Festa della Repubblica, intervento di saluto del Sindaco
Ricordiamo oggi un anniversario importante per la storia del nostro Paese: la nascita della Repubblica sancita da un voto popolare, il primo dopo la cupa parentesi della dittatura fascista e dopo la tragedia della seconda guerra mondiale.
Fu quello il primo passo verso un futuro carico di tante speranze, il primo passo verso la creazione di uno stato libero e moderno, che sarà poi, pur con tutti i suoi difetti, tra i fondatori dell'Unione Europea.
Questo anniversario ha un valore ancora maggiore oggi che viviamo in un'epoca difficile, tormentata, di crisi.
Abbiamo assistito, negli ultimi decenni, a eventi che hanno avuto del miracoloso, primo fra tutti la riconciliazione, nella seconda metà del secolo ventesimo, fra i popoli europei, grandi e piccoli. In un mondo ancora teatro di aspri conflitti nazionali, etnici o religiosi, l'Unione Europea si propone come un modello di civiltà, di valore universale.
Della costruzione di una nuova realtà europea siamo fieri, anche se sappiamo bene che l'opera non è compiuta e che non mancano le difficoltà. Vi sono ancora pieghe nascoste nell'anima europea, paure o rimpianti latenti in settori della società, timori di vedere cancellate antiche realtà nazionali, o regionali, nel grande spazio che è stato creato.
Ma i popoli d'Europa non hanno dimenticato l'amara lezione della storia del secolo che si è appena compiuto.
Dall'orgoglio e dalle ambizioni di potenza delle nazioni sono scaturite guerre feroci che hanno rischiato di distruggere l'Europa e che hanno coinvolto il mondo intero. Non dobbiamo mai dimenticarlo.
Con l'Unità Europea è stata impressa una svolta radicale alla storia d'Europa, nel nome della riconciliazione fra le nazioni e per l'affermazione vera dei valori fondamentali di libertà, di giustizia, di rispetto della dignità della persona umana.
Cultura della pace vuol dire cultura della democrazia. Il popolo italiano ha scelto la democrazia e la pace. L'una e l'altra hanno creato il fertile terreno su cui è cresciuto un nuovo benessere.
L'Italia, l'Europa, progrediscono insieme quando si ispirano a valori ed istituzioni di democratiche, di progresso e di pace.
Talvolta alcuni Paesi, non l'Italia soltanto, offrono un'immagine di improvvisi, inattesi sbandamenti d'opinione, o di contrasti politici e sociali anche aspri.
Vi sono sempre, nella natura delle democrazie, margini di imprevedibilità. E vi sono motivi di conflittualità in tutte le società. Il segreto della democrazia è di saper incanalare la conflittualità nell'ambito delle libere istituzioni, luogo d'incontro e di dialogo, facendo sì che essa non abbia risultati distruttivi ma sia anzi motivo di progresso.
Da coloro che si sono battuti per dare vita al nostro stato repubblicano abbiamo imparato questo: è essenziale che la dialettica politica rimanga viva e forte, che il confronto delle opinioni rimanga libero da intralci e da pregiudizi, attraverso la libera espressione della volontà popolare, nei modi previsti dalla legge, nel Parlamento e nel Paese.
Credo che tra tutti noi si debba sempre più radicare quello che mi piace definire patriottismo costituzionale, ovvero l'adesione alla nostra Costituzione, che ispira "amor di patria".
Il patriottismo costituzionale non si alimenta di particolari motivi di orgoglio per presunti caratteri di primato, di grandezza, o per altri ipotetici talenti del popolo italiano. Ma è il ritrovarsi in una storia comune, fatta anche di errori e di contrasti sociali e politici.
Questa storia, grazie alle battaglie condotte da alcuni uomini e da alcune donne, ha portato ad un nuovo patto tra cittadini. Questo patto ha assunto la forma della costituzione democratica, è diventato la base di una nuova convivenza democratica e ha creato un nuovo senso di appartenenza.
Repubblica vuol dire bene comune, essere capaci di porre l'interesse pubblico al di sopra degli interessi personali e di parte, voler vivere come cittadini consapevoli e non come semplici consumatori o spettatori, saper ricordare, essere consci dei nostri doveri e non solo dei nostri legittimi diritti.
Forse cominciamo a capire che i valori della Repubblica nata dalla Resistenza sono l'unica difesa sicura contro i demagoghi populisti e contro la decadenza di certa politica.
Sono valori conquistati dal nostro popolo e che il popolo italiano custodisce e garantisce con le sue istituzioni democratiche.
Viva la Repubblica, Viva l'Italia democratica, Viva la Costituzione!
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Data ultima modifica: 03-06-2005
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