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Il Comune Attività e uffici Il Comune per... Accedi a La città | Tamoil Raffinazione: sviluppo storico e sfide future
Intervento di Enrico Gilberti, Tamoil Italia S.p.A. e Tamoil Raffinazione S.p.A. (per conto di Ness Yammine)
Cremona: verso il piano strategico della città - Venerdì 9 marzo 2007 Vediamo il punto numero 1: "Due parole sull'industria petrolifera". "Considerando la forte crescita della domanda di energia, l'industria petrolifera continuerà ad avere un ruolo fondamentale; però è importante che l'opinione pubblica, le istituzioni, le società non si facciano forviare dai fraintendimenti che derivano dal confondere la riduzione percentuale del petrolio nel mix energetico con la sua crescita in valore assoluto. Ovvero, il fraintendimento è che l'industria petrolifera subirà nel prossimo futuro un forte ridimensionamento per effetto dell'aumento delle altre fonti energetiche. In realtà la domanda di energia in valore assoluto continuerà a crescere; l'industria petrolifera, almeno per i prossimi vent'anni, sarà principale protagonista del mercato energetico mondiale. Il bilanciamento tra domanda e offerta. Il petrolio continuerà ad essere un bene prezioso, e vi sono elementi strutturali che non fanno ritenere probabile, nel breve periodo, una forte discesa delle quotazioni di grezzo e prodotti. Il considerare tutte le variabili del sistema consente di evitare comuni fraintendimenti. Fraintendimenti è che la vera ragione per cui le quotazioni del mercato petrolifero sono alte è la mancanza di concorrenza: in realtà il clima di concorrenza è dimostrato dalla quota di mercato che Tamoil continua ad ottimizzare, ad innalzare. L'industria petrolifera: upstream e downstream. Qualche indicazione. Diciamo che questo scenario di forte domanda, di alti prezzi, avvantaggia gli operatori presenti nella fase di estrazione e produzione - questo si chiama upstream, non quelli che operano nella sola raffinazione e distribuzione, che viene denominata downstream. Società che operano nell'upstream e downstream, ad esempio società come ENI, hanno come costi quelli di estrazione, dell'ordine di 5/10 dollari al barile, e come ricavi quelli corrispondenti al valore di mercato del grezzo, ovvero 60 dollari al barile. Società come Tamoil, attive nel downstream, hanno come costo la quotazione di mercato del grezzo dell'ordine di 60 dollari, e ricavi poco superiori a questo valore. Altro concetto è quello della conversione e marginalità. Esiste un rapporto di proporzionalità diretto tra grado di conversione e margini di raffinazione. Il grado di conversione di una raffineria è la capacità di minimizzare la produzione di prodotti pesanti come l'olio combustibile, a vantaggio di prodotti leggeri come benzina e gasolio. Questa capacità deriva dalla possibilità di finalizzare investimenti che aumentano le rese di prodotti richiesti dal mercato, rispettando specifiche ambientali giustamente sempre più stringenti. Vedete dal grafico che Tamoil si colloca nella fascia di bassa conversione". Secondo punto: "Gruppo Oilinvest e Tamoil Italia". "Tamoil Italia, di cui Tamoil raffinazione, quindi Raffinerie di Cremona, fa parte, appartengono al gruppo Oilinvest Netherland B.V. A questa (diciamo) holding fanno parte quindi Tamoil Italia, Tamoil raffinazione, la raffineria svizzera, la raffineria di Holborn e altre strutture quali Oilinvest Espaņa, Tamoil Overseas Limited e Tamoil Lubricants, che sono società attive nel trading prodotti. Più in dettaglio, su questa slide vediamo che appunto in Italia Tamoil possiede una raffineria, un'altra in Svizzera, a Collombey, un'altra ad Amburgo, più reti di distribuzione in Olanda e Spagna. Come capacità totale di raffinazione equivale a 255.000 barili/giorno che, per chi non avesse molta confidenza con il barile, questo significa circa 34.000 tonnellate/giorno di raffinato. Numero di stazioni di servizio: sono circa 3.000, di cui solo 2.200 in Italia. Personale diretto: 1.765 persone; indiretto: 21.000". Vediamo Tamoil Italia e il suo sviluppo storico. "La storia di Tamoil Italia". "Nel 1986 la raffineria di Cremona era Amoco (Amoco è una società della Standard Oil americana). Amoco lascia il mercato italiano, vende ad un investitore privato che rinomina la società come Tamoil Italia - è il nome di oggi. Ricordo che il primo carico di grezzo era stato scaricato a Genova e processato a Cremona. Da questo momento inizia il piano di sviluppo della società. Nel 1987 vengono acquisiti 755 distributori della Texano; nel 1988 Tamoil Italia diventa parte del gruppo Oilinvest, ed iniziano ristrutturazioni per adeguare le unità di Cremona alle nuove richieste specifiche di legge per i prodotti finiti. Vengono finalizzati contratti in Calabria ed in Sicilia che consentono a Tamoil di essere presente su tutto il territorio nazionale. Nel 1990 viene realizzato un impianto di cosiddetto dewaxing, che aumenta la qualità del gasolio prodotto. Nel 1992 vengono acquisiti gli uffici della sede, che sono situati a Milano in Via Andrea Costa. Nel 1993, embargo sulla Libia: blocco degli investimenti. Gli investimenti però proseguono nel 1994 con la realizzazione di due unità che consentono di aumentare la capacità di produzione delle benzine, e soprattutto la qualità delle benzine prodotte. Voglio ricordare, a questo proposito, che le benzine prodotte da Tamoil già dal 1996, quindi alla fine della realizzazione di queste unità, avevano tutte un contenuto 1% di benzene, e con questo Tamoil aveva anticipato di due anni i limiti di legge che usciranno poi, tramite delle normative specifiche, nel 1998. Nel 1996 viene realizzato un impianti di desolforazione dai gasoli, per ridurre il quantitativo di zolfo nel prodotto finito. Nel 2001 inizia la fase di acquisizione dei distributori dall'Agip, e questa si chiude nel 2004 con un'acquisizione totale di 600 nuovi distributori, di cui molta parte sono sulla rete autostradale. Dal 2003, fine dell'embargo con la Libia; 2003 - 2006 piano di razionalizzazione e avvio del programma di investimenti presso la raffineria di Cremona. Con il 2006 cadono anche i vent'anni di attività nel mercato italiano". Volevo ora darvi qualche numero circa la crescita di Tamoil in questi vent'anni. Grezzo lavorato: +104%. Si è passato da una lavorazione annua di 2.700.000 nel 1986 a circa 5,6/5,8 milioni negli anni recenti. +117% nelle vendite totali, e +788% per la sola parte della rete. Sviluppo della rete stazioni di servizio: incremento del 183%, con un erogato medio del 214%. Vedete che nel 1986 i punti vendita erano 774; sono circa 2.002 nel 2006. L'erogato medio dei punti vendita nel 1986 era di circa 466 metri cubi per punto vendita all'anno, e siamo oggi a 1460 metri cubi per punto vendita all'anno. "La raffineria di Cremona tra presente e sfide future". "Altri importanti risultati. Tamoil ha sempre avuto come specifica missione la massima attenzione ai problemi ambientali. Produzione corrente di circa 500.000 tonnellate/anno di oli combustibili a bassissimo contenuto di zolfo (0,23% e 0,35%) per la produzione di energia elettrica in centrali localizzate nella Valle Padana. Č stato realizzato di recente in raffineria un terminale ferroviario che movimenta oggi - il terminale non è ancora a regime - movimenta comunque più di 400.000 tonnellate di prodotto/anno, e questo ha significato togliere circa 20.000 autobotti/anno dalla strada. Già oggi la benzina Tamoil ha un contenuto di zolfo di 10 PPM; la legge ne richiede 50 PPM, oggi. Quindi, diciamo, tutto questo significa avere e dare un grosso beneficio anche sull'impatto ambientale. Tamoil considera fondamentale il rapporto con la comunità di Cremona. Centraline di controllo emissioni sono già operative; le relazioni industriali sono ottime. Circa 100.000 euro/anno per promuovere eventi culturali. In fase avanzata di studio centrale che fornirà energia elettrica e calore per l'azienda energetica municipalizzata. Vediamo quali saranno i cambiamenti nella domanda dei prodotti. I bilancio di materia ci dicono che l'eccedenza di benzina continuerà ad aumentare; le importazioni di gasolio continueranno a crescere per effetto dell'incremento di domanda. L'eccedenza, però, di olio combustibile peserà sempre di più sugli operatori che non investono per ridurre la produzione. Per continuare ad operare nel mercato è necessario adeguare la propria produzione alla diversa domanda di prodotti: meno benzina, quindi, più gasolio, meno olio combustibile. L'unica strada per fare questo è l'investimento. Vediamo quelle che saranno le nuove sfide nel futuro. Partendo dalla base della piramide, sicuramente sono le nuove specifiche: benzine e gasoli a 10 PPM dal 01 gennaio 2009. Controllo delle emissioni. Minimizzare le emissioni di CO2 per il rispetto del Protocollo di Kyoto; ridurre le emissioni di SOxNOx polveri. Sicurezza. Mantenere eccellenza attraverso regole e procedure efficaci. La conversione. Eliminare i prodotti a maggior impatto ambientale (l'olio combustibile), aumentando la produzione di distillati medi, che sono gasolio e jet fuel. L'efficienza. Aumentare l'efficienza delle operazioni producendo utilities, vapori ed elettricità utili per il territorio. Aumentare l'efficienza significa anche diminuire e avere il controllo sulle emissioni, soprattutto diminuire le emissioni". Vediamo il piano strategico di Tamoil. "Tamoil è pronta ad affrontare queste sfide con un ambizioso programma di investimenti che porteranno a rispettare le direttive e le nuove regole ambientali; aumentare la conversione (Tamoil sta studiando l'installazione di un hydrocracker ad alta pressione, in modo da ridurre la produzione dell'olio combustibile a meno di 300.000 tonnellate/anno); mantenere gli standard attuali di efficienza produttiva. Le sfide di questo piano sono: mantenere l'eccellenza per quanto riguarda le tematiche ambientali, aumentando le rese di prodotti a basso contenuto di zolfo e riducendo la produzione di olio combustibile. Come affrontarle? Con investimenti per aumentare la capacità di desolforazione, per produrre i prodotti a 10 PPM di zolfo; investimenti in addizionale capacità di conversione della raffineria. Tamoil, per i prossimi 5 anni, ha un piano di investimento di circa 500 milioni di euro. Il piano strategico di Tamoil, vediamone i benefici. L'implementazione di questo piano è una opportunità per il territorio, le istituzioni, e per Tamoil. Vediamo per il territorio e i legislatori. Innanzitutto, opportunità lavoro; standard ambientali; benzina 10 PPM oggi venduta allo stesso prezzo della benzina normal; gasolio Ecoplus (è un tipo di gasolio prodotto da Tamoil) venduto senza sovrapprezzo (è un prodotto a bassissimo impatto ambientale); sfruttare sinergie derivanti dalla produzione di utilities con la nuova centrale; rapporto consolidato con Tamoil (Tamoil è un partner industriale affidabile, è stato certificato di recente ISO 9001); interessi comuni tra istituzioni e Tamoil per fare crescere il territorio (Tamoil è anche un buon contribuente). Vediamo i benefici per Tamoil. Valorizzare ulteriormente i propri assets, facendo leva su persone qualificate e istituzioni efficaci. Mantenere l'eccellenza per quanto riguarda tematiche ambientali. Completare il piano "Autoil 2": questo è un progetto che consentirà a Tamoil di produrre tutti i prodotti (benzine e gasoli, le benzine già lo sono, ma i gasoli soprattutto) a 10 PPM. Realizzazione della nuova centrale. Aumentare la conversione; aumentare l'efficienza. Rapporto consolidato con il territorio e i legislatori. Condizione necessaria alla implementazione del piano strategico. Questo programma di investimenti richiede uno sforzo economico molto importante: circa 500 milioni di euro in 5 anni, da aggiungere agli oltre 400 già investiti da Tamoil Italia nella raffineria in questi vent'anni di attività. In un sistema molto competitivo, sia dal punto di vista produttivo (faccio presente che le altre raffinerie della Valle Padana sono a conversione molto spinta), sia da quello commerciale (difficoltà nel vendere l'olio combustibile), caratterizzato da forte diminuzione di domanda e da un eccesso di produzione, Tamoil non può non adeguarsi alle nuove esigenze di mercato. Tutta via, a fronte di questi obiettivi ed impegni, al momento è ancora bloccata l'autorizzazione per la produzione anche di gasolio 10 PPM. Al momento le altre raffinerie in Italia sono già state autorizzate; c'è il rischio concreto di spaccare il mercato penalizzando un operatore. Inoltre, come possiamo convincere l'azionista ad investire, se il quadro di riferimento è incerto, se si richiede il rispetto di nuove normative senza consentire gli interventi necessari per adeguarsi ad esse o, addirittura, se gli investimenti già pianificati ed autorizzati rischiano di non poter essere realizzati? Considerazioni finali. Il territorio, le sue istituzioni e Tamoil hanno di fronte a loro sfide impegnative. La storia di Tamoil mostra che le sfide impegnative, se affrontate con determinazione, si trasformano in grandi opportunità, che hanno ripercussioni positive per tutti. Le difficoltà che abbiamo nei processi autorizzativi attualmente in corso ci ricordano la necessità di un rinnovato patto tra il territorio, le istituzioni e Tamoil per continuare insieme verso un futuro pulito con così tanta energia da aggiungere la quarta T a Cremona, la T di Tamoil. |