Carta dei servizi educativi e percorsi identitari: il caso italiano e l'impegno dei comuni
Cremona - Teatro Monteverdi
29 febbraio 2008
Buongiorno a tutti!
Porgo un caloroso saluto a coloro che hanno scelto di partecipare a questo importante convegno nazionale, in particolare agli illustri relatori provenienti da significative realtà lombarde e da altre regioni italiane. Tema importante che si colloca nel continuo impegno del Comune di Cremona, che investe, da anni, consistenti risorse finanziarie e organizzative per creare le migliori condizioni dell'infanzia.
In questo sforzo rientra a pieno titolo la Carta dei Servizi della Rete degli Asili Nido di Cremona, realizzata per garantire ai cittadini cremonesi alcuni principi fondamentali e rendere omogenei gli aspetti dell'offerta del servizio asilo nido.
E' risaputo che, nonostante una specifica normativa ne richieda la presenza, la Carta dei servizi è spesso assente nei nidi, nelle scuole dell'infanzia e nelle altre strutture educative e in molti casi, dove è stata adottata, costituisce una semplice guida.
La Carta dei Servizi rappresenta invece un fondamentale strumento di informazione e tutela degli utenti dei servizi, di garanzia e miglioramento della qualità dei servizi stessi e di crescita per le organizzazioni e gli operatori.
Consapevole di ciò, il Comune di Cremona ha proposto, alle realtà cittadine che hanno in gestione strutture dedicate ai bambini dai tre mesi ai tre anni, una riflessione per condividere alcuni principi fondamentali così da rendere omogenei gli aspetti fondamentali dell'offerta del sevizio asilo nido.
Con la Carta dei Servizi di Rete si vuole far conoscere i principi generali e i criteri fondamentali che sostengono il lavoro e l'organizzazione degli asili nido della rete e ne caratterizzano il profilo qualitativo.
E' quindi uno strumento di sviluppo della qualità per mantenere costante attenzione al benessere dei bambini e favorire la comunicazione e la partecipazione delle famiglie. Questo documento rappresenta inoltre un primo risultato della collaborazione avviata tra alcuni asili nidi privati e pubblici per garantire e incrementare la qualità dei servizi erogati.
Si è dunque partiti da una considerazione fondamentale: il nido è un servizio educativo e sociale finalizzato alla cura e al benessere dei bambini e delle bambine dai tre mesi ai tre anni e concorre con le famiglie alla loro crescita e formazione.
Da qui la particolare attenzione alla salute del bambino nella comunità, considerando le indicazioni delle famiglie e dei pediatri di base; alla vita sociale ed affettiva del bambino, alla sua storia, alle esperienze familiari, culturali e sociali caratterizzanti il suo percorso di crescita; all'esperienza educativa che comprende un tempo per l'accoglienza, il gioco, le attività organizzate, la cura personale, il pranzo, il riposo e il ricongiungimento con la famiglia; alla programmazione come strumento che orienta le attività dell'asilo nido; all'accoglimento, al rispetto e alla valorizzazione dei diversi riferimenti culturali dei bambini stranieri e delle loro famiglie; agli aspetti di prevenzione e sicurezza degli ambienti.
Tra le finalità della riflessione che verrà fatta nel corso del convegno vi è anche quella di mettere a fuoco l'impegno dei Comuni nell'ambito del tema in discussione.
Credo che l'impegno dell'ente locale debba essere innanzitutto di fare in modo che gli asili nido rispondano alle esigenze lavorative delle famiglie e alla richiesta di un servizio educativo per la primissima infanzia attraverso una flessibilità che tuteli però il benessere di ciascun bambino, così da promuovere la condivisione del percorso educativo del bambino con le educatrici e la famiglia attraverso la programmazione di spazi di ascolto, incontro e dialogo.
Altrettanto importante è infine l'accessibilità dei servizi, intesa nel senso che gli asili nido pubblici e privati operino senza discriminazioni di genere, di razza, di religione, di lingua, di condizioni psico-fisiche e sociali.
Il mio augurio è che, a partire dal confronto oggi in programma e dal dibattito che ne seguirà, vengano definite le linee di azione a favore dell'infanzia, quell'infanzia che rappresenta le future generazioni e che ha il diritto ineludibile a vivere in un mondo che non le sia ostile, bensì amico.
Grazie dell'attenzione e buon lavoro.
(306) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 28-04-2008
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