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Intervento di Giuseppe Torchio, Presidente della Provincia di Cremona
Cremona: verso il piano strategico della città - Venerdì 9 marzo 2007 Io penso, comunque, che una risposta al Sindaco la devo dare quando parla di un tema saliente per la governance del futuro. Io penso che la prima risposta sia quella di un miglioramento delle sinergie e che questo oggi sia un elemento di qualità perché abbiamo lavorato insieme, abbiamo un progetto che cambia dei nomi ma non nella sostanza e noi siamo stati chiamati a definire delle priorità territoriali. Il ruolo della città è senza dubbio centrale e il Sindaco Corada siede nella cabina di regia del patto, così come il Presidente della Camera di Commercio guida alcuni tavoli prestigiosi e significativi. Per questo io non credo a recenti valutazioni anche a livello universitario e secondo me sono affrettate, che cercano di trovare o di dipingere un'impostazione duale dei nostri progetti di valenza strategica. Penso che sia così, perché se la tesi universitaria fosse invece confermata la provincia fa subito un passo indietro per garantire il quadro di insieme. Lo dico qui perché non ci debbano essere alibi di nessun tipo. Ora, io penso che lo studio consentirà di approfondire al meglio il ruolo del capoluogo, che come sappiamo ha un valore che va ben oltre la semplice somma algebrica dei suoi abitanti; un valore che deve essere ribadito anche rispetto al crescente policentrismo della periferia che voi, invece, giustamente, avete chiamato "la grande Cremona". Voglio ringraziare il Comune che fin dall'inizio ha deciso di far viaggiare le due realtà (piano strategico e patto dello sviluppo) sugli stessi binari. I nostri tecnici del nucleo operativo si sono visti e si vedono spesso con quelli del Censis per far sì che le due realtà fin dai primi passi sviluppino, come hanno sviluppato, una significativa coerenza. E credo proprio che il risultato sia stato ottenuto. Quindi il criterio guida, quello di darsi una visione comune, un impegno condiviso verso obiettivi in cui cittadini, istituzioni, tutta la realtà possa riconoscersi è sicuramente giusto. Dopo l'ormai lontana definizione del Professor Scivoletto che io, ogni tanto, riprendo sulla Cremona dissociata, spesso abbiamo sottolineato come esista anche il pericolo di una retorica del declino che ostacola la capacità di reazione delle nostre economie. Questo l'abbiamo visto spesso anche sul nostro territorio, dove l'analisi della situazione non ha sempre portato con sé la reazione che veniva richiesta. Adesso mi sembra che la strada per reagire sia stata imboccata correttamente. In questi giorni già alcune realtà stanno ponendo pubblicamente i puntini sulle I e presto lo faranno altri a buon diritto, ma sappiamo che è la somma che fa il totale e quindi il patto per lo sviluppo è nato proprio per dare una risposta a questo declino, cercare di spogliare di ogni forma retorica e soprattutto muoversi verso questo piano strategico. Il Ministro Bersani, inoltre, ha risposto ad alcune delle questioni poste nelle tabelle, una in particolare quella del distretto energetico alternativo, e ha risposto sì. Si dice che dobbiamo essere capaci di produrre energia, anche e soprattutto qua dove abbiamo il Po' che non è una variabile indipendente ma è un elemento di grande qualità. Io penso che questa città si è candidata al polo tecnologico di riferimento pensando in particolare all'energia. Così come pensa al raddoppio di ervedi con tutte le garanzie, alla provincia cablata con 1.000 chilometri di strade ed Internet veloce , al decollo di Tencare e del porto dopo 40 anni, alle infrastrutture dopo decenni di parole, e io penso anche, visto che è stato messo il dito nel discorso della sanità, ai 6.500 posti che ci sono nel socio-assistenziale e, perché no, alla realtà di eccellenza sull'ospedale di Cremona, perché è partito come il modello alla svedese e nel momento in cui si assiste ovunque ad un impegno universitario io non riesco a capire come mai noi non abbiamo la forza, il coraggio e la determinazione di candidare questa realtà a quel livello. E' una delle cose che alla città serve, perché sennò siamo sempre più la colonia di qualcuno, mentre in realtà gli investimenti e una lungimirante classe politica ed amministrativa ha conferito a quel livello un ruolo di eccellenza nel tempo. Ricordiamo proprio oggi Cielo Cottarelli che accompagneremo nell'estremo saluto come uno degli artefici di quella vicenda. Ritengo quindi fondamentale che la tavola rotonda, che chiude l'incontro e vede protagonisti i principali interlocutori economici del territorio, rappresenti quel fatto di dedizione in prima persona del tempo per affrontare i temi che abbiamo intrapreso e che io penso di grande importanza. |