Approvazione dello schema di Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale per la Provincia di Cremona da sottoscriversi tra Regione Lombardia, Provincia di Cremona, Camera di Commercio di Cremona e Comuni di Cremona, Crema e Casalmaggiore.
La Giunta Comunale ha approvato lo schema di Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale per la Provincia di Cremona (AQST), da sottoscriversi fra Regione Lombardia, Provincia di Cremona, Camera di Commercio di Cremona e Comuni di Cremona, Crema e Casalmaggiore costituito da: testo dell'accordo; allegato 1: Vision e obiettivi strategici; allegato 2: Programma d'azione, suddiviso in: primo programma d'azione, comprendente le azioni condivise e ad un avanzato livello di sviluppo progettuale e di programmazione finanziaria; programma d'azione integrativo: contenente ulteriori progetti prioritari su cui i sottoscrittori si impegnano ad approfondire le condizioni di fattibilità e a svilupparne le progettualità. La Giunta ha quindi autorizzato il Sindaco a sottoscrivere l'Accordo in rappresentanza del Comune di Cremona. Qui di seguito i progetti prioritari del Comune di Cremona:
PRIMO PROGRAMMA D'AZIONE
LA CULTURA, IL TURISMO, LA FORMAZIONE
Valorizzazione del patrimonio storico, artistico e museale
Riqualificazione Parco dei Monasteri: nuovo auditorium e sala musica - 1° lotto
Riorganizzazione del Museo Stradivariano e del Museo Civico di Cremona
Museo Archeologico Basilica di S. Lorenzo -2° lotto
Sviluppo del turismo
Turismo sul Po: nuovo ostello della gioventù/campeggio sul Po - nuovo attracco sul Po
LE RETI INFRASTRUTTURALI E DEI SERVIZI
Infrastrutture materiali:
realizzazione del nodo di interscambio presso la Stazione di Cremona con riqualificazione del piazzale e dell'area limitrofa
Infrastrutture immateriali:
Cremona WiFi City
Welfare, integrazione sociale e sicurezza:
patti per la sicurezza urbana nelle periferie
PROGRAMMA D'AZIONE INTEGRATIVO
L'INNOVAZIONE
Sviluppo dell'energia rinnovabile
Realizzazione di un edificio ad elevata efficienza energetica - Nuova sede AEM (Uffici Direzionali)
Stazione di scambio e ampliamento rete distribuzione calore
Parco Fotovoltaico
LA CULTURA, IL TURISMO, LA FORMAZIONE
Sviluppo del sistema della musica, della liuteria e dell'artigianato artistico
Accordo di Programma Palazzo Pallavicino: Avvio e gestione del Centro Internazionale degli Strumenti Musicali
Valorizzazione del patrimonio storico, artistico e museale
Riqualificazione Parco dei Monasteri - Nuovo auditorium e sala musica - 2° lotto (Comune di Cremona)
Intervento di manutenzione straordinaria di Palazzo Grasselli
Riqualificazione ex chiesa di San Francesco
Tutela del territorio, dell'ambiente e del paesaggio
Sostituzione Turbina Centrale Cogenerazione a bassissima emissione Nox
Attuazione del parco di interesse sovracomunale del Po e del Morbasco
LE RETI INFRASTRUTTURALI E DEI SERVIZI
Infrastrutture materiali
Superamento passaggi a livello in città e sistemazione velocità
Agire Digitale
Welfare, integrazione sociale e sicurezza
Prevenzione popolazione anziana distretto di Cremona
Implementazione Informagiovani (servizio orientamento trait d'union fra offerta lavorativa e formazione)
Piano locale giovani
Qualificazione dei servizi della pubblica amministrazione a cittadini e imprese
Piano territoriale degli orari di Cremona
La programmazione negoziata costituisce la modalità ordinaria con la quale la Regione intende rapportarsi con i soggetti presenti sul territorio per la condivisione ed attuazione delle scelte programmatiche regionali, in coerenza con il principio di sussidiarietà e di pari ordinazione degli enti, secondo le disposizioni del Titolo V della parte II della Costituzione. Sulla base di tale presupposto, gli articoli 2 e 3 della Legge Regionale 14 marzo 2003 n. 2, riguardanti la "Programmazione negoziata regionale", individuano fra gli strumenti di programmazione regionale, in particolare, l'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale, che è finalizzato a definire un programma condiviso di interventi per l'attuazione delle politiche regionali, mediante: il coordinamento dell'azione pubblica dei diversi livelli istituzionali coinvolti; il raccordo, la razionalizzazione e l'integrazione delle risorse pubbliche; l'impulso agli investimenti pubblici e privati. Con apposito regolamento attuativo sono state disciplinate le modalità di promozione, di partecipazione, di approvazione, di monitoraggio, nonché di ogni altro elemento necessario per l'attuazione dell'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale. In applicazione di queste norme, la Regione ha quindi provveduto a promuovere l'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale per la Provincia di Cremona, al quale hanno aderito con formale deliberazione la Provincia di Cremona, la Camera di Commercio di Cremona e i Comuni di Cremona, Crema e Casalmaggiore. Tali Enti hanno quindi avviato il percorso di costruzione dell'AQST, attivando le opportune modalità di confronto e negoziazione, al fine di pervenire alla definizione di linee di azione comuni e condivise. Tale percorso, muovendo dalla positiva esperienza del Tavolo territoriale di confronto, si è sviluppato, in piena sinergia con altri processi di programmazione negoziata in atto nel territorio, tra cui il Patto per lo Sviluppo, promosso dalla Provincia di Cremona, e il Piano Strategico, promosso dal Comune di Cremona, per rafforzare la coesione del sistema locale. Al termine della fase di analisi e ricognizione, gli Enti hanno individuato una serie di progetti di alto contenuto strategico, coerenti con gli obiettivi della programmazione regionale e ritenuti prioritari per lo sviluppo socio-economico del territorio, che hanno concordemente deciso di inserire nell'AQST, affinché possano accedere agli specifici finanziamenti regionali. Gli interventi così selezionati sono stati suddivisi in due gruppi, in ragione del loro grado di definizione progettuale e finanziaria. A conclusione del lavoro svolto, è stato elaborato lo schema di accordo contenente ambiti, finalità, vision e obiettivi, programma d'azione, impegni dei sottoscrittori, e modalità di monitoraggio e aggiornamento. Il testo così predisposto è stato validato dal Comitato di coordinamento dell'AQST della Provincia di Cremona nella seduta del 20 giugno 2008. Ciascuno degli Enti sottoscrittori dovrà quindi approvare formalmente il testo dell'Accordo, come presupposto per la sua formalizzazione. Il Comune di Cremona, in base agli impegni che assume con la sottoscrizione dell'accordo, assicurerà la programmazione finanziaria necessaria per la realizzazione delle azioni-attività individuate nel Primo programma di azione, nella misura e secondo i tempi previsti da ciascuna delle singole schede descrittive inerenti gli interventi di cui è promotore, e da quelle delle azioni-attività che saranno successivamente concordate ed inserite nello stesso. Relativamente agli altri progetti di sua competenza, individuati nel Programma di azione integrativo, il Comune di Cremona definirà le modalità per verificarne la fattibilità, dal punto di vista tecnico ed economico per una loro futura attuazione.
Approvazione del regolamento per la tutela, la promozione e la valorizzazione dell'artigianato artistico e tradizionale di eccellenza (competenza del Consiglio Comunale - esame preliminare).
La Giunta ha assegnato questa proposta di deliberazione al Consiglio Comunale che sarà chiamato ad approvare il regolamento per la tutela, la promozione la valorizzazione dell'artigianato artistico e tradizionale d'eccellenza.
Proseguendo nel percorso di valorizzazione delle eccellenze imprenditoriali cremonesi, che ha già portato all'approvazione del regolamento per la tutela delle botteghe storiche e di quello per la promozione dei prodotti a denominazione comunale, entrambi già in fase di avanzata attuazione, è stato elaborato un terzo regolamento, dedicato ad un altro settore economico strategico in cui Cremona vanta una grande e secolare tradizione, quello dell'artigianato artistico e di eccellenza. Infatti, parallelamente allo sviluppo delle più moderne tecnologie industriali, la città conserva tuttora un patrimonio di piccole botteghe, in cui valenti artigiani, grazie al loro ingegno creativo, all'abilità esclusivamente manuale e a tecniche di lavorazione, che spesso si tramandano da generazioni, producono oggetti e manufatti originali e di grande contenuto artistico. L'esempio più emblematico di questa realtà è costituito dalle numerose botteghe di liuteria presenti ancora oggi nel tessuto urbano che, per l'alta qualità che esprimono, rappresentano un comparto di assoluta eccellenza, per il quale Cremona è rinomata nel mondo. In particolare, il regolamento si prefigge i seguenti obiettivi:
tutelare i requisiti di professionalità e di origine delle produzioni dell'artigianato artistico e tradizionale, anche nei confronti di eventuali tentativi di imitazione;
valorizzare le produzioni di eccellenza, sia sul mercato interno che su quello internazionale, contribuendo anche a rafforzare il valore del marchio made in Italy, e a qualificare le lavorazioni artigianali, sotto il profilo stilistico, tecnologico, dei materiali e dei processi utilizzati, in relazione al talento e all'abilità manuale dei valenti artigiani che le eseguono;
far emergere e rivalutare quelle attività artigianali che, pur presentando rilevanti elementi di pregio, risultano confinate in nicchie di mercato marginali, a causa di una insufficiente visibilità esterna;
salvaguardare quei mestieri artigianali a rischio di estinzione, che, perpetuando nel tempo le antiche tecniche di lavorazione, costituiscono una preziosa testimonianza storica e culturale, da tramandare alle future generazioni;
contribuire a divulgare e diffondere la conoscenza delle tecniche e dei requisiti di manualità insiti nelle lavorazioni oggetto del presente regolamento;
incoraggiare una formazione professionale specifica, che possa agevolare il ricambio generazionale, pur nel rispetto dei valori della tradizione;
tutelare i requisiti di professionalità vigilando sul rispetto delle norme vigenti in materia di lavoro e di contribuzione fiscale e previdenziale, in particolare in merito all'impiego di minori nella produzione, nonché sul rispetto della normativa vigente in materia ambientale.
La tutela si realizzerà attraverso l'istituzione di un albo e di un marchio, da assegnare alle imprese che rispondono ai parametri fissati dal regolamento, il che consentirà anche di effettuare una puntuale ricognizione delle attività presenti sul territorio. Inoltre, al fine di fornire un sostegno concreto e tangibile, il regolamento prevede la possibile concessione di una pluralità di benefici alle imprese iscritte all'albo, comprese agevolazioni sui tributi comunali. Un aspetto particolarmente innovativo è costituito dal fatto che il progetto, ideato ed elaborato dal Comune di Cremona, è stato condiviso anche dalle altre città del Circuito delle Città d'arte della Pianura Padana, che adotteranno quindi lo stesso regolamento, pur con le opportune diversificazioni, legate alle specificità dei rispettivi territori. A livello locale, la bozza di regolamento è stata trasmessa, per l'espressione di un parere, alle associazioni di categoria dell''artigianato che si sono espresse come segue: CNA ha espresso "tutta la sua soddisfazione in merito alla definizione del regolamento, dichiarando la propria disponibilità ad approvare il documento in oggetto"; l'Associazione Artigiani di Cremona ha dichiarato di condividere l'impostazione e i contenuti del regolamento; in particolare ha ritenuto opportuno l'inserimento dell'art. relativo all'arte liutaria che, per il nostro territorio, rappresenta senz'altro una specificità da sostenere e da valorizzare attraverso il riconoscimento di provvidenze e di ulteriori agevolazioni speciali, concludendo che questa importante iniziativa potrà dare visibilità e far emergere le botteghe cremonesi dell'artigianato artistico e tradizionale. In attuazione del regolamento, una volta che sarà approvato, sarà avviato il censimento delle botteghe dell'artigianato artistico e tradizionale di Cremona per la costituzione dell'apposito albo e saranno attuate le forme di sostegno e le iniziative promozionali previste dallo stesso regolamento.
Approvazione del progetto definitivo relativo ai lavori per il nuovo Museo Archeologico nella Basilica di san Lorenzo - 2° lotto.
E' stato approvato il progetto definitivo relativo ai lavori per il nuovo Museo Archeologico nella basilica di San Lorenzo - 2° lotto - per un importo complessivo di € 1.444.000,00. L'Amministrazione intende portare a completamento le opere di consolidamento statico delle strutture della basilica di San Lorenzo, già avviate con il 1° lotto, perseguendo il miglioramento sismico in linea con la "Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni" anche attraverso il parziale reinterro dello scavo archeologico eseguito negli anni Sessanta del secolo scorso. Intende inoltre realizzare tutte le reti impiantistiche e le finiture edili necessarie per aprire al pubblico un primo significativo nucleo del nuovo museo archeologico negli spazi della cappella Meli, della basilica e del corpo di fabbrica che la collega al complesso scolastico della media "Vida".
Presentazione alla Amministrazione Provinciale di Cremona della richiesta di modifica del piano provinciale di dimensionamento della rete scolastica per l'anno scolastico 2009-2010, in relazione all'istituzione del Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti.
La Giunta Comunale, con propria deliberazione, ha avviato il procedimento di modifica al piano di dimensionamento scolastico da sottoporre all'Amministrazione Provinciale, previa acquisizione del parere favorevole dei Comuni compresi nell'ambito n. 9 della Provincia - Spinadesco, Gerre de' Caprioli, Malagnino, Bonemerse, Stagno Lombardo, Sesto ed Uniti, Acquanegra Cremonese, Persico Dosimo - e delle due Istituzioni scolastiche interessate - Scuola Secondaria di primo grado "A. Campi" e Scuola Secondaria di primo grado G. Vida". Gli Enti interessati hanno trasmesso i rispettivi pareri favorevoli.
La Giunta ha così deciso di presentare alla Provincia di Cremona, acquisiti i pareri favorevoli dei Comuni compresi nell'ambito scolastico n. 9 della Provincia e degli Istituti Scolastici interessati, la richiesta di modifica al piano di dimensionamento scolastico, così come previsto dalla normativa vigente, che prevede: la soppressione dell'autonomia scolastica facente capo alla Scuola Secondaria di primo grado "A. Campi"; l'accorpamento delle sezioni della scuola stessa alla Scuola secondaria di primo grado "Vida", mantenendo le sezioni della scuola "Campi" presso lo stabile di via Gioconda.
Il Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione del 25 ottobre 2007, dando seguito a quanto previsto all'articolo 1, comma 632, della L. 296 del 27 dicembre 2006, definisce i criteri generali per la costituzione ed organizzazione dei Centri provinciali per l'Educazione degli Adulti come Istituti Scolastici dotati di propria autonomia e con il riconoscimento di un proprio organico. Poiché l'istituzione dei Centri Provinciali, al posto degli attuali CTP che sono aggregati ad altre scuole autonome, è prevista "nei limiti delle autonomie scolastiche istituibili in ciascuna regione", il processo di costituzione dei nuovi Centri risulta possibile solo in quei territori dove esistono le condizioni per mantenere in equilibrio il numero delle autonomie, e quindi dove è possibile "rinunciare" ad una autonomia scolastica per fare posto al CPIA. Tra le autonomie esistenti, la Scuola "Campi" attualmente titolare del Centro EDA presenta una popolazione scolastica che, sottratto il numero degli utenti EDA, risulta leggermente inferiore a quella richiesta dal DPR 233/1998. Le due sedi di Cremona e Sesto assommeranno, in base alle iscrizioni per il prossimo anno scolastico, a 466 alunni, più gli eventuali ripetenti. Dall'anno scolastico 2005/2006 la popolazione scolastica dell'istituto, riferita ai corsi di scuola secondaria di primo grado (quindi sempre escludendo i corsi EDA) è rimasta stabilmente sotto i 500 alunni: 487 nel 2005/2006, 483 nel 2006/2007 e 482 nel corrente anno. Si è ritenuto pertanto opportuno proporre agli enti interessati l'accorpamento delle sezioni della Scuola "Campi" alla Scuola "Vida" (essendo l'altra Istituzione Scolastica di secondaria di primo grado, la "Virgilio", già gravata della scuola "Frank" annessa nell'anno 2000-2001) subordinando tale accorpamento alla conferma, da parte dell'Amministrazione Provinciale e della Regione Lombardia, dell'effettiva Istituzione del Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti con sede a Cremona.
Auditorium e Sala da Musica nel Parco dei Monasteri, avvio della progettazione definitiva.
La Giunta Comunale ha dato parere positivo all'avvio della progettazione definitiva dell'Auditorium e Sala da Musica nel Parco dei Monasteri (Corpus Domini - Cavallerizza, immobile acquisito dal Demanio da parte del Comune nel 2005) stanziando da subito 460.000,00 euro quali risorse da impegnare subito per incarichi e servizi alla progettazione. Il costo di questo primo lotto di lavori è di circa 4.600.000,00 (escluse le attrezzature per un importo di circa 600.000,00 euro). Il "laboratorio" di progettazione viene organizzato affidando all'esterno tutte le attività specialistiche finalizzate all'ingegnerizzazione del progetto (strutture, impianti tecnologici ed acustica) mentre uno staff allargato del Settore Progettazione redige l'architettonico con la supervisione del progettista che con una attività costante di consulenza potrà garantire la qualità complessiva del processo progettuale e la sua conformità alla stesura preliminare. I tempi previsti (comprese le gare di affidamento degli incarichi e pareri obbligatori) proiettano la conclusione del progetto definitivo al mese di settembre 2009. Per il mese di aprile 2009 sarà però già pronto un primo livello di progetto sufficiente per l'acquisizione di contributi. Infatti ci sono concrete possibilità di ottenere due importanti contributi a fondo perduto sul progetto del Parco dei Monasteri, uno di circa 2.000.000,00 di euro nell'ambito dei Fondi Strutturali erogati dalla Fondazione CARIPLO ed uno di circa 700.000,00 euro in disponibilità della regione Lombardia nella pianificazione A.Q.S.T.
Censimento ed analisi visiva delle piante radicate nel giardino annesso al palazzo Grasselli eseguita dal Consorzio Forestale Padano.
L'Assessore al Verde Pubblico Stefano Campagnolo ha illustrato alla Giunta Comunale i risultati del censimento ed analisi visiva delle piante radicate nel giardino di palazzo Grasselli eseguite dal Consorzio Forestale Padano. Lo scopo dell'indagine era acquisire il quadro complessivo non solo delle alberature ma anche delle essenze arbustive presenti e poter quindi programmare i necessari interventi di manutenzione. Dall'analisi non emergono particolari situazioni di pericolosità, evidentemente risolte grazie all'intervento generale di messa in sicurezza effettuato in precedenza, ma vengono evidenziati alcuni interventi di manutenzione necessari al miglioramento del verde e creare le condizioni per una più efficiente manutenzione del giardino. Gli interventi proposti saranno realizzati dagli uffici solo dopo l'acquisizione delle necessarie autorizzazioni.
Il censimento ha riguardato 78 alberi presenti all'interno del parco, la valutazione della consistenza e della condizione generale delle siepi e degli arbusti è stata eseguita a tappeto passando in rassegna tutte le essenze. Gli interventi sono finalizzati alla riqualificazione e, dopo l'esecuzione delle operazioni, alla riapertura al pubblico del giardino come ipotizzato dall' Amministrazione. Lo stesso approccio è stato seguito nel caso degli arbusti e dei tappeti erbosi. La zona che precede l'accesso al Parco è stata progettata come giardino all' italiana, con un tipico disegno geometrico, la parte centrale presenta un'aiuola ellittica con rosaio disposto regolarmente, delimitata da una bordura di bulbose perennanti appartenenti alla specie giacinto. Nella parte di parco si riconosce uno stile naturalistico o all'inglese, senza schemi geometrici, ad imitazione della natura, con sentieri curvilinei, e la presenza di essenze esotiche. All'interno di questa porzione di parco esistono piante di particolare rilievo e pregio paesaggistico come il faggio, le farnie e il platano. Col passare del tempo la fisionomia originale del parco è cambiata, oltre alla crescita delle essenze previste dal progetto se ne sono aggiunte altre di natura selvatica originatesi da semi trasportati dal vento o altri vettori. Queste, nella maggior parte dei casi bagolari o aceri di monte, sono cresciuti disposti casualmente e ombreggiati dagli esemplari di maggiori dimensioni. La conseguenza dell' ombreggiamento è una competizione tra le piante più basse alla ricerca di luce, con una crescita sproporzionata in altezza che origina fusti esili e piante che, con questa morfologia, vengono definite "filate". Le essenze arbustive radicate nella zona del giardino all'italiana sono di vario tipo, è possibile individuare una serie di specie originarie la cui messa a dimora è stata pianificata, altre che si sono diffuse indisturbate che andrebbero contenute e altre ancora di origine selvatica il cui seme è stato trasportato dal vento o da altri vettori.
Nel primo gruppo annoveriamo calicanto, rose, kerria , bambù, ortensia, filadelfo, alloro, aucuba, ligustro e aspidistra. Di queste specie, alcune sono particolarmente invasive e devono essere contenute per
conservare il disegno originario e la varietà botanica del parco stesso.
Tra le piante selvatiche troviamo il sambuco e l'invadente edera che si sta diffondendo ovunque se non controllata. Il sotto bosco di questo piccolo parco urbano è costituito da piante sciafile, che ben vegetano con esposizione ombreggiata o di mezzo sole, spesso con foglie carnose che costituiscono una riserva d'acqua. In particolare troviamo un rigoglioso prato di giacinto che ricopre quasi interamente il pendio esposto a sud sud-est, pervinca in cima alla montagnola e nei pressi dei cespugli al lato ovest, e gruppi isolati di gigaro d'Italia. Sono presenti anche specie infestanti come l'edera che sta colonizzando anche il sottobosco oltre ad alcuni tronchi di alberi e giovani piante di sambuco. La prima indicazione è quella di evitare di intervenire sulle piante più pregiate, ad eccezione di un intervento periodico di rimonda del secco. In questo giardino sono presenti soggetti arborei importanti, piante che difficilmente si incontrano in un parco nel centro urbano: il faggio, il platano e le farnie sono alberi con dimensioni ed età considerevoli. Non si rilevano criticità di tipo statico anche se è comprensibile la preoccupazione dei vicini di fronte ad alberi di queste dimensioni. Tuttavia il rischio connesso a riduzioni di chioma pesanti è decisamente superiore a quello del mantenimento nelle condizioni attuali. L'unica operazione necessaria è l'eliminazione dei rami secchi (rimonda). Sono stati individuati alcuni soggetti arborei che manifestano significativi difetti e/o anomalie, che per questo motivo sono stati inseriti in classe C dopo l'indagine visiva. La precedenza operativa è di valutare strumentalmente la stabilità. Dopo un' analisi densitometrica sarà meglio definibile la loro classe di pericolosità e, di conseguenza, decidere se possono restare in un luogo aperto al pubblico oppure se necessitano di manutenzioni particolari o devono essere eliminati. In un' ottica di riqualificazione del giardino ed in particolare della area alberata è importante ritornare alla situazione precedente alI'inselvatichimento del parco in modo da avere per il futuro alberi sani con un adeguato volume di terreno e aria a disposizione per espandere radici e chioma fino alle dimensioni adulte, senza interferenze con manufatti o altri alberi. Per fare ciò è necessario eliminare le piante spontanee rinselvatichite.
Tutti quei soggetti, di solito giovani bagolari, aceri o olmi nati dalla dispersione di semi di piante adulte del giardino o di aree verdi limitrofe, dovranno essere tagliati, come sarebbe avvenuto nel caso di una manutenzione ordinaria priva delle interruzioni cui è stata sottoposta al momento della scomparsa del proprietario e prima che l'Amministrazione Comunale potesse prenderne possesso. Sulle piante rimaste dovrà essere eseguita una potatura di rimonda dei rami secchi e un alleggerimento di alcune chiome che appaiono dense o sbilanciate. La stessa operazione di eliminazione vale anche per gli arbusti e i rampicanti selvatici, in questo caso le specie infestanti più presenti sono sambuco ed edera. Gli arbusti scelti per occupare il piano basale del giardino dovranno essere rimondati dalla vegetazione secca o malata. I cespugli cresciuti eccessivamente e l'edera che avvolge il colletto degli alberi deve essere tagliata, i cespugli contenuti e risagomati. In particolare l'aucuba, che si è diffusa vistosamente, dovrà essere limitata nel numero degli individui e anche nello sviluppo dei singoli soggetti. Alcuni cespugli avvolgono il colletto degli alberi, creando un microclima particolarmente umido e favorevole alla crescita di funghi patogeni, per questo si dovrà procedere al taglio, o quantomeno al diradamento degli stessi, se si vuole mantenere nelle migliori condizioni possibili gli alberi. La macchia di bambù che si trova sulla destra entrando nel parco è costituita dal cosiddetto bambù gigante, specie alloctona di grande pregio ornamentale sia per le dimensioni dei fusti che per la colorazione verde intenso dei culmi e per l'altezza che le canne possono raggiungere. Si tratta di una specie alloctona, poco diffusa nei giardini cremonesi, mentre utilizzata con maggior frequenza nella zona cremasca. Per il momento questo bambù riamane confinato all'area che gli è stata destinata, ma si dovrà vigilare affinché non cominci l'espansione verso il prato centrale. Sulla sinistra, nella scaffa creata dal fabbricato si trova un' altra colonia di bambù, di
una specie diversa, non più gigante, ma molto più invasivo.
Nella porzione bassa il bambù va limitato, sia direttamente con il taglio dei fusti presenti e di quelli che via via nasceranno, anche attraverso la posa di una rete di contenimento dell' espansione dei rizomi stessi. Si dovrà anche procedere a liberare il vaso rendendolo di nuovo fruibile nel momento in cui il giardino verrà aperto al pubblico. Nella parte del giardino confinante con le proprietà che danno su via Bonomelli, si trovano alcune canne di una terza specie di bambù, probabilmente di grande valore ornamentale per il colore della canna, nero. Queste canne tuttavia sono molto rare, tendono a cadere, probabilmente a causa di qualche infezione al colletto delle canne che ne mette a rischio la tenuta. Andrà approfondito se si vuole salvaguardare la presenza di questa specie nel parco. Tra le specie erbacee, il prato spesso è stato sostituito da bulbose perennanti, che si sono avvantaggiate del microclima creatosi. Tra queste il gigaro d'Italia, falsa calla, specie molto invasiva che si è diffusa in particolare sul pendio nel lato ovest, mentre nella parte più alta del rilievo e sugli altri lati è presente quasi esclusivamente la campanella. Una lavorazione del terreno con l'asportazione dei bulbi, almeno parziale e la semina del prato, almeno nella porzione alta e piana, sarebbe auspicabile, così come la ripiantumazione della convallaria come bordura. La kerria presente in diversi individui, in particolare nella porzione antistante la limonaia, sta anch' essa diffondendosi in modo disordinato, aggredendo cespugli vicini. Per questo si dovrà effettuare un operazione di rimodulazione della chioma, liberando anche altri cespugli vicini meno vigorosi che potrebbero essere soffocati da essa. Lo stesso va detto anche della pervinca. Senza eliminarla completamente si dovrà fare in modo di contenerla all' interno di alcune aree, come delle ideali aiuole. Le operazioni proposte, oltre a garantire la messa in sicurezza dell' area consentiranno di ottimizzare gli spazi a disposizione delle essenze vegetali e di facilitarne la manutenzione.
Stipula di convenzioni con i soggetti del privato sociale che hanno aderito al progetto "Sperimentazione di piani integrati di intervento pubblico-privato in favore di persone e/o nuclei familiari a rischio di povertà estrema".
La Giunta Comunale, su proposta dell'Assessore alla politiche Sociali, Maura Ruggeri, ha approvato la stipula di convenzioni con i soggetti del privato sociale che hanno aderito al progetto "Sperimentazione di piani integrati di intervento pubblico-privato in favore di persone e/o nuclei familiari a rischio di povertà estrema". L'Ufficio di Piano del Distretto di Cremona ha ammesso ai finanziamenti previsti dalla legge 328/00 e della legge 40/98, il progetto presentato dal Comune di Cremona per la sperimentazione di piani integrati di intervento pubblico privato a favore di soggetti in situazione di povertà estrema e a rischio di emarginazione. L'attività integrata programmata prevede la collaborazione tra il Settore Affari Sociali del Comune di Cremona e alcune agenzie del privato sociale, che impegnate da tempo nel settore delle risposte ai bisogni hanno aderito al progetto. Si tratta della società cooperativa sociale Servivi per l'Accoglienza di Cremona, l'associazione di volontariato ONLUS Centro di Solidarietà il Ponte di Cremona, la Società San Vincenzo de Paoli - Consiglio Centrale di Cremona, la Fondazione Janua Coeli - Missionari nell'Amore di Pessina Cremonese. Il Comune di Cremona opererà attraverso i propri servizi del Settore Affari Sociali, che si integreranno con le strutture assistenziali private messe a disposizione del progetto, per una azione congiunta di sostegno delle fasce più deboli di popolazione (situazioni di povertà estrema di emarginazione, immigrati, senza fissa dimora ecc.). La spesa complessiva di euro 56.000,00 è finanziata completamente dai contributi regionali.
Richiesta di prestito di reperti appartenenti al Museo Stradivariano.
La Giunta Comunale, su proposta dell'Assessore alla Cultura, Gianfranco Berneri, ha concesso il prestito di alcuni attrezzi provenienti dalla bottega di Antonio Stradivari appartenenti al Museo Stradivariano affinché possano essere esposti nella cittadina svizzera di Gstaad in occasione del Menuhin Festival che si svolgerà dal 10 agosto al 5 settembre 2008. Gli attrezzi che saranno prestati sono il tornio, lo spessimetro, l'alesatore, il graffietto e due piallette. Gli organizzatori del Menuhin Festival dovranno provvedere ad adeguata assicurazione secondo le indicazioni fornite, provvedere ad esporre i pezzi in una teca con adeguata illuminazione, garantire il viaggio sia all'andata che al ritorno degli attrezzi che saranno accompagnati da persona di fiducia dell'Amminstrazione.
Protocollo d'intesa tra la Città di Milano e la Città di Cremona per la collaborazione all'organizzazione di attività inerenti l'EXPO Milano 2015.
Il Sindaco ha comunicato alla Giunta che, in occasione del Consiglio Comunale in programma lunedì 30 giugno, renderà noti i contenuti del Protocollo d'intesa tra la Città di Milano e la Città di Cremona per la collaborazione all'organizzazione di attività inerenti l'EXPO Milano 2015 di cui si in attesa della formalizzazione ufficiale da parte del Comune di Milano che avverrà proprio per quella data.
(326) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 25-06-2008
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