiente
della Commissione Europea, oltre che di esponenti del mondo economico, scientifico e culturale.
Il focus della giornata è stato una tavola rotonda durante la quale si è constatato l’attuale stato di stagnazione delle politiche di sostenibilità e tutela
dell’ambiente in Italia, seguita ad una fase di convinta e fervente azione congiunta tra Stato e Regioni nell’ambito della Conferenza tra i due livelli di governo,
nella precedente legislatura nazionale. Durante il dibattito è emerso che anche le incertezze sul Bilancio della UE a partire dal 2007, non contribuiscono a delineare una
prospettiva a breve termine rassicurante.
L’Assessore dell’Umbria Lamberto Bottini, nel tirare le fila della giornata, ha sottolineato con forza che anche in sede di Governo nazionale e di Ministero
competente, il grado d’attenzione debba essere rafforzata per adeguarlo al livello delle sfide che ci attendono del calibro del cambiamento climatico globale, in un modello
di governace che pervada tutti i livelli di governo a partire dal CIPE, innanzi tutto aggiornando ed attuando la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile varata dal
passato governo, mediante la concreta pratica del principio di sussidiarietà che valorizzi la partecipazione e la responsabilità dei governi locali e regionali.
Bottini ha poi ricordato che strumento di questa nuova politica di rilancio della governance sono i Tavoli tecnici permanenti e la Conferenza Stato-Regioni, che vanno
quindi riattivati al più presto e nei quali condividere possibili vision di sviluppo futuro delle politiche regionali con l’occasione del nuovo inizio di legislatura,
e nella più ampia ed alta prospettiva di contribuire ad un nuovo modo di costruzione dell’edificio europeo, non dal tetto, ma dalle fondamenta dei governi e delle autonomie locali d’Europa.
(238) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 02-01-2006
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