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Intervento di Angelo Sinelli, Arvedi Acciaierie (per conto di Giovanni Arvedi)
Cremona: verso il piano strategico della città - Venerdì 9 marzo 2007 Prima di affrontare l'argomento principale dell'incontro voglio rivolgere un pensiero a chi ci ha preceduto e ci ha lasciato una città ricca di simboli culturali, che ci rendono orgogliosi della nostra città e nel contempo devono essere di stimolo a procedere verso obiettivi ambiziosi. Cadono in questo periodo l'800° e il 900°anniversario della fondazione della Cattedrale e del Palazzo Comunale. Due eccezionali espressioni del saper fare in epoca medioevale, testimonianza di un'epoca che ha saputo sviluppare idee che hanno contribuito al profondo cambiamento dei principi politici e della società civile di quei tempi. Abbiamo ampie testimonianze del ruolo fondamentale di Cremona nell'ambito della storia romana e di quale importanza avesse il nostro comune nell'epoca imperiale, avendo assunto una dimensione tale da essere la città d'Italia, e non solo, economicamente più importante. Entrando più propriamente in merito al tema dell'incontro, tutti dobbiamo esprimere il meglio per dare un futuro alla nostra città Cremona è la città a cui tutti noi vogliamo bene; la mia famiglia, trasferendosi dal Trentino, iniziò a lavorare a Cremona nel 1765. Il piano strategico è un'iniziativa positiva che ci deve impegnare tutti in modo corale, come imprenditori, come cittadini e soprattutto i pubblici amministratori. Il futuro di Cremona e delle generazioni future dipende dalle scelte, dal lavoro che noi sapremo fare e noi non possiamo esimerci dal cercare di fare tutto quello che possiamo e dobbiamo fare. Nella mia attività di imprenditore mi sono fortemente impegnato e ho cercato di sviluppare le mie imprese dando loro una capacità competitiva che nel medio e lungo termine le rendesse vincenti. Questo vale per l'Acciaieria Arvedi, l'ultima nata, ma con lo stesso principio ispiratore sono sorte e sono cresciute anche le altre aziende come ILTA, ATA e Arvedi Commercio e questo lo dico anche come riconoscimento dei meriti di tutti quelli che hanno lavorato e lavorano nelle mie aziende. Il metodo che ho applicato è quello della crescita della conoscenza: 1. con un impegno costante rivolto alla formazione professionale dei miei dirigenti sviluppatosi attraverso il rapporto con università italiane ed europee, centri di ricerca specializzati nazionali ed internazionali in USA e Canada; 2. ho creduto e messo a profitto l'equazione concettuale che si esprime in: cultura - conoscenza - investimento - profitto da cui prende avvio il ciclo virtuoso dello sviluppo; 3. ho individuato e creduto nel cambiamento che ha caratterizzato il nostro secolo: la costante accelerazione dei processi conoscitivi ed operativi, sintetizzati nell'importanza strategica del fattore tempo. Il fattore tempo contribuisce in modo determinante alla competitività dell'impresa. E questo fattore sarà sempre più uno degli obiettivi a cui mira l'innovazione dei processi produttivi. Riferendomi al settore siderurgico, in cui opero, il ciclo di fabbricazione per giungere al coil (rotolo di acciaio) negli impianti convenzionali implica una dimensione tempo di alcuni giorni; nella mia acciaieria di Cremona è ridotto a 90 minuti, nei quali il passaggio da liquido a coil avviene in soli 15 minuti che, nel nuovo processo che entrerà in funzione dal 2008, si ridurrà a soli 7 minuti. Ho notato che il programma di definizione del piano strategico della città non parla, ovvero non si relaziona, con il mondo delle imprese. La storia, invece, e questo vale anche per la nostra città, ci ha mostrato e ci insegna che quando l'economia prospera fioriscono anche le arti e con esse tutte le espressioni più tipiche della cultura. Come cittadino di Cremona sono onorato di poter esprimere in sintesi il mio modesto apporto al più ampio pensiero del programma operativo di Cremona 2020. Analisi Desidero partire da una analisi sintetica: Cremona ha limiti di dimensione, un fattore decisamente pregiudiziale per rimanere con successo sul mercato di mezzi e servizi, ma i limiti possono invece diventare un asset positivo, un valore, se si parla di "cultura" che invece non ha limiti di dimensione. Cremona ha limiti sia nel numero di abitanti che nell'età media ma anche questi potrebbero trasformarsi in un asset se si guarda all'ospitalità e ad un giusto equilibrio anagrafico. Cremona ha limiti nell'isolamento (anche se non in termini assoluti). Le cause le conosciamo tutti; se vogliamo fare un balzo in avanti ritengo che uscirne sia un elemento pregiudiziale, per poter ricevere da altri idee, servizi e mezzi e, una volta rilanciati, per cederli e trasmetterli a nostra volta ad altri. Metodo Prima di parlare di Merito brevissimamente due parole sul Metodo, non meno importante del merito L'idea di metodo, non certo originale, è di: - valutare e portare al lancio pochi ma importanti progetti - unire tutte le forze - eseguire i progetti decisi in tempi rapidi nel rispetto assoluto dei tempi Proporrei di utilizzare, e soprattutto tradurre in realtà, uno slogan del tipo "per Cremona 2020 - Insieme tutto diviene possibile" Merito Per quanto riguarda il Merito, la dimensione e la nostra situazione anagrafica e demografica, come dicevamo non sono un limite allo sviluppo della "cultura", anzi possono diventare un aiuto ma il collegamento è vitale. Al riguardo due proposte: La prima proposta: l'impegno credo debba essere quello di superare in tempi rapidi uno strisciante isolamento. Creando collegamenti che favoriscano scambi di idee, servizi e mezzi 1. con Milano verso il nord, il link fondamentale (strada, ferrovia leggera), 2. con Piacenza, attraverso il nuovo ponte sul Po, per creare un collegamento efficiente con il grande centro logistico intermodale - Piacenza Mose - che si estende su un'area di 1,8 milioni di metri quadri e con quello di Monticelli da 250.000 metri quadri, 3. con Parma, il rafforzamento del collegamento è pure interessante, perché oltre ad accomunarci la tradizione musicale, questa città è sede del dipartimento agroalimentare della Comunità europea. In sostanza la chiave vincente è creare un ponte con gli ambienti socio economici che ci circondano. Su questo dobbiamo concentrare congiuntamente il massimo sforzo futuro. La seconda proposta: la città oltre alle considerazioni anzidette dispone di una eccellente Biblioteca, Archivio di Stato, sede universitaria, Fondazioni ed Istituzioni e scuole musicali. Operativamente pensiamo sia proficuo organizzare corsi master e corsi specialistici di eccellenza nelle varie espressioni artistico-culturali della durata di 2/3 anni. Sono tutti potenziali poli di attrazione. Dobbiamo trovare per questo terreno culturale, e sono convinto che ci riusciremo, dei buoni progetti, e se saranno affidabili troveremo anche i mezzi necessari (Fondazioni bancarie pubbliche e private, società di turismo). Quanto ho espresso è solo una semplice riflessione e un piccolo e modesto contributo. Per Cremona del 2020 - Insieme tutto diviene possibile. Questo è il mio augurio sincero e sentito ai nostri validi amministratori. |