Intervento del Sindaco per le celebrazioni della Festa della Repubblica
Sabato 2 giugno 2007
Autorità, militari, cittadine e cittadini,
oggi celebriamo il 61esimo anniversario della nascita della Repubblica italiana.
Il 2 giugno del 1946 il popolo italiano - riconquistate pace, libertà e democrazia - si misurò con una scelta fondamentale per il proprio futuro, decidendo in un libero referendum tra Monarchia e Repubblica.
Era la prima volta che gli italiani si trovavano di fronte ad una decisione di questo tipo. Fu un confronto aspro, difficile ma molto partecipato e sfociò in una decisione che indusse un cambio radicale dell'impianto istituzionale, attraverso l'introduzione della forma repubblicana.
Si apriva così una prospettiva carica di tante speranze e di tanta fiducia.
In questo 2007 ricordare questo anniversario ha una valenza ancora maggiore, perché viviamo un'epoca difficile, tormentata, di crisi. Dalla quale però vogliamo uscire positivamente.
Abbiamo vissuto, negli ultimi decenni, un lungo periodo che ha reca in sé i tratti di una vera straordinarietà.
Primo fra tutti l'avvenuta riconciliazione, nella seconda metà del secolo scorso, fra i popoli europei, grandi e piccoli.
In un mondo che è purtroppo ancora teatro di aspri conflitti nazionali, etnici o religiosi, l'Europa - l'Unione Europea - da 60 anni, si propone come un modello di civiltà, di valore universale, di pacifica convivenza. 60 anni di pace! Non era mai successo nel nostro continente!
Non ci sfugge quante siano ancora le difficoltà.
Vi sono paure preoccupanti, albergano tristi nostalgie, avanzano sentimenti di insicurezza, percezioni di instabilità che non vanno sottovalutate.
Ma i popoli d'Europa non hanno dimenticato l'amara lezione della storia del secolo che si è appena compiuto.
Dall'orgoglio e dalla fame di potenza delle nazioni sono scaturite guerre feroci che hanno rischiato di distruggere l'Europa, che hanno coinvolto il mondo intero, che hanno portato distruzione e morte per milioni di donne e uomini.
Mai. Mai dobbiamo mai dimenticare ciò che è avvenuto!
Dobbiamo tenere alta l'attenzione, nel nome della riconciliazione fra le nazioni e per l'affermazione vera dei valori fondamentali di libertà, di giustizia, di rispetto della dignità della persona umana.
Il popolo italiano ha scelto allora la Repubblica, la democrazia e la pace. Repubblica, democrazia e pace hanno creato il fertile terreno su cui è cresciuto un nuovo benessere.
L'Italia, l'Europa, crescono insieme quando si ispirano a valori ed istituzioni democratiche.
Il segreto della democrazia è di saper incanalare l'inevitabile conflitto sociale, politico, culturale nell'ambito delle istituzioni libere e democratiche, dove il naturale conflitto diventa confronto e poi luogo d'incontro, di dialogo e contaminazione e, se possibile, di sintesi unitaria e più avanzata
Il segreto della democrazia è di operare affinché il contrasto ed anche la contrapposizione non assumano mai aspetti distruttivi ma che anzi vengano considerati motivi di progresso, risorse benedette che aiutano il progresso ed il cambiamento.
L'Italia ricorda oggi un periodo irripetibile e straordinario - quello che i nostri padri ed i nostri nonni vissero 60 anni fa - pieno di speranze e animato da coraggio e impegno.
Un periodo che portò il nostro Paese dalla Liberazione alla nascita della Repubblica e dell'Assemblea Costituente, fino alla promulgazione della Carta Costituzionale.
Oggi - nel mentre ci congratuliamo vivamente con tutti coloro che verranno insigniti delle Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana - non possiamo esimerci dal ricordare, quanto la Repubblica di cui celebriamo la fondazione sia molto diversa, nella architettura istituzionale, da quella che nacque il 2 giugno 1946.
I cambiamenti profondi intervenuti in questi 61 anni hanno reso la Repubblica un sistema complesso ma unitario, in cui tutte le componenti - Stato, Regioni, Autonomie Locali - hanno un ruolo fondamentale, trovando nell'Unione Europea un ulteriore elemento di riferimento che consente di coniugare il concetto di cittadinanza nazionale con quello di cittadinanza europea.
Oggi ancor di più il senso dello Stato, della cosa pubblica deve appartenere a tutti, perché ciascuno di noi è chiamato a testimoniare il senso del vivere civile della legalità, nel proprio quotidiano, nel lavoro, nella famiglia, nella vita privata ed in quella associata.
Ed il motore primo delle istituzioni repubblicane sono proprio i cittadini che, certo, hanno il diritto di pretendere che il livello dei servizi offerti dalle istituzioni sia adeguato alle proprie esigenze, ma che hanno anche il dovere di impegnarsi nel rispetto delle regole fondamentali della vita associata.
L'auspicio è quindi che la celebrazione di questa ricorrenza diventi un'occasione per rinsaldare il patto tra cittadini ed istituzioni, dando nuova linfa alla vita della nostra Repubblica.
Nel rinnovare i ringraziamenti a tutti voi, voglio da ultimo rivolgere il caloroso benvenuto che la nostra comunità riserva ai giovani militari ed, in generale, al personale delle forze dell'ordine in servizio a Cremona, confermando appieno il nostro senso di ospitalità e di accoglienza.
Grazie ancora a tutti voi.
Viva la Repubblica, Viva la Costituzione, Viva l'Italia!
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Data ultima modifica: 04-06-2007
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