Comunque la si pensi sul Sessantotto, "Formidabili quegli anni" è stato un ottimo titolo per un libro, ripreso e citato nel tempo anche in contesti avulsi dall'originale, come avviene per quelle frasi che non si dimenticano, in grado di racchiudere in poche parole un concetto altrimenti complesso da sviscerare.
L'autore, Mario Capanna, torna protagonista, nel quarantennale di quella stagione di rinnovamento della società italiana quale fu, appunto, il Sessantotto, con le stesse parole, ma in un contesto affatto diverso.
"Formidabili quegli anni" è, infatti, il titolo della serata di teatro-canzone che Giulio Casale, già interprete aderente fin quasi all'ossessione di Giorgio Gaber in "Polli d'allevamento", presenta - sabato 17 gennaio, ore 21 - al teatro "Vincenzo Bellini" di Casalbuttano nell'ambito della rassegna "Quando la Storia è di scena", affidata alla direzione artistica di Beppe Arena ed Elio Conzadori.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Filodrammatici - Tieffe Stabile d'Innovazione, con l'Associazione "Il Crogiuolo" di Cagliari e il sostegno della Provincia di Milano, è nato da un'idea di Paolo Dal Bon e si avvale della direzione artistica di Emilio Russo. Le pagine del libro, adattate dallo stesso Giulio Casale - un tempo voce e leader della rock band Estra - saranno intervallate da brani di Vian, Brel, De André, Tenco, Guccini, De Gregori, Gaber e dello stesso Casale, accompagnato dal musicista Carlo Cialdo Capelli.
Per molti sarà inevitabile l'effetto nostalgia, ma è facile prevedere che lo spettacolo punti anche ad un'attualizzazione del tema centrale, così come desidera lo stesso Mario Capanna. «Del ‘68 - dice Capanna - ho avuto modo di raccontare e scrivere in infinite occasioni. È stata un'esperienza fondamentale e niente affatto esaurita e ad ogni decennio non si contano le innumerevoli iniziative che ne ricordano i fatti, gli sconvolgimenti politici e culturali, le conseguenze storiche. Mai però, fino ad ora, mi era stata prospettata la possibilità di rappresentare teatralmente un mio libro dedicato a quello straordinario periodo.
In effetti la proposta potrebbe sembrare azzardata, ma quando gli amici del Teatro Filodrammatici di Milano me l'hanno prospettato mi è occorso poco tempo per capire che sicuramente si tratta di una idea coraggiosa, ma non per questo velleitaria. Anzi, ho sempre pensato e scritto in riferimento a quegli anni memorabili, con un trasporto e una passione che non potevano esprimersi se non attraverso un linguaggio dinamico e incalzante. Evidentemente questo linguaggio è stato considerato dagli esperti di teatro, quale io non sono, perfettamente adatto per una rappresentazione teatrale secondo i canoni del teatro d'evocazione.
Quando, poi, mi è stato riferito che il protagonista del progetto sarebbe stato Giulio Casale ho sciolto anche i dubbi residui. Conosco Giulio da tempo e ne apprezzo oltre misura le qualità artistiche e le affinità di pensiero che ci uniscono nonostante un evidente divario generazionale.
Insomma, sono onorato e felice di questa iniziativa di cui sottoscrivo in pieno i nobili intenti e, del pari, quella sana e necessaria dose di follia. Quarant'anni è il tempo storico giusto per fare una rivisitazione storica scevra da passioni e guai a noi a pensare di poter ripetere il ‘68. Oggi - conclude l'autore - occorre qualcosa di più e di meglio. Non disperiamo, succederà qualcosa come capita al nuotatore quando è sott'acqua da troppo tempo».
Formidabili quegli anni
Tratto dal testo omonimo di Mario Capanna
elaborazione drammaturgica di Giulio Casale
da un'idea di Paolo Dal Bon
direzione artistica Emilio Russo
musiche di scena eseguite dal vivo da Carlo Cialdo Capelli
canzoni di Jacques Brel, Giulio Casale, Fabrizio De André, Francesco De Gregori, Giorgio Gaber, Francesco Guccini, Luigi Tenco e Boris Vian.
Info biglietteria teatro "Vincenzo Bellini" - 0374.362180
(165) letture -
Data ultima modifica: 15-01-2009
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