Approvazione degli indirizzi per l'accettazione del progetto definitivo per i lavori di realizzazione di un corpo spogliatoi presso il campo di calcio di Villa Angiolina, donato dalla Società Sportiva "Dinamo Zaist".
L'Amministrazione Comunale intende realizzare un nuovo corpo spogliatoi a servizio del campo di calcio di Villa Angiolina. A tale proposito, la Società Sportiva "Dinamo Zaist", che attualmente ha in concessione il campo di calcio in questione, ha presentato il progetto definitivo per la costruzione del corpo spogliatoi, proponendone la donazione al Comune. La Giunta Comunale, per rendere maggiormente funzionale e corrispondente alle vigenti normative una struttura sportiva, ha deciso di formulare i seguenti indirizzi: accettare il progetto definitivo per i lavori di realizzazione di un corpo spogliatoi presso il campo di calcio di Villa Angiolina donato dalla Società Sportiva "Dinamo Zaist", dare quindi mandato agli uffici di avviare l'istruttoria per l'approvazione del progetto definitivo.
Approvazione del progetto definitivo per la realizzazione del nuovo spogliatoio annesso al campo di calcio Villa Angiolina.
L'Amministrazione intende realizzare un nuovo spogliatoio a servizio del campo di calcio denominato Villa Angiolina. Attualmente l'unico spogliatoio esistente è quello situato all'interno della struttura oratoriale della Parrocchia di San Francesco. La dislocazione della nuova palazzina spogliatoi garantirà una più razionale e pratica fruibilità della struttura, garantendo la non accessibilità al pubblico tramite zone recintate e protette. La Giunta ha così approvato il progetto definitivo per la realizzazione del nuovo spogliatoio per un importo complessivo di 480.000,00 euro.
Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo spogliatoio a servizio del campo di calcio denominato Villa Angiolina. Attualmente l'unico spogliatoio esistente è quello situato all'interno della struttura oratoriale della Parrocchia di San Francesco, distante un centinaio di metri, usato in promiscuità con la parrocchia stessa. Inevitabili i problemi per il loro utilizzo, date le molteplici attività sportive esercitate nell'oratorio. Inoltre gli spogliatoi non sono in linea con la vigente normativa della FIGC, soprattutto in materia di sicurezza sia per i giocatori che per l'arbitro. La dislocazione della nuova palazzina spogliatoi risponde alla normativa sopra ricordata, garantendo la non accessibilità al pubblico attraverso zone recintate e protette, e alle esigenze funzionali collegate ad un suo corretto utilizzo. Il progetto ha individuato nella zona sud della fascia di terreno compresa tra il campo di calcio e la recinzione di Villa Angiolina (attualmente utilizzata come parcheggio del campo di calcio) la migliore dislocazione in quanto garantisce l'immediata vicinanza con il campo di calcio, una facile accessibilità, la possibilità di delimitarne il perimetro attraverso una recinzione, senza andare ad interrompere il collegamento tra via Villa Angiolina e la zona sportiva dell'oratorio di San Francesco. Il primo stralcio esecutivo del progetto generale definitivo prevede oltre che la costruzione della nuova palazzina spogliatoi anche la realizzazione di una nuova recinzione del campo di calcio (che verrà allargato di circa due metri) realizzata con rete plastificata posta su un muretto in calcestruzzo. La nuova palazzina spogliatoi è prevista ad un unico piano e comprende: due spogliatoi per i giocatori con relativi accessori, due spogliatoi per gli arbitri (uomini e donne), infermeria, locale tecnico, deposito, bagno handicap e due bagni (uomini e donne) per esterni. Le diverse zone di accesso sono rivolte verso il campo di calcio e sono protette da una struttura sorretta da elementi in ferro. L'edificio, la cui struttura è prevista in cemento armato, avrà l'accesso sia pedonale che carraio (solo per i mezzi di emergenza) da via Villa Angiolina.
Autorizzazione al prestito di un'opera di proprietà del Comune di Cremona e custodita presso il Museo Civico Ala Ponzone per la mostra "Il portale di Santa Maria di Piazza e la scultura del Rinascimento tra Piemonte e Lombardia", in programma a Casale Monferrato (AL), presso il Museo Civico dal 17 settembre al 14 dicembre 2008.
La Città di Casale Monferrato (AL) ha richiesto il prestito di un'opera di proprietà civica per la sua esposizione alla mostra "Il portale di Santa Maria di Piazza e la scultura del Rinascimento tra Piemonte e Lombardia" in programma al Museo Civico di Casale Monferrato dal 17 settembre al 14 dicembre 2008. Data l'importanza della rassegna, la natura e lo scopo della manifestazione, la Giunta ha autorizzato, previa acquisizione dell'autorizzazione ministeriale, il prestito dell'opera: Due coppie di nereidi con tritoni, Imitatore del Fondulo, terracotta decorativa costituita da cinque formelle.
Conservazione di Palazzo Magio Grasselli: lavori di consolidamento e riassetto delle coperture. Approvazione del progetto definitivo.
La Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo dell'intervento di conservazione di Palazzo Magio - Grasselli lavori di consolidamento e riassetto delle coperture per un importo complessivo di euro 750.000,00. Palazzo Magio - Grasselli è entrato da poco a far parte del patrimonio comunale, ma si è subito manifestata la necessità di intervenire a tutela dello stesso che, a causa di una mancata adeguata manutenzione negli anni precedenti, ha subito un notevole degrado materico e strutturale. L'emergenza che questo progetto intende risolvere riguarda tutte le coperture, ma in particolar modo tre componenti del palazzo: le strutture lignee delle coperture, l'apparato lapideo di sostegno della gronda su via XX Settembre e il manto di copertura.
Civico Cimitero di Cremona - Recupero Crociere - IV androne. Approvazione del progetto definitivo/esecutivo.
La Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo appaltabile del recupero delle crociere del IV androne del Civico Cimitero per un costo complessivo di 315.000,00 euro. Il progetto è finalizzato alla sistemazione dell'intera copertura del IV androne, comprensivo delle cappelle private laterali. Da anni tale copertura è soggetta ad infiltrazioni d'acqua, che hanno causato il distacco di parti di intonaco ed il sollevamento di alcuni marmi di contorno, con la conseguente frattura delle vicine lastre tombali. Percorrendo il camminamento sottotetto la situazione assume anche connotati di pericolosità. I più recenti solai di laterizio presentano lo sfondellamento degli elementi dovuto proprio alle infiltrazioni d'acqua. Il fenomeno risulta così marcato da interessare vaste zone della struttura, nonché provocare la lesione di parte delle volte, in particolare quella dell'androne d'ingresso. Il sistema di allontanamento delle acque meteoriche, che convogli i liquidi raccolti dalle gronde verso l'interno, incanalandoli in tubi verticali incassati nella muratura, mostra seri limiti d'efficienza, dovuti principalmente all'invecchiamento dei materiali. E' questa la causa dell'infradiciamento delle murature, che si ripercuote gravemente anche all'interno delle cappelle private e della crescita di vegetazione nelle sconnessure degli elementi lapidei, con il rischio che ne provochi il distacco. L'intervento prevede: la demolizione del manto di copertura realizzato con solette di laterizio e calcestruzzo gettato in opera; la posa di un nuovo manto composto da lastre prefabbricate in cemento armato, trattate con impermeabilizzante a base di resine a base di silicone ad alta traspirabilità e idrorepellenza, con speciali additivi antialga e antimuffa; una nuova distribuzione dello scarico delle acque piovane, con la posa di nuove condotte in PVC, poste sotto la nuova copertura delle cappelle private, con scarico finale in pozzetto d'ispezione raccordato alla rete fognaria esistente; il trattamento delle strutture metalliche dei lucernari esistenti nonché delle travi in ferro; il rifacimento superficiale di strutture murarie lesionate; il restauro del monumento di testata e del materiale lapideo lesionato; il rifacimento dell'intonaco distaccato ed il ripristino della tinteggiatura a calce. Con l'occasione verranno eseguiti la pulizia e la disinfestazione del sottotetto. L'intervento è previsto nel Piano delle Opere Pubbliche del 2008.
Palazzo Ala Ponzone - riassetto copertura e intervento conservativo facciate. Approvazione progetto opere complementari.
La Giunta Comunale ha approvato il progetto delle opere complementari all'intervento di riassetto delle coperture e di restauro delle facciate del Palazzo Ala Ponzone per un importo complessivo di euro 92.800,00. Lo scopo del progetto è il riassetto delle coperture di Palazzo Ala Ponzone e un intervento conservativo delle facciate. Le opere riguardano la ricostruzione ed il ripristino delle cornici e delle modanature originali delle quattro facciate del cortile principale, la tinteggiatura delle superfici ed il trattamento delle inferriate.
Le opere complementari al progetto in questione riguardano la ricostruzione ed il ripristino delle cornici e delle modanature originali, in parte ancora visibili, delle quattro facciate del cortile principale del palazzo. A completamento delle lavorazioni dei prospetti del cortile, si prevede la tinteggiatura con idropittura silossanica traspirante, regolarmente autorizzata dalla Soprintendenza per i beni architettonici, con velatura finale a calce bicolore, differenziante il paramento principale dalle modanature e dalle cornici delle finestre e dei marcapiani. Le inferriate delle finestre del piano terra verranno verniciate con idoeno smalto oleosintetico. Per motivi di sicurezza i lavori saranno eseguiti con l'ausilio di opere provvisionali quali i ponteggi di facciata. Approfittando degli apprestamenti di cantiere, si procederà alla pulizia, con idoneo detergente, delle statue poste sul tetto prospiciente corso Vittorio Emanuele II.
Approvazione del progetto definitivo per la riqualificazione del verde di via Caprera.
La Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo per i lavori di riqualificazione del verde di via Caprera per un importo complessivo di euro 430.000,00. Questo progetto rientra tra quelli di riqualificazione di alcuni giardini pubblici perseguendo l'obiettivo di migliorare le caratteristiche e la funzionalità di ciascuna area. Nel caso dell'area di via Caprera, essendo una zona periferica, scarsamente utilizzata, il progetto intende dare una nuova immagine, attirando al suo interno nuove classi di utenti. La Giunta Comunale ha deciso di approvare il progetto definitivo per i lavori di riqualificazione di via Caprera per attuare un completamento degli elementi attrattivi presenti nel quartiere offrendo quegli spazi aggreganti che fanno in modo che l'area verde venga vissuta.
Approvazione del progetto definitivo per la riqualificazione di Porta Mosa.
La Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo per i lavori di riqualificazione del verde di Porta Mosa ed il conseguente risanamento conservativo delle mura per un importo complessivo di euro 185.500,00. Questo progetto rientra tra quelli di riqualificazione di alcuni giardini pubblici perseguendo l'obiettivo di migliorare le caratteristiche e la funzionalità di ciascuna area. L'area di Porta Mosa, situata al limite sud-est del centro storico, si trova all'interno di una porzione residuale delle mura storiche che delimitavano l'abitato di Cremona. Si tratta di un'area verde con accesso regolamentato da un cancello in ferro, costituita da un grande prato in leggera depressione circondato da un largo camminamento alberato che percorre tutto il perimetro lungo il muro di delimitazione. Le mura storiche contengono un terrapieno su cui è collocata l'area verde rispetto al resto del piano abitato che si trova ad una quota inferiore di circa 10 metri. Scopo dell'intervento è il risanamento conservativo delle mura attraverso la rimozione della vegetazione infestante che si è insediata sopra di esse e l'elevazione con una quinta arborea del muro di cinta in prossimità dell'ingresso di via Gaspare Pedone così da impedirne l'ingresso da parte di teppisti durante le ore notturne di chiusura.
Approvazione del progetto definitivo per la riqualificazione di Largo Boccaccino.
La Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo per la riqualificazione del verde di Largo Boccaccino per un importo complessivo di 27.700,00 euro. Si tratta di un progetto che rientra nell'ambito della riqualificazione di alcuni giardini pubblici, perseguendo l'obiettivo di migliorare le caratteristiche e le funzionalità di ciascuna area. In questo caso l'area da riqualificare, una piccola zona al lato dell'abside del Duomo, si trova in una zona centrale e nelle immediate vicinanze di monumenti di alto valore storico che, per la loro posizione meritano di essere valorizzati e vissuti. La riqualificazione del verde di Largo Boccaccino permetterà di trasformare un luogo al margine del passeggio e dei flussi turistici che attraversano il centro storico in uno spazio interessante e gradevole.
Approvazione del progetto definitivo per la riqualificazione di Piazza Aldo Moro.
La Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo relativo alla riqualificazione di piazza Aldo Moro per un importo complessivo di 176.800,00 euro. Anche in questo caso si tratta di un progetto che rientra nell'ambito della riqualificazione di alcuni giardini pubblici, perseguendo l'obiettivo di migliorare le caratteristiche e le funzionalità di ciascuna area. Piazza Aldo Moro è un'area situata nella periferia a nord est della città, antistante la chiesa di san Giuseppe nel quartiere Cambonino, scarsamente utilizzata, alla quale l'Amministrazione intende dare un'immagine nuova, attirando al suo interno nuove classi di utenti.
Approvazione del progetto definitivo relativo ai lavori di manutenzione straordinaria dei marciapiedi del Comune di Cremona anno 2008.
La Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo dei lavori di manutenzione straordinaria dei marciapiedi del Comune di Cremona per l'anno 2008 per un importo complessivo di euro 650.000,00. Con il progetto approvato si procederà ad interventi manutentivi straordinari di alcuni tratti ammalorati di marciapiede. Le opere previste riguardano interventi sui seguenti marciapiedi: via Burchielli, via Arenili, via San Rocco, via Navaroli, via Vittori, via Mincio, via Tofane, via Ceccopieri, via Milano, via Adda. Il progetto comprende anche alcuni tratti in varie vie ed i lavori collaterali a completamento dei cantieri in corso. Il progetto prevede la fresatura localizzata dello strato bituminoso sui marciapiedi; la formazione di un tappeto di usura dello spessore di 2 cm compresso; la rimessa in quota dei pozzetti esistenti di varie dimensioni prima della stesura degli strati bituminosi. Inoltre in via Ceccopieri si interviene mediante la demolizione totale del marciapiede esistente, quindi alla posa di nuovi cordoli in granito, alla stesa di stabilizzato, alla realizzazione di fondazione in calcestruzzo ed alla stesura del tappetino di usura. In via Tofane si interviene attraverso la demolizione del marciapiede esistente, quindi alla posa di nuovi cordoli in granito, alla realizzazione di fondazione in calcestruzzo ed alla finitura con piastrelle di porfido quadrate delle dimensioni 20x20.
Approvazione del progetto definitivo relativo ai lavori di manutenzione straordinaria delle strade del Comune di Cremona - anno 2008.
La Giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo dei lavori di manutenzione straordinaria delle strade nel Comune di Cremona per l'anno 2008 per un importo complessivo di euro 850.000,00. Con il progetto approvato si procederà ad interventi manutentivi straordinari di consolidamento del sottofondo stradale e viabile. Le opere previste riguardano interventi sulle seguenti strade: via Castelleone (tratto di strada), via Milano incrocio via Costone di Sotto, tangenziale sovrappasso via Bergamo, via Persico (tratto di strada), parcheggio Stadio (tratto), parcheggio Foro Boario (tratto), via Fregalino, via Gaspare Pedone (tratto), via Ferrabò, via Cadore (tratto). Il progetto comprende anche alcuni tratti in varie vie ed i lavori collaterali a completamento dei cantieri in corso; la fresatura degli strati bituminosi di spessore variabile fino a raggiungere lo strato di base; la formazione di mista bituminata dello spessore di 6 cm in via Milano incrocio via Costone di sotto; la formazione di mista bituminata in opera dello spessore di 10 cm in tangenziale (sovrappasso via Bergamo); nelle altre strade e nei tratti dove si è proceduto alla fresatura si procederà alla formazione del tappeto di usura; la rimessa in quota dei pozzetti esistenti di varie dimensioni prima della stesura degli strati bituminosi.
Adozione del Piano di Recupero di iniziativa privata, relativo alla cascina Caseificio Cavo, situata in via Flores (zona Maristella), presentato dalla Sig.ra Soldi Rosa Beatrice.
La Giunta Comunale ha adottato il Piano di Recupero, di iniziativa privata, relativo alla cascina Caseificio Cavo situata in via Flores (quartiere Maristella), presentato dalla signora Soldi Rosa Beatrice. Le Norme Tecniche di Attuazione del vigente Piano Regolatore Generale stabiliscono che gli interventi nelle sottozone Ac (cascine) appartenenti alla categoria B, delimitata come zona di recupero ai sensi dell'art. 27 della legge 457/78, sono subordinati all'approvazione di uno strumento urbanistico attuativo (piano di recupero) tutti gli interventi di nuova costruzione. La conferenza di servizi, convocata per l'esame di questo Piano di Recupero, ha concluso con esito favorevole i propri lavori, a condizione che gli elaborati, allo scopo integrati e modificati, recepiscano le prescrizioni emerse. La proprietà ha provveduto ad integrare gli elaborati di progetto. La deliberazione di adozione è depositata per 15 giorni consecutivi nella segreteria comunale, unitamente a tutti gli elaborati. Durante il periodo di pubblicazione chiunque ha facoltà di prendere visione degli atti depositati e, entro 15 giorni decorrenti dalla scadenza del termine per il deposito, può presentare osservazioni. Entro 60 giorno dalla scadenza del termine di presentazione delle osservazioni, la Giunta Comunale approva il Piano, decidendo nel contempo sulle eventuali osservazioni presentate.
Decisioni assunte dal Comitato dei Garanti relativamente all'istanza di referendum propositivo.
Il Sindaco Gian Carlo Corada ha illustrato alla Giunta le motivazioni del Comitato dei Garanti relative all'istanza di referendum propositivo inerente la Tamoil. Di seguito la sintesi delle decisioni del Comitato dei Garanti formato da Avv. Carlo Attianese, Avv. Uliana Garoli e Avv. Giuseppe Porqueddu.
I membri del Comitato hanno esaminato il quesito come formulato con atto acquisito al Protocollo Generale del Comune di Cremona in data 24 aprile 2008:
Il Comune affidi un incarico ad un ente riconosciuto a livello internazionale che abbia ad oggetto:
A - lo studio della delocalizzazione della raffineria Tamoil con il reimpiego di tutti i lavoratori anche nell'urgente attività di bonifica di terreno e falda;
B - l'analisi di aria, acqua e terreno all'esterno della raffineria per la ricerca di tutti gli inquinanti, comprese micropolveri e idrocarburi.
Chiediamo l'ausilio dei competenti Uffici Comunali per la valutazione della spesa necessaria e le variazioni di bilancio per lo stanziamento delle risorse, che sommariamente valutiamo in circa €. 400.000,00 annui per 3/5 anni, da porre poi a carico Tamoil.
Con successivo atto in data 23 giugno 2008, ricevuto in data 23 giugno 2008 e acquisito al Protocollo Generale del Comune in data 24 giugno 2008, il quesito è stato riformulato nei seguenti termini:
Il Comune voglia affidare a soggetti competenti in materia, lo studio della delocalizzazione della raffineria Tamoil procedendo a tal fine alle analisi di aria acqua e terreno con ricerca degli inquinanti e delle sue fonti, ed alla valutazione tecnica relativa all'eventuale reimpiego dei lavoratori anche nell'attività di bonifica di terreno e falda.
Chiediamo l'ausilio dei competenti Uffici Comunali per la valutazione della spesa necessaria e le variazioni di bilancio per lo stanziamento delle risorse, che sommariamente valutiamo in circa €. 400.000,00 annui per circa 3/5 anni, da richiedere successivamente in via risarcitoria al soggetto responsabile dell'inquinamento.
Alla nuova formulazione del quesito si accompagna un'ampia postilla contenente le motivazioni del quesito così riproposto.
Quanto sopra premesso, i componenti del Collegio, riuniti in conferenza personale, considerano ed osservano quanto segue.
LE MATERIE POSSIBILI OGGETTO DI REFERENDUM PROPOSITIVO
Il primo problema che si prospetta al Collegio consiste nello stabilire la compatibilità del quesito (o dei quesiti) in esame con le norme costituzionali, di legge e regolamentari, che disciplinano la materia dei referendum comunali di tipo propositivo.
Emerge anzitutto la regola contenuta nell'art. 23, terzo comma, dello Statuto del Comune di Cremona, che reca sostanzialmente quattro indicazioni:
è vietata qualsiasi proposta di revisione dello Statuto;
sono vietate le proposte atte ad incidere negativamente sui diritti delle minoranze;
del pari, sono vietate le proposte che concernano le materie fissate nel regolamento comunale;
devono essere specificate le modalità di copertura degli oneri (maggiori spese o minori entrate) - anch'essi da quantificare - conseguenti all'approvazione ed attuazione delle proposte referendarie.
Il concetto di cui sopra, sub 1, è ribadito dall'art. 2, terzo comma, lett. "a", del regolamento comunale; e quello di cui sopra, sub. 4, dallo stesso art. 2, quinto comma, che consente una determinazione relativamente approssimativa delle richieste quantificazioni (è prevista però la formalizzazione dell'itinerario all'uopo seguito: verbalizzazione della collaborazione richiesta e fornita dal Comune ovvero relazione proveniente dai promotori), ma che non consente l'omissione dell'ulteriore indispensabile elemento: modalità di copertura di detti oneri.
Inoltre, l'art. 2, secondo comma, stabilisce che il referendum deve riguardare materie di esclusiva competenza comunale.
L'art. 2, terzo comma, lett. "b", del regolamento in esame, infine, stabilisce che il referendum non può essere proposto intorno a questioni attinenti attività meramente esecutive di norme statali e regionali ovvero di atti riservati alla competenza esclusiva della Provincia.
REGOLE PER LA FORMULAZIONE DEL QUESITO
Nel silenzio serbato al riguardo dallo Statuto, queste regole vanno ricercate nel regolamento che tratta l'argomento nell'art. 3.
Il terzo comma stabilisce che l'istanza referendaria deve indicare se venga richiesto un referendum propositivo o revocatorio.
Il comma successivo precisa poi che essa deve contenere in termini esatti la proposta che si intende sottoporre alla votazione popolare e che essa deve essere articolata in modo breve e chiaro, tale da consentire un'agevole ed obiettiva libertà di azione.
Il quinto comma, poi, prevede e regola la possibilità che vengano prospettate due proposte alternative, ma in tal caso il quesito dovrà essere completato con la formula "quale, fra le seguenti proposte, ritiene più idonea per..." e chiarire quindi l'esatta definizione dell'oggetto sul quale viene richiesto il referendum.
L'argomento viene infine esaurito nel nono comma, dove i promotori sono abilitati a chiedere la collaborazione degli uffici comunali per una corretta e compiuta formulazione della proposta referendaria; collaborazione che non potrà estendersi oltre l'individuazione e la messa a disposizione della documentazione necessaria.
GIUDIZIO SUL QUESITO COME ORIGINARIAMENTE FORMULATO
L'opinione unanime del Comitato sul primo quesito e sulla sua iniziale formulazione è del tutto e radicalmente negativa. Esso infatti appariva del tutto equivoco, per una sua articolazione che poteva lasciar credere che esso non fosse unitario ma ammettesse valutazioni e votazioni distinte.
Inoltre non era in alcun modo possibile desumere dal quesito quali fossero i reali intendimenti ed i fini pratici che i promotori si prefiggevano: ciò anche al fine di stabilire se il quesito rispondesse anche ai requisiti per la sua ammissibilità (competenza comunale).
Infine, non conteneva alcuna indicazione sulle risorse da impiegare per affrontare i costi, neanche inizialmente: senza dire che il ritenere che essi potessero poi essere assunti dalla Tamoil, o volontariamente (accordi già raggiunti o in itinere) o a seguito di un lungo e incerto contenzioso (violazione dell'art. 23, terzo comma, dello Statuto e dell'art. 2, quinto comma, del regolamento) non soddisfa il requisito né di attualità, né di certezza imposto dalle norme. Giudizio dunque complessivamente ma radicalmente negativo.
A questo punto il Comitato dei Garanti ha ritenuto opportuno di avvalersi della facoltà attribuitagli dall'art. 5, terzo comma, del regolamento, al fine di acquisire ulteriori elementi di giudizio utili all'esame di legittimità ed ammissibilità della proposta referendaria.
GIUDIZIO SUL QUESITO MODIFICATO
Alcune delle carenze e dei difetti sopra rilevati sono stati eliminati. Tuttavia è opportuno approfondire l'esame di questa stesura finale, procedendo alle seguenti considerazioni.
PRIMO RILIEVO
Sussiste e persiste, integralmente, l'assenza di qualsiasi indicazione circa le fonti da cui prelevare i fondi necessari per sostenere le ingenti spese previste, per di più articolate in diversi esercizi e quindi atte ad incidere sulle future Amministrazioni. Sono infatti i promotori tenuti ad indicare quali saranno i settori o i servizi comunali colpiti dai tagli conseguenti ai maggiori oneri che intanto il Comune dovrà affrontare in caso di accoglimento del referendum (vedasi art. 2, comma quinto, del regolamento sopra ricordato).
SECONDO RILIEVO
Anche qui manca l'indicazione precisa e chiara della volontà dei promotori e degli intenti pratici che i promotori stessi si prefiggono. A questa carenza intende provvedere la motivazione che lo accompagna, con cui si chiarisce che in definitiva l'intento vero e finale è quello di spostare la Tamoil dall'attuale sede verso una sede diversa, si suppone sempre all'interno del territorio cremonese. Sul punto si dovrà ritornare tra breve.
TERZO RILIEVO
I termini della proposta - iniziale e conclusiva - sono restati sostanzialmente fermi.
Nonostante alcune importanti modifiche, che non sembra incidano profondamente sulla sostanza ma che tuttavia assumono un certo interesse. Ad esempio, il mancato richiamo al livello internazionale dell'ente cui affidare l'incarico; ovvero la minor tutela dei lavoratori, il cui reimpiego oggi sembrerebbe solo eventuale e non generale.
COMPETENZA COMUNALE E AMMISSIBILITÀ DEL QUESITO
Si è già notato che l'art. 2, secondo comma, e l'art. 2, terzo comma, lettera "b" del regolamento (cui rimanda l'art. 23, terzo comma, dello Statuto) ribadiscono la regola secondo cui le istanze referendarie devono avere per oggetto materie di esclusiva competenza comunale.
Nelle loro "osservazioni" (che però essi stessi definiscono "motivazioni": art. 5, terzo comma, del regolamento), i promotori scavalcano il problema affermando che, mentre ".... l'affidamento di un qualsiasi studio è evidentemente di competenza dell'Amministrazione ...." per contro "....la delocalizzazione di un sito produttivo è materia di esclusiva competenza comunale ....".
È dunque apparsa chiara ai promotori del referendum la grande importanza che su questo punto riveste la natura, esclusiva o meno, della competenza attribuita all'Ente Comunale per lo svolgimento di una certa funzione o di un servizio, consistenti nella realizzazione di una certa attività atta a ricadere sul territorio e sulla popolazione.
Tuttavia, un'affermazione meramente apodittica e immotivata non può soddisfare questo Comitato, il quale invece osserva quanto segue.
Esclusa la possibilità di un elenco dettagliato, analitico ed esaustivo delle competenze riservate al Comune, la vigente normativa affida a detto ente tutte le funzioni amministrative riguardanti la sua popolazione ed il suo territorio, con la sola eccezione di quelle espressamente sottrattegli dalle leggi statali o regionali (cfr. art. 13 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267).
Nel nostro caso, però, come si è già notato, deve anche trattarsi di una competenza esclusiva, poiché la possibile condivisione delle stesse attribuzioni con altri Enti od Organi esclude che la materia possa rientrare tra quelle oggetto di istanze referendarie.
Inoltre, pur non avendo alcuna pretesa di esaurire l'indicazione delle norme che specificamente regolano la materia degli impianti aventi le medesime natura e tipologia della Tamoil, possono ricordarsi, tra le tante:
il D.P.R. 18 aprile 1994 n. 420 (Regolamento recante semplificazione delle procedure di concessione per l'installazione di impianti di lavorazione o di deposito di oli minerali);
la Legge 23 agosto 2004 n. 239 (Riordino del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di energia)
e infine il D.Lgs. 18 febbraio 2005 n. 59 (Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell'inquinamento).
Tutte le norme sopra indicate e le altre che regolano la materia in discussione indistintamente prevedono che la competenza sia ripartita tra Stato e Regioni, lasciando ai Comuni solo eventuali competenze residuali e/o accessorie rispetto a quelle principali riservate ad altri.
Emerge comunque, in modo palese, l'assoluta mancanza di norme che attribuiscano qualsiasi tipo di competenza esclusiva in capo al Comune. Tanto meno sul punto della delocalizzazione di un'attività produttiva: in special modo, di una raffineria.
Peraltro il Comune di Cremona ha già mostrato di voler agire a tutela degli interessi della popolazione e del territorio, nell'ambito delle proprie competenze; esemplificando:
quando ha adottato le numerose e importanti iniziative, avvalendosi peraltro essenzialmente dei poteri eccezionali che attribuisce l'art. 54 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267;
allorché ha istituito - unitamente a tutti gli altri Enti coinvolti in questa vicenda - l'Osservatorio Tamoil (seduta della Giunta Comunale del 5 settembre 2007; deliberazione della Giunta Comunale n. 72 del 12 marzo 2008, come integrata con deliberazione n. 99 del 23 aprile 2008; decreto sindacale n. 23329 in data 23 aprile 2008);
da ultimo quando il Consiglio Comunale (mozione approvata il giorno 3 giugno 2008) ha approvato una mozione intesa a sollecitare gli Enti che ha individuato come competenti (ARPA e ASL) ".... a rendere disponibili dati certi relativamente all'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, dell'area interna alla Tamoil e di quelle esterne ...".
DECISIONE
A seguito di approfondita ed ampia discussione
il Comitato dei Garanti all'unanimità decide
richiamate integralmente l'esposizione che precede, le considerazioni via via espresse e le norme che per ogni singolo aspetto sono state menzionate;
la proposta referendaria formulata con istanza di referendum propositivo ricevuta in data 23 aprile 2008 ed assunta al Protocollo Generale in data 24 aprile 2008 al n. 23413 viene respinta, in quanto inammissibile, per le seguenti ragioni:
manca qualsiasi indicazione circa le fonti da cui prelevare i fondi necessari per sostenere le ingenti spese previste, per di più articolate in diversi esercizi e quindi atte ad incidere sulle future Amministrazioni (violazione dell'art. 23, terzo comma, dello Statuto del Comune di Cremona e dell'art. 2, comma quinto, del regolamento del referendum consultivo comunale);
il referendum non riguarda materia di esclusiva competenza comunale (violazione dell'art. 2, secondo comma, e dell'art. 2, terzo comma, lett. "b", del regolamento del referendum consultivo comunale).
Adesione al progetto "Diffusione e Promozione del Portale Cartografico".
La Giunta Comunale ha accolto la proposta formulata dall'Assessore Daniele Soregaroli di aderire al progetto "Diffusione e Promozione del Portale Cartografico". L'ANCI in qualità di referente istituzionale dei Comuni italiani, in convenzione con il Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare - Direzione Generale Difesa del Suolo, è stata incaricata di raccogliere le iscrizioni alle selezioni per la partecipazione al progetto "Diffusione e Promozione del Portale Cartografico Nazionale". L'obiettivo è ampliare la partecipazione attiva dei Comuni per rendere fruibile a tutti i livelli della Pubblica Amministrazione locale e centrale la cartografia disponibile sul territorio nazionale e favorire l'utilizzo di sistemi informativi territoriali al fine di facilitare la produzione, la condivisione, la diffusione e l'aggiornamento dei dati di interesse ambientale territoriale.
(301) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 02-07-2008
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