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Via Francesco Pecorari, 3
tel. e fax 0372 23953 cell.335227244 Sito del locale La sua origine è antichissima: numerosi documenti ne attestano la presenza già nel 1600, ma, con ogni probabilità, è sorta molto prima. Sembra, infatti, che fin dal 1515 Domenico Bordigallo chiamò "Via Bisonus", proprio dal nome della trattoria, la strada ove era ubicata, nome trasformato poi in Via "Bisonis", dal pittore Antonio Campi, nel 1583 e quindi, in "Vicolo Bissone", che rimase, fino al 1930, quando il fascismo attribuì l'attuale denominazione di "Via Pecorari". Il suo nome pare derivi dai nobili cremonesi Bissone. In origine era un'antica torre, trasformata poi in scuderia per i cavalli, indi in locanda, e, con il tempo, in ristorante. La sua fama si è estesa e consolidata oltre i confini comunali: infatti, è stata frequentata da insigni musicisti (come Giuseppe Verdi, che vi sostava abitualmente ogni volta che veniva a Cremona per il mercato, o il tenore Mario del Monaco) e numerosi personaggi del mondo dello spettacolo. Il camino è originale e risale alla fine del '600; i decori in legno alle pareti e il bancone sono del periodo '800/'900. Trattandosi di un esercizio plurisecolare, gli arredi sono, ovviamente, di epoche diverse, e risalgono prevalentemente al 1700, 1800 e 1900. I tavoli in legno, da osteria tradizionale, sono del diciannovesimo secolo; I pavimenti sono ancora quelli originali, mentre le cantine risalgono addirittura al 1200. Nel primo dopoguerra, si è provveduto alla sostituzione del bancone, per adeguamento alle norme igienico-sanitarie: il fronte del nuovo bancone è pero originale del '500, è arricchito con fregi ed è stato restaurato in modo da armonizzarlo perfettamente con il contesto d'epoca. Fra gli elementi pregevoli dal punto di vista storico, si citano: l'antica insegna con lanterna in ferro battuto, le colonne, le pareti rivestite in legno intarsiato, i tavoli in legno e i pavimenti originali, il camino, il vecchio pianoforte. All'interno, si respira l'atmosfera suggestiva, familiare e allegra, da "bistrot parigino", che è tipica delle vecchie osterie: spesso, gli avventori (tra cui, come detto, vi sono anche artisti noti) si siedono al pianoforte, per improvvisare un concertino, a cui partecipa tutta la compagnia. Il locale offre i piatti della tipica gastronomia cremonese, cucinati con maestria, e accompagnati da vino genuino, per cui è molto apprezzato dagli intenditori della buona tavola e dai turisti, che giungono appositamente a Cremona, per visitarlo. Come vuole la migliore tradizione, le pietanze, pur se elaborate, sono servite alla "buona", in modo "rustico", e in un clima di amabile cordialità, che nasconde, però, un elevato livello di professionalità e di qualità, che fanno dell'esercizio uno dei più rinomati locali di Cremona. |