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Intervento di Giuseppe Tiranti, Presidente di Linea Group Holding
Cremona: verso il piano strategico della città - Venerdì 9 marzo 2007 Quattro cardini fondamentali: fare sistema, produrre innovazione, ampliare il parco infrastrutturale ed elevare la qualità dei servizi. Quello che oggi presentiamo è solo un'idea, non un progetto. Un'idea che può trasformarsi in progetto se gli attori, soprattutto seduti a questo tavolo e seduti in questa sala, condivideranno gli assi portanti di questo ragionamento. E' importantissimo che ci sia la Regione, perché - lo vedrete adesso - è uno degli attori fondamentali; è importante che ci siano gli enti locali che sono l'altro aspetto coinvolto; è importante che ci siano le imprese ed è importante che ci sia chi fa da network a tutto questo. L'idea - io ho usato un po' delle parole auliche per presentarla - è un'idea di innovazione di sistema che parte dal presupposto che noi abbiamo già tanto per produrre questa innovazione e che probabilmente dobbiamo più superare le barriere che stanno nella testa di ognuno di noi piuttosto che barriere materiali importanti. Da cosa si basa? Noi viviamo soprattutto (tutta la Lombardia) un territorio milano-centrico. E' Milano il motore fondamentale della Lombardia. Ci sono anche altri settori importanti, ma è un territorio fondamentalmente milano-centrico in cui ogni giorno migliaia di persone si spostano per lavoro su Milano. Consumano - io direi proprio così - due ore di vita sui mezzi di trasporto: che siano privati o pubblici, però una delle caratteristiche fondamentali dei pendolari è che consumano mediamente per spostarsi su Milano (con tutto ciò che significa ingorghi, tensioni, stress, le cose che tutti conoscono) ogni giorno due ore di vita. Costi che tendenzialmente crescono ed elevato impatto ambientale. Tutto, alla congestione che ogni giorno si genera intorno a Milano, ha non solo un costo economico, ma anche elevato impatto ambientale. Il problema, però, non è così sentito come parrebbe. Le ragioni sono diverse. Uno, perché i costi di trasporto sono a carico dei lavoratori e quindi le imprese, in quanto tali, non sentono questo come uno dei temi fondamentali. Perché affrontare la complessità - vedrete qual è la suggestione che ci sta dietro - non è una cosa semplice e perché la cultura del fare impresa non si è ancora adeguata alle potenzialità della tecnologia. A cosa ci riferiamo? Al fatto che oggi la tecnologia consente di lavorare a distanza come se fossimo nella porta accanto. Il costo di un ufficio a Milano è decisamente più alto che a Pavia, Lodi, Cremona o intorno a Rovato. Questi luoghi non sono indicati a caso; sono i luoghi di intervento prioritario di linea Group Holding, ovviamente. Il tempo liberato diventa valore sia per l'impresa, sia per il lavoratore. L'idea fondamentale è: spostiamo il lavoro e non le persone. Attenzione, qui non stiamo parlando di telelavoro, che è qualcosa che ancora deve superare più di una barriera. Qui si tratta di replicare il modulo organizzativo semplice, quello dell'ufficio, semplicemente delocalizzato. L'organizzazione del lavoro rimane quella di sempre, ma si tratta di spostare la delocalizzazione degli uffici con questo insieme, secondo noi, di vantaggi. Secondo noi questo, l'abbiamo chiamato gioco e in effetti è un progetto, in cui a nostro avviso tutti gli attori in campo potrebbero vincere. L'impresa perché riduce o valorizza al meglio i propri immobili. Un'impresa che ha molti uffici, ha molti lavoratori cremonesi, parlando di un'impresa di Milano che ha molti lavoratori cremonesi e che ha un'immobile di proprietà può, o diminuire i propri costi, o valorizzare al meglio i propri immobili. I collaboratori sono sicuramente il soggetto che gradirebbero di più un'impostazione di questo genere perché sarebbero due ore di vita in più ogni giorno, meno stressati e probabilmente anche più disponibili a far sì che parte di questo tempo sia reso disponibile anche alla stessa impresa. Perché no! Il territorio, quindi gli enti locali coinvolti, meno traffico, meno pendolari, di conseguenza meno inquinamento, ma anche meno stress sulle reti viarie e sulle reti di adduzione. Quindi non vediamo ostacoli perché gli enti locali non gradiscano impostazioni di questo genere. Più gente che vive e investe nelle strutture locali: anziché spostarsi quotidianamente verso un'altra città la gente resterebbe ancorata là dove vive e quindi una circolazione di investimenti che restano lì. Qual è il nostro ruolo dentro un disegno di questa natura? Innanzitutto di individuare le aziende disponibili. Potenzialmente tutte le aziende. Pensiamo che si possa iniziare individuando le aziende più disponibili per dimensioni, per cultura, per afflato rispetto ad una cosa di questo genere e in grado, quindi, di cominciare una sperimentazione. Trovare gli uffici con il supporto delle Amministrazioni. Delocalizzare significa trovare in loco delle soluzioni di carattere architettonico adeguate e quindi supporto indispensabile delle Amministrazioni locali. Predisporre le infrastrutture necessarie che significa far sì che le imprese disponibili a far questo non abbiano nessun problema e quindi che delocalizzare i propri collaboratori lo possano fare avendo la certezza che tutto funzioni, tutto il sistema, non solo l'involucro ma anche le reti, tutte le reti energetiche (telecomunicazioni), tutto ciò che serve per rendere possibile e plausibile - guardate che le tecnologie sono già oggi ampiamente disponibili - farlo. Ovviamente il nostro ruolo dentro tutto questo castello sarebbe quello di garantire la gestione di tutte queste reti. Vi ripeto, allo stato è solo un'idea, un'idea che però può diventare un progetto che io penso abbia le caratteristiche sufficienti dell'ambizione per diventare uno tra i progetti strategici della città di Cremona. Grazie. |