Intervento di Gian Carlo Corada, Sindaco di Cremona, in occasione della Festa dell'Europa
Mercoledi 9 maggio 2007
Oggi, 9 maggio, festeggiamo l'Europa!
Molti si chiedono che cosa sia successo di così importante il 9 maggio per dedicarlo all'Europa, ed in quale anno sia successo.
Il 9 maggio di 57 anni fa - era il 1950 - nacque l'Europa comunitaria.
Erano trascorsi solo 5 anni dalla fine della seconda guerra mondiale - l'orrido massacro che condusse alla morte di 55 milioni di persone, di cui 40 milioni nella sola Europa.
Eppure già l'umanità si sentiva sull'orlo della deflagrazione di una terza guerra mondiale.
Il mondo era diviso in blocchi, contrapposti ed armati, uno di fronte all'altro, pronti ad azzannarsi.
Lo spettro di una terza guerra mondiale angosciava tutta l'Europa. Occorreva riprendere il discorso della pace, occorreva rilanciare l'obiettivo della coesistenza.
Le prime righe della dichiarazione del 9 maggio 1950 redatta da Robert Schuman, Ministro francese degli Affari Esteri, in collaborazione con il suo amico e consigliere, Jean Monnet, danno infatti molto bene l'idea dei propositi molto ambiziosi che l'animavano.
"La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza iniziative creative all'altezza dei pericoli che ci minacciano". "Mettendo in comune talune produzioni di base e istituendo una nuova Alta Autorità le cui decisioni saranno vincolanti per la Francia, la Germania e i paesi che vi aderiranno, saranno realizzate le prime fondamenta concrete di una federazione europea indispensabile alla salvaguardia della pace".
Era il primo passo.
Con questo documento si avanzava una concreta proposta, attraverso la quale dare vita ad una Istituzione europea soprannazionale, alla quale responsabilità cui affidare la gestione del carbone e dell'acciaio, le materie prime che all'epoca erano il presupposto di qualsiasi potenza militare.
Era un passo fantasioso, creativo, che guardavo lontano.
Non si deve infatti mai dimenticare che quei paesi - che attraverso quella proposta venivano chiamati a rinunciare alla propria sovranità nazionale sul "nucleo" fondamentale della guerra (il carbone e l'acciaio) - erano usciti da pochissimo da un conflitto spaventoso che aveva seminato innumerevoli rovine, materiali ma soprattutto morali, odi, rancori, pregiudizi.
Per farsi un'idea di quale fosse l'impatto rivoluzionario del gesto dovremmo sforzarci di immaginare oggi una simile iniziativa tra Israele e i Palestinesi, oppure tra le diverse tribù dell'Iraq, o tra le popolazioni tutsi e hutu.
E, a ben guardare, all'epoca l'ordine di grandezza era ancora maggiore e le ferite ancora più profonde!
Tutto è cominciato il 9 maggio e al vertice tenuto a Milano nel 1985 i capi di Stato e di governo hanno deciso di festeggiare questa data come Giornata dell'Europa.
Ogni paese che ha democraticamente scelto di aderire all'Unione europea adotta i valori di pace e di solidarietà su cui si fonda la costruzione comunitaria.
Questi valori si realizzano grazie allo sviluppo economico e sociale e all'equilibrio del contesto ambientale e delle varie regioni, i soli fattori che possono garantire un livello di qualità della vita diffuso equamente tra i cittadini.
L'Europa, come insieme di popoli consapevoli di appartenere ad una medesima entità avente culture analoghe o complementari, esiste da secoli, ma senza regole o istituzioni e la consapevolezza di questa unità di fondo non era mai bastata ad evitare i disastri.
Come qualsiasi opera umana di pari portata, l'integrazione dell'Europa non sarà realizzata né in un giorno, né in qualche decennio: le lacune sono ancora numerose, le imperfezioni evidenti.
L'impresa avviata all'indomani della seconda guerra mondiale era talmente nuova!
Ciò che nei secoli o millenni scorsi poteva avvicinarsi a un tentativo di unione era di fatto il frutto della vittoria degli uni sugli altri.
Queste costruzioni non potevano durare e i vinti avevano la sola aspirazione di recuperare la loro autonomia.
Oggi la meta è un'altra: costruire un'Europa che rispetti la libertà e l'identità di ciascuno dei popoli che la compongono, gestita in comune applicando il principio per cui "ciò che può essere meglio fatto in comune, deve esserlo".
Solo l'unione dei popoli può garantire all'Europa la sovranità sul suo destino e il suo prestigio nel mondo.
Ma l'Unione Europea deve diventare sempre più integrata, deve diventare sempre più un soggetto istituzionale capace di intervenire sul terreno della politica.
Ecco perché è urgente che l'Europa diventi capace di decidere, si dia meccanismi che consentano decisioni a maggioranza, superando ogni residuo diritto di veto.
Ed ecco perché diventa non più rinviabile l'approvazione della Costituzione Europea, carta fondamentale nella quale noi tutti, cittadini europei, possiamo riconoscerci.
L'Unione europea è all'ascolto e al servizio dei cittadini. Pur mantenendo la sua specificità, le sue abitudini di vita, la sua lingua, ogni cittadino deve tuttavia sentirsi a casa nella patria europea nella quale può circolare liberamente.
Il 9 maggio, dunque, è una grande giornata dedicata alla pace.
Ed è una data che, dal 1978, si intreccia ancora più fortemente nelle convinzioni di pace e di lotta alla violenza.
Fu infatti proprio il 9 maggio del 1978 che i terroristi delle Brigate Rosse assassinarono Aldo Moro e ne fecero trovare il cadavere, rannicchiato nel portabagagli di una rossa Renault4.
Ed è proprio per ricordare quell'evento drammatico che da due anni il 9 maggio è stato istituito il "Giorno della memoria" dedicato alle vittime del terrorismo, interno ed internazionale, e delle stragi di tale matrice.
Non potremo mai dimenticare quella drammatica giornata. E non potremo mai scordare il giuramento che, in quell'occasione, in tanti abbiamo fatto: fermare la violenza, sconfiggere il terrore, costruire un mondo di pace.
Nel nome di Aldo Moro e nel nome di un'Europa libera, democratica, unita e di pace, festeggiamo oggi - tutti insieme - la festa dell'Europa.
Dal 1945 sono trascorsi 62 anni. Anni di pace. Anni nei quali lo scettro è stato tolto alla violenza ed alla guerra ed è stato assegnato alla politica, alla diplomazia, alla collaborazione internazionale.
Facciamo in modo, tutti insieme, che l'Europa unita possa dare al mondo questo grande contributo, fatto di cultura e di civiltà, di intelligenza e di solidarietà, di storia e di capacità.
Facciamo in modo che, dall'Europa, divenga possibile costruire un mondo di pace e di solidarietà.
Viva la pace, viva l'Europa!
(306) letture dal 26-06-2007 -
Data ultima modifica: 14-05-2007
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