Quantificazione, per l'anno 2007, delle somme dovute per monetizzazioni da parte dei privati per piante abbattute e non ripiantumate, così come previsto dal regolamento comunale per gli interventi sul patrimonio arboreo.
Il regolamento comunale per gli interventi sul patrimonio arboreo prevede la possibilità, da parte di privati, di monetizzazione delle essenze arboree abbattute e non ripiantumate nella misura approvata, annualmente dalla Giunta Comunale, su proposta dei competenti uffici. Pertanto la Giunta Comunale, sentito il relatore (Assessore Stefano Campagnolo), e con voto unanime dei presenti ha quantificato, per l'anno 2007, le somme dovute per monetizzazazione da parte dei privati per piante abbattute e non ripiantumate come di seguito specificato:
€ 300,00 per ogni essenza arborea abbattuta e non sostituita, prevista dall'art. 9 comma 3 del regolamento (Sussistenza delle condizioni per l'abbattimento in luoghi privati), poiché si ritiene tale somma più vicina al prezzo medio di mercato per la fornitura e messa a dimora di essenze arboree a "pronto effetto" con circonferenza di 20-25 cm;
€ 600,00 per ogni essenza arborea non piantumata, prevista dall'art. 13, 1° comma del regolamento (Interventi edilizi e i pianificazione urbanistica su aree alberate) per disincentivare interventi edificatori che non tengano conto del patrimonio arboreo esistente.
Le somme versate verranno accantonate su un apposito fondo finalizzato alle piantumazioni da parte del Comune.
Approvazione della bozza di Protocollo d'intesa tra la Provincia di Cremona e i Comuni di Cremona, Sesto ed Uniti, Spinadesco, che riguarda il Piano territoriale stralcio d'area di Cremona.
L'intensità crescente delle relazioni esistenti tra i territori del Comune di Cremona e dei Comuni di prima cintura, tra i quali Sesto ed Uniti e Spinadesco, e la necessità di effettuare scelte di carattere infrastrutturale e insediativo che comportano rilevanti effetti sul territorio circostante, richiede la definizione e l'attuazione di adeguate politiche territoriali orientate su obiettivi strategici, condivisi dai Comuni e coerenti con quelli del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP). La costruzione di politiche territoriali comuni trova lo strumento più idoneo alla sua realizzazione nel Piano territoriale d'area, previsto dall'articolo 35 della normativa del PTCP, approvato dalla Provincia di Cremona. La Provincia, cui restano delegate le funzioni amministrative relative alla programmazione di aree industriali e di aree ecologicamente attrezzate di carattere sovracomunale, sentiti gli enti locali interessati, in virtù della legge per il governo del territorio della Regione Lombardia (L.R. 12/2005), ha predisposto una bozza di protocollo d'intesa che riguarda un Piano territoriale stralcio d'area per i Comuni di Cremona, Sesto ed Uniti e Spinadesco. La finalità del Piano territoriale stralcio d'area è quello di favorire strategie di cooperazione tra gli enti locali al fine di ottimizzare l'uso e la gestione delle risorse territoriali, ambientali ed economiche, di migliorare la qualità insediativa e di accrescere la competitività territoriale.
La Giunta Comunale, a conclusione del percorso istruttorio, sentito il relatore (Assessore Daniele Soregaroli), con voto unanime dei presenti, ha pertanto approvato la bozza di protocollo d'intesa tra la Provincia di Cremona e i Comuni di Cremona, Sesto ed Uniti, Spinadesco, che riguarda il piano territoriale stralcio d'area di Cremona. Dopo l'esecutività di questo atto, i sindaci o loro delegati sottoscriveranno il protocollo d'intesa. La Provincia di Cremona predisporrà, in accordo con i Comuni, il Piano territoriale d'area. I Comuni provvederanno a recepire i contenuti del piano nei rispettivi strumenti urbanistici generali.
Conclusioni del gruppo di lavoro incaricato di elaborare una ipotesi di destinazione d'uso degli spazi interni dell'ex casetta del custode ai giardini Giovanni Paolo II di piazza Roma.
La precedente Amministrazione, nell'approvare il progetto di ristrutturazione dell'edificio dei giardini di piazza Roma che un tempo ospitava l'alloggio del custode, aveva previsto la possibilità di utilizzare la struttura come sede congiunta di un presidio permanente della Polizia Municipale e di un punto di pronto soccorso, questo gestito da personale dalla Croce Rossa. Successivamente è stato incluso nel piano locale di intervento predisposto dal Comune per concorrere ai finanziamenti regionali a sostegno del commercio, previsti dal Piano integrato per il commercio. E' stato così ottenuto ed erogato il finanziamento regionale, per un importo di € 72.000,00, pari al 50% del costo dell'investimento complessivo. Nell'imminenza della conclusione dei lavori, sia la Polizia Municipale che la Croce Rossa hanno evidenziato la difficoltà di garantire un proprio presidio fisso a causa della carenza di personale. D'altra parte, le misure nel frattempo adottate dal Comune per migliorare la sicurezza dell'area (installazione di un impianto di video sorveglianza, vigile di quartiere, istituzione di pattugliamento notturno del centro storico) hanno reso ormai superflua la presenza della postazione fissa, originariamente ipotizzata. In questo momento, dovendo ottimizzare l'utilizzo delle scarse risorse umane disponibili, risulta più funzionale agli interessi della sicurezza dei cittadini che gli agenti vengano impiegati il più possibile nel controllo del territorio. Preso atto di queste nuove esigenze, è stato costituito un apposito gruppo di lavoro interno, coordinato dal Vice Sindaco Luigi Baldani, con il compito di elaborare una diversa ipotesi di destinazione d'uso dell'immobile. Questo gruppo di lavoro ha concluso il suo compito e ha rassegnato alla Giunta la seguente proposta, che è stata accolta:
allestire al piano terra dell'ex casetta del custode la sede del coordinamento delle iniziative turistiche tra Comune e Provincia, in stretto raccordo con il servizio di promozione turistica della provincia, che continuerà ad operare in piazza del Comune;
concedere gli spazi al piano superiore, a titolo di comodato gratuito, all'associazione per l'artigianato artistico "Fatto a mano", che vi allestirà anche un'esposizione permanente di oggetti dell'artigianato artistico cremonese.
Tale soluzione consente di dotare la città di un ulteriore spazio, a gestione mista pubblico-privato, in cui potranno essere promosse e valorizzate stabilmente le eccellenze del territorio, senza che questo comporti un significativo aggravio per le casse comunali. Infine, l'ex casetta del custode, così riqualificata, verrà utilizzata comunque quale punto d'appoggio per la pattuglia della Polizia Municipale che è incaricata di presidiare il centro storico, così da svolgere anche un ruolo nell'ambito della sicurezza urbana.
Richiesta avanzata dalla RAI intesa ad ottenere il prestito di un violino appartenente alla collezione comunale per la partecipazione all'iniziativa "MARATON ARTE".
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, insieme alla RAI, ha organizzato una raccolta di fondi attraverso l'iniziativa denominata Maraton Arte. Si tratta di raccogliere fondi destinati alla salvaguardia e alla tutela si sette luoghi italiani dell'Arte; uno di questi luoghi è il Centro Nazionale del restauro degli Strumenti Antichi di Cremona (Palazzo Pallavicino di via Colletta). L'iniziativa si concluderà domenica 7 ottobre su RAI Uno, nell'ambito della trasmissione Domenica In. Pippo Baudo, che presenterà la parte finale della trasmissione, ospiterà in studio il Ministro Francesco Rutelli. Per questa circostanza la RAI ha chiesto di potere mostrare al pubblico un violino di Stradivari, quale simbolo della città di Cremona, sede di uno dei sette luoghi ai quali saranno destinati i fondi pervenuti dalla raccolta. La Giunta Comunale - considerata la finalità dell'iniziativa e la risonanza nazionale dell'evento - ha deciso di proporre alla produzione della trasmissione televisiva la presentazione del violino di Antonio Stradivari "Il Cremonese 1715".
Dismissione del vecchio impianto di illuminazione a servizio della Galleria 25 Aprile.
L'Assessore Stefano Campagnolo ha informato la Giunta che AEM ha terminato l'attività di pulizia e disalimentazione totale del vecchio impianto di illuminazione della Galleria 25 Aprile, sostituendolo completamente con il nuovo. Il vecchio impianto, costituito da plafoniere in cristallo a parete nella parte centrale della Galleria e a soffitto nei corridoi laterali, è stato completamente posto fuori tensione e messo in sicurezza, sostituendolo con proiettori asimmetrici collocati nella parte centrale, sopra il scorniciane e a soffitto nelle gallerie. Il vecchio impianto è stato mantenuto al proprio posto in quanto si tratta di un manufatto di pregio, di rilevante valore artistico ed estetico, sottoposto a vicolo.
Risultati della campagna di controllo degli impianti termici nella stagione termica 2006/2007.
La stagione termica 2006-2007 è stata la quinta campagna di controllo degli impianti termici. Gli impianti sottoposti alla campagna di verifica sono stati sia quelli di potenza nominale superiore ai 35 KW (per questi la normativa non prevede la possibilità di autodichiararsi), che quelli di potenza inferiore ai 35 KW (impianti domestici). Anche in questa campagna si è fatto un notevole sforzo per cercare di individuare gli impianti di poco superiori ai 35 KW la cui individuazione non è possibile ricavare dall'impegno della fornitura di energia. Gli uffici hanno controllato circa 2.500 nominativi risultanti dai tabulati forniti dalle ditte erogatrici di combustibili e sono state eseguite sul campo 855 verifiche di cui 114 di impianti superiori ai 35 KW e 741 di impianti inferiori ai 35 KW. La normativa prevede per gli impianti di potenza superiore ai 35 KW un controllo ogni due anni quindi per questi si è effettuato il ricontrollo sulla base delle campagne precedenti ai quali si sono aggiunti i nuovi impianti trovati durante le ispezioni. L'assegnazione delle verifiche da effettuare è stata ripartita su 8 verificatori abilitati, in possesso della certificazione rilasciata dall'ENEA, che hanno dato la propria disponibilità al Comune per l'effettuazione della campagna. Come gli scorsi anni, per avere un campione omogeneo e non discriminato per la selezione degli impianti inferiori ai 35 KW, gli uffici hanno diviso la città in otto zone, scegliendo casualmente alcune vie per ogni zona. In totale sono stati effettuati 741 controlli di cui 325 autodichiarati e 416 non autodichiarati. Anche quest'anno sono stati effettuati parecchi controlli sugli autodichiarati per verificare l'effettivo stato di manutenzione ed accertare la corretta esecuzione delle manutenzioni. La scelta di un capillare controllo degli impianti autocertificati è dovuta oltre che per il rispetto della normativa vigente, alla necessità di confortare i cittadini che hanno massicciamente aderito alla campagna di autocertificazione degli impianti della verifica del rispetto da parte dei manutentori degli standard di manutenzione. Le verifiche sono state effettuate nel periodo compreso tra i mesi di ottobre 2006 e aprile 2007. Alcuni impianti sono stati verificati nel mese di maggio a seguito di accordi tra i proprietari ed i verificatori. Le verifiche effettuate (sugli impianti inferiori ai 35 KW) hanno determinato i seguenti risultati: totale verifiche impianti inferiori ai 35 kw: 741; verifiche positive 504; verifiche negative 237. La percentuale complessiva di verifiche negative è stata del 32 %. Lo scorso anno la percentuale è stata del 33%.
Dall'analisi delle verifiche effettuate sugli impianti autodichiarati emerge che solamente il 6% è negativo, segnale che i manutentori hanno prestato maggiore attenzione prima di rilasciare la certificazione ma soprattutto che i cittadini hanno capito l'importanza della sicurezza del proprio impianto e durante i controlli permettono ai manutentori di adottare tutti gli accorgimenti per mettere in sicurezza l'impianto. La negatività della verifica è data anche dalla mancanza di manutenzione per un anno, casi quindi di impianti autocertificati alla quale non è più seguita la normale manutenzione dell'impianto o dalla carenza della documentazione presente all'ispezione. I cittadini verificati sono stati debitamente informati di farsi rilasciare le certificazioni dai loro installatori. Tale assenza riveste particolare importanza, specie nell'ottica dei prossimi controlli previsti dall'Autorità per l'Energia che impongono l'accertamento della presenza di tale documentazione, ed in caso di mancanza delle certificazioni (per gli impianti installati dopo il 1990) dovrà essere sospesa la fornitura del gas. Sono 20 gli impianti autodichiarati trovati in fase di verifica non conformi. Solo in un caso il rendimento era inferiore a quanto previsto dalla normativa. In 8 casi in cui è stato riscontrato un valore eccessivo di CO (monossido di carbonio). Ben altri risultati emergono dall'anali delle verifiche degli impianti non autocertificati, dove ben il 52% risulta negativo. Sono 217 gli impianti non autodichiarati trovati in fase di verifica non conformi alla normativa sugli impianti termici, di cui 202 senza manutenzioni e 12 con un rendimento inferiore a quanto previsto dalla normativa. Ben 17 gli impianti in cui è stato riscontrato un valore eccessivo di CO (monossido di carbonio). Il dato complessivo più importante, sotto l'aspetto della salvaguardia dell'incolumità, è costituito dai 25 casi in cui è stato riscontrato un valore eccessivo di CO (monossido di carbonio), ovvero famiglie/esercizi commerciali in cui si è potuti intervenire immediatamente, con procedure d'urgenza, ed evitando altrettanti casi di avvelenamento da monossido di carbonio.
Con le verifiche eseguite tra il 2003 ed il 2006 sono stati controllati quasi tutti gli impianti di potenza superiore ai 35 KW presenti sul territorio comunale, raggiungendo, in pochi anni, l'obbiettivo imposto dalla normativa vigente. In questa campagna sono stati avviati i ricontrolli degli impianti superiori ai 35 KW (gli impianti devono essere controllati dall'Ente locale con cadenza biennale). Un grande impegno è stato profuso per verificare gli impianti superiori ma collocati in abitazioni, con potenze di circa 40-50 KW. Con gli attuali sistemi di ricerca, questo tipo di impianti non sono di semplice individuazione. Si consideri che questa tipologia di impianto con la normativa previgente non può autodichiararsi. Per quanto riguarda gli impianti superiori ai 35 KW il numero di verifiche effettuate sul campo è stato di 114 di cui 107 impianti alimentati a gas metano e 7 impianti alimentati a gasolio. Delle verifiche effettuate 12 sono risultate negative, il 10,5%, dato in linea con le scorse campagne. Per gli impianti superiori ai 35 KW il problema principale riscontrato è stato la mancanza di documentazione degli impianti (21 casi); questo in parte è dovuto a quegli impianti di poco superiori ai 35 KW i cui proprietari ignoravano quanto la normativa prescrive. Solo 2 impianti avevano problemi di rendimento (con conseguente spreco di energia) e in 2 casi si è riscontrato un valore di CO superiore al limite. Tali numeri (pur essendo pochi) denotano ancora una trascuratezza e mancanza di sensibilità sia sui problemi del risparmio energetico che su quelli della sicurezza.
Si ritiene di poter esprimere un parere complessivamente positivo per questa quinta campagna di controllo degli impianti termici. La macchina amministrativa messa in campo dal Comune ha funzionato bene. Va segnalato in particolare il grosso sforzo attuato dall'URP e dell'Ufficio Caldaie. I due uffici hanno saputo lavorare di concerto, specie nei giorni di invio delle lettere di avviso di verifica, riuscendo a gestire al meglio le problematiche e dividendosi in modo corretto l'utenza. Inoltre l'URP ha sostenuto tutta la consegna dei bollini dei singoli cittadini ed il ritiro delle autocertificazioni per il successivo inoltro all'ufficio caldaie, mentre l'ufficio caldaie ha gestito il rapporto diretto con le Associazioni ed i Manutentori convenzionati. Per dare la dimensione della grande mole di lavoro si pensi che nello scorso inverno sono state consegnate al Comune oltre 12.000 autodichiarazioni. Ovviamente i lavori della campagna non sono terminati. Devono essere ora controllati i versamenti effettuati e sollecitato chi non abbia ancora versato l'onere di verifica. Inoltre tutte le verifiche negative dovranno essere accuratamente controllate per l'emanazione degli eventuali provvedimenti di competenza del Comune.
2° Programma Regionale Contratti di Quartiere (D.D. 26 giugno 2007 n. 6987): invito a presentare manifestazioni di interesse a partecipare.
La Regione Lombardia ha approvato l'invito a presentare manifestazione di interesse a partecipare al 2° Programma Regionale Contratti di Quartiere. E' questo uno strumento finalizzato alla riqualificazione integrata di quartieri urbani degradati, caratterizzati dalla compresenza di degrado delle costruzioni e dell'ambiente urbano oltre che da un disagio sociale. La Regione ha individuato come strategici i seguenti assi di intervento: edilizia residenziale pubblica, coerente con le politiche regionali di risparmio delle risorse energetiche e naturali; coesione sociale; sicurezza e rivitalizzazione economica. Il 2° Programma Regionale Contratti di Quartiere è finanziato dalla risorse apportare dai partenariati proponenti e dalla Regione Lombardia; tenendo conto degli esiti della fase esplorativa, cioè delle manifestazioni di interesse presentate, la Giunta Regionale stabilirà l'entità delle risorse a disposizione del programma ed i criteri per l'invito a partecipare alla successiva fase conclusiva. Per l'attuazione di questo Programma, la Regione ha individuato un percorso suddiviso in quattro fasi. Siamo ora alla prima fase, quella esplorativa, alla quale possono partecipare i Comuni e le ALER in qualità di capofila di un partenariato costituito o che può essere costituito da più soggetti. E' ammessa anche la partecipazione di un unico soggetto. La Giunta Comunale, decidendo di presentare manifestazione di interesse a partecipare, ha accolto la proposta dell'Assessore all'Edilizia Residenziale Pubblica Maura Ruggeri per due diversi interventi: il recupero del piano terra e del primo piano dell'edificio di largo Pagliari 13 e la realizzazione del Contratto di quartiere ex Consorzio Agrario, già presentato al Ministero dei Lavori Pubblici nel 2006.
(437) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 26-09-2007
-